Dalla Pasqua a S. Giovanni.

Un percorso Spirituale nei misteri della Luce

Ogni anno, all’approssimarsi della Pasqua, sentiamo la necessità di approfondire il significato di ciò che è avvenuto nei tre giorni della Passione, il significato del Mistero del Golgotha.

Il presente lavoro vuole essere un tentativo in questa direzione, ben sapendo che è possibile penetrare e quindi conoscere un segreto, ma non un mistero che, per sua natura, è insondabile; possiamo infatti al massimo solo sollevare un lembo del velo che lo copre, ma mai coglierne l’intera portata. Il Mistero del Golgotha è per l’appunto un mistero, ossia una realtà spirituale la cui portata supera la capacità umana di comprensione ed alla quale possiamo accostarci solamente con il sentimento di una profonda devozione riconoscente.

Per affrontare questo lavoro ci appoggeremo, oltre che ai vangeli sinottici, anche agli apocrifi, all’opera di Rudolf Steiner, ai lavori di Robert Powell ed alle comunicazioni di quella straordinaria mistica e veggente che è stata Anna Katharina Emmerick.

Precisiamo innanzi tutto che, a nostro avviso, i Vangeli possono essere affrontati da almeno tre diversi punti di vista: il primo di questi ci permette di coglierne l’elemento morale, il secondo ci permette di accedere all’insegnamento spirituale  in essi contenuto e il terzo consiste nel leggere i Vangeli in chiave macrocosmica, così come comunicatoci da Rudolf Steiner, secondo il quale gli avvenimenti di Palestina sono stati accompagnati da altrettanti e contemporanei accadimenti che hanno avuto come teatro il cosmo intero.

Come esempio citiamo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ossia del dono da parte di Gesù Cristo di un nuovo nutrimento spirituale per gli uomini, che ha avuto, come cornice cosmica, la congiunzione di Giove e Venere davanti alla costellazione dei Pesci. Giove e Venere sono i due pianeti portatori delle forze di luce nel sistema solare, rispettivamente la luce che da fuori illumina il mondo e quella che dal nostro interno illumina la nostra anima.

Dato che negli anni della fine del secolo scorso, l’umanità ha rivissuto sul piano eterico gli eventi della Palestina, è interessante notare che a fine febbraio 1999 abbiamo avuto nuovamente la congiunzione di Giove e Venere nei Pesci, fatto che ci permette di pensare che a fine febbraio si è avuto un eco dell’evento della moltiplicazione, ora rivolto maggiormente all’interiorità dell’uomo. Il completamento della manifestazione di Gesù Cristo nel piano eterico, nel piano della Vita ha avuto come data significativa l’8 settembre del 1999.

Alla luce dell’esempio citato, i tre punti di vista menzionati possono essere colti contemporaneamente. In questa ottica le varie città e regioni menzionate nei Vangeli corrispondono ad organi interni, centri spirituali, parti del corpo, ed i miracoli o gli insegnamenti ivi effettuati corrispondono alle prove per superare le forze ostacolataci che vi albergano.

Cercheremo ora di dare un breve cenno riguardo al significato cosmico della collocazione della Pasqua ed anche alle posizioni degli astri nei giorni immediatamente precedenti l’Evento del Golghota.

La Pasqua cade la prima domenica dopo il primo plenilunio che segue l’equinozio di primavera. L’equinozio è un momento riferito al sistema Terra-Sole-Zodiaco (dove lo Zodiaco è la sfera di riferimento delle entità della Prima gerarchia – il Principio Padre), la domenica è il giorno dedicato al Sole (corpo Celeste di riferimento della sfera d’azione della Seconda Gerarchia – il Principio Figlio), e infine il riferimento alla Luna collega la Pasqua alla sfera della Terza Gerarchia – il Principio Spirito Santo. Per quanto detto possiamo affermare che la Pasqua è un evento cosmico che risuona con tutta la Santa Trinità.

Non tutti sanno che essa era festeggiata nell’antichità già molto prima degli Ebrei. I Fenici, ad esempio, conoscevano la Pasqua, ma la festeggiavano il 21/9, nell’esperienza autunnale, in quanto festeggiavano la Pasqua come risveglio della coscienza. Anche in questa antica tradizione ricorre l’elemento della morte, evocata dall’usanza di gettare in mare una statua.

Con il passare del tempo l’umanità ha perso la consapevolezza del profondo significato della Pasqua, così, per sostenerne la coscienza, è stata anticipata di sei mesi, affinché si potesse trovare nella natura un riflesso ed un supporto a ciò che avviene interiormente.

Nell’emisfero opposto al nostro, si celebrano le festività cristiane con condizioni climatiche opposte rispetto a quelle della loro tradizione e questo comporta uno sforzo maggiore da parte della coscienza umana al fine di riuscire a sperimentarle interiormente. Le anime che abitano nell’emisfero australe hanno quindi una forza in più, poiché il loro Io, senza l’aiuto delle condizioni esterne, deve acquisire  la capacità di uscire da Spazio e Tempo per fare le nostre stesse esperienze.

 IL 21 ED IL 22 MARZO 0034

Se ora vogliamo addentrarci nell’interpretazione degli avvenimenti di Palestina, incominciamo ricostruendo la rappresentazione del cielo del 21 marzo del 34 d.C., cioè 13 giorni prima della morte di Gesù sul Calvario avvenuta il 3 aprile dello 0034 alle ore 15.15.

Il nostro disegno ritrae Venere nella posizione di “congiunzione inferiore”, cioè nel punto più vicino alla Terra durante il suo movimento retrogrado nel cielo. In quel giorno, chi avesse volto lo sguardo verso Venere avrebbe visto che il pianeta si trovava, in prospettiva, davanti alla costellazione dei Pesci.

Tredici giorni prima del Venerdì Santo, il 21 marzo dell’anno 34, Venere era in congiunzione inferiore con i Pesci. Ricordiamo come Venere rappresenti anche la religiosità, e come sia collegata a Maria nel suo aspetto devozionale.

La costellazione dei Pesci è rappresentata da due pesci disposti perpendicolarmente tra loro e con dimensioni diverse: il più grande è rivolto verso la costellazione della Vergine, il più piccolo verso l’Ariete. Le loro code, inoltre, Sono collegate da una cordicella. Nel corpo umano i Pesci corrispondono ai piedi, e anche i piedi sono legati: non possono allontanarsi l’uno dall’altro più di quanto le gambe consentano, quasi a simboleggiare che i piedi non sono liberi di andare dovunque. Ebbene il 21 marzo del 34 Venere vista dalla terra “tagliò esattamente la cordicella che lega i due Pesci, liberandoli immaginativamente; questo, 12 giorni prima del Venerdì Santo. Il giorno seguente, il 22 marzo, il Sole tagliò una seconda volta la cordicella dei Pesci nello stesso punto dove il giorno prima era transitata Venere. Da questo momento inizia il percorso-processo di purificazione (di dodici giorni) per cui il Sole, la stella in cui ha sede Lucifero, tornerà ad agire in modo puro per l’umanità.

Dodici giorni (o dodici notti) dopo, ossia il 03.04.0034 sarà il Venerdì Santo e si verificherà la conversione del ladrone di destra, che simboleggia Lucifero.

Ricapitolando abbiamo Venere, che era particolarmente vicina alla Terra (la congiunzione inferiore), che con la sua azione specifica di rinnovo della vita  attraverso la luce interiore, tagliava il vecchio legame dei Pesci preparando l’arrivo del nuovo Sole, che darà impulso agli arti spirituali, i quali compiranno i 12 passi che ci condurranno all’esperienza del Golgotha.

Nel suo moto di avvicinamento e allontanamento dalla Terra, Venere manifesta due qualità diverse. Più precisamente Venere in “avvicinamento” intensifica la sua forza portando venerazione, dedizione, religiosità (come via per ricollegarsi al Divino); Venere in “allontanamento” invece riduce queste sua azioni nell’uomo affievolendo anche la capacità dell’ascolto interiore.

 

Tratto da: “Dalla Pasqua a San Giovanni un percorso nei Misteri della Luce.”

Autore: “Tre più Uno”