Tutto è acqua

Negli ultimi due secoli, complice forse anche il monito biblico del “polvere eravate e polvere ritornerete” (Genesi III, 19) si è progressivamente persa la consapevolezza che invece il mondo materiale, ed in particolare quello organico, è fatto sostanzialmente di acqua e che anche l’essere umano, costituito come sappiamo per oltre il 70% di acqua (nell’adulto), è sostanzialmente una sorta di enorme goccia che cammina. Una goccia a due gambe intimamente connessa con il resto di un Pianeta erroneamente chiamato Terra (quando il suo nome avrebbe dovuto essere Oceano) e in cui la presenza superficiale dell’acqua ritrova quasi la stessa percentuale che abbiamo nel nostro organismo in termini di biomassa (72% di mari ed oceani contro il 28% di terre emerse). Un Pianeta dove l’acqua in realtà non solo unisce tutti gli esseri viventi, ma ne costituisce l’origine e addirittura la materia base su cui plasmare le infinite forme della biodiversità planetaria.

E se tutti, più o meno, conosciamo il Grande Ciclo dell’Acqua che quotidianamente “lava” e alimenta il nostro Pianeta con tempi geologici passando dai mari, alle nuvole, a suolo e sottosuolo e poi ancora ai mari e ai fiumi in un ciclo ininterrotto, sono assai meno noti e divulgati i cicli dell’acqua all’interno degli esseri viventi, in particolare nelle piante ma anche negli animali e nell’Uomo.

Il ciclo dell’Acqua nei vegetali   

All’interno della pianta, dalla piccola erba di campo al grande albero, l’acqua è in continuo movimento e scambio con l’ambiente esterno ed interno: assorbita dal terreno con i sali minerali sale come linfa grezza lungo il tronco e i rami sino alle foglie, dove partecipa alla fotosintesi clorofilliana. Qui vengono prodotti l’amido scomposto poi in zucchero (saccarosio) e le altre sostanze nutritive che, sempre attraverso l’acqua nella cosiddetta linfa elaborata, ridiscendono verso le radici, non prima però di essere distribuite a tutte le parti della pianta per il buon sostentamento e funzionamento del suo metabolismo. Questo fenomeno ha delle dimensioni sorprendenti: un modesto albero come la Betulla traspira più di 300 litri d’acqua al giorno, molta più di quella che evaporerebbe dal suolo nudo; così anche una semplice piantina di grano, che pesa meno di mezzo chilo al momento del raccolto, ha assunto, trasportato e liberato nell’atmosfera quasi due quintali di acqua durante la sua vita, con una traspirazione di 0,8 litri d’acqua al giorno. In questo modo un grande albero come una quercia adulta può traspirarne anche 150.000 litri all’anno.

In tutto questo giro, che può durare da alcuni minuti ad alcuni giorni a seconda delle dimensioni e complessità del vegetale, una parte di acqua viene dunque persa attraverso l’evapotraspirazione, entrando così nel bilancio idrico della pianta, ovvero il rapporto tra acqua assorbita (entrata) ed acqua traspirata (uscita).

C’è da notare che di tutto questo flusso d’acqua all’interno della pianta, solo una minima (1-2%) parte viene usata per i vari processi metabolici interni, un’altra parte partecipa alla fotosintesi ed ai meccanismi che servono alle cellule per mantenere il giusto turgore e livello idrico, mentre il grosso (più del 50%) viene appunto emesso con l’evapotraspirazione.

Ovvero questo grande movimento d’acqua svolge soprattutto un’azione di “refresh”, di rinnovo e lavaggio del sistema. Questo fatto, che troveremo anche negli animali e nell’uomo, è molto interessante, poiché a nostro avviso evidenzia due cose sulle quali di solito ci si sofferma poco:

a)  l’acqua è importante per il suo contributo strutturale e funzionale (ovvero come composto chimico dotato delle sue particolari caratteristiche), ma per certi versi lo è ancora di più per la sua azione di ricambio del sistema, legata in particolare al movimento dentro e attraverso di esso. Infatti l’acqua, come noto, è in grado di “sciogliere e portar via” un maggior numero ed una maggior quantità di sostanze rispetto a qualsiasi altro liquido;

b)  questo continuo “lavaggio” pone la pianta pienamente all’interno del grande flusso che unisce e connette tutti gli esseri viventi con l’intero Pianeta. Un albero, con la sua posizione fissa nello stesso posto, evidenzia in modo palese questo suo “essere dentro” al grande Ciclo dell’acqua della Terra.

Il ciclo dell’acqua nell’Uomo  acqua Paqx Mundi

Vediamo ora com’è il ciclo dell’acqua nell’essere umano.

Come abbiamo già ricordato il nostro corpo è fatto d’acqua: in termini di percentuali rispetto alla biomassa complessiva varia dall’85% nell’embrione e 75-80% nel bebè, al 70-65% nell’adulto per poi ridursi attorno al 60% nell’anziano. Mentre sappiamo che secondo i ricercatori americani della Washington University dal punto di vista numerico quasi il 99% delle nostre molecole corporee sarebbe acqua. In termini quantitativi significa che in un essere umano adulto abbiamo:

 

 

  1. •             una persona che pesa 60 kg, avrà circa 39 kg rappresentati dall’acqua;
  2. •             una persona che pesa 70 kg, avrà circa 45,5 kg rappresentati dall’acqua;
  3. •             una persona che pesa 80 kg, avrà circa 52 kg rappresentati dall’acqua;
  4. •             una persona che pesa 90 kg, avrà circa 58,5 kg rappresentati dall’acqua.

In tutta questa acqua corporea vivono, si riproducono, funzionano, trasmettono, ricevono informazioni e muoiono obbedendo alle leggi della natura circa 40-60 trilioni di cellule, quelle che costituiscono il nostro corpo. Cellule che peraltro vengono sostituite in grande quantità: pensate che ogni giorno nel nostro corpo muoiono (apoptosi) e poi vengono espulse (in tempi variabili), da 50 a 100 miliardi di cellule (a seconda delle fonti) e che solo della pelle ne sostituiamo giornalmente quasi un grammo, pari a circa 30 mila ogni minuto.

Tale fatto, assieme ai fenomeni di sudorazione, respirazione ed escrezione contribuiscono al continuo ricambio della nostra acqua corporea, che appunto è in continuo movimento. Infatti l’acqua entra nel nostro organismo mediante il cibo, i liquidi e l’inspirazione (e in minima parte anche attraverso la pelle), percorre il sistema digerente e viene assorbita dalle mucose (soprattutto intestino crasso e anche tenue), entra nel circolo sanguigno.

Da lì fa tutto, poiché è in equilibrio con l’acqua nelle cellule e in tutti i tessuti. Le cellule importano acqua per diffusione semplice o usando proteine-canale dette acquaporine.

Dal 40% al 50% della nostra acqua corporea è contenuta all’interno delle cellule e costituisce il cosiddetto liquido intracellulare. II 20% restante si trova negli interstizi tra le cellule: è il liquido extracellulare.

Pertanto tutti gli organi del nostro corpo sono ricchi d’acqua, a cominciare ovviamente dai fluidi corporei: quelli che hanno il maggiore contenuto di acqua sono il liquido cefalo­rachidiano (99%), il midollo osseo (98%) e il plasma sanguigno (85%). Tra gli altri organi quello che ha il maggior contenuto d’acqua, come abbiamo visto, è il cervello mentre le più “asciutte” sono le ossa e i denti (che potremmo anche considerare come “ossa scoperte”), sebbene anch’esse contengono acqua anche se in misura molto minore rispetto ai tessuti molli.

acqua Pax Mundi 1Nell’ambito del ciclo dell’acqua nel corpo umano non vi solo la parte di emissione, ma anche quella legata alla nostra capacità di produrre acqua, ovvero non solo utilizzando quella ingerita ma proprio “costruendone” ex-novo attraverso processi metabolici di scomposizione degli alimenti.

Il risultato sono ad esempio le numerose secrezioni liquide del nostro corpo, a cominciare dalla più abbondante, ovvero la saliva (formata da 98% d’acqua). Ogni giorno ne produciamo, grazie soprattutto all’attività di ghiandole come la parotide e la ghiandola sottomandibolare, almeno 1200-1500 mm, che significa che nell’arco di una vita media con questo liquido potremmo riempire due piscine. Tale quantità è in realtà relativamente bassa, se si considera che altri mammiferi ad alimentazione erbivora (es. le mucche) possono produrne fino a 60 litri/giorno. La quantità secreta dipende molto dagli stimoli, come ben sappiamo quando proviamo il noto fenomeno “dell’acquolina in bocca”.

Lo stimolo alla liberazione di saliva proviene dal sistema nervoso autonomo, che innerva le ghiandole salivari: le fibre simpatiche inducono la secrezione di una saliva più mucosa, quelle parasimpatiche di una saliva più acquosa.

Oltre alla saliva produciamo poi almeno mezzo litro di sudore al giorno (in condizioni di riposo, molto di più se sotto stress termico o sotto sforzo), e poi le lacrime, il liquido seminale, il vapore acqueo (es. attraverso la traspirazione), mentre all’interno del nostro corpo circolano almeno 4-5 litri di sangue, pari indicativamente al 7- 8% del peso corporeo, che viene anch’esso costantemente rinnovato. Infatti gli eritrociti hanno una vita media di 120 giorni, dopodiché ne vengono immessi in circolo di nuovi. Assieme ai leucociti usano il sangue come un mezzo per raggiungere i tessuti, ma altre componenti del sangue si rinnovano ancora prima: per esempio un neutrofilo vive solo 6 ore, quindi viene immesso continuamente in circolo, allo stesso modo le piastrine.

Le proteine plasmatiche vengono sintetizzate e catabolizzate dal fegato sempre in base alla loro emivita e quindi anch’esse costantemente rinnovate.

I liquidi che compongono il nostro corpo, tutti a base acquosa, a seconda della loro posizione possono poi essere complessivamente distinti  

I liquidi extracellulari sono dunque composti dall’insieme di:

  1. –              liquido interstiziale;
  2. –              liquido sanguigno;
  3. –              liquido transcellulare;
  4. –              liquido linfatico, liquido cerebro-spinale, liquido sinoviale sono considerati parte del liquido extracellulare.

I liquidi extracellulari (LEC) hanno la funzione di mantenere un ambiente interno relativamente costante per le cellule e assicurano il trasporto delle sostanze da e per le cellule stesse. Il sodio è il principale catione dei liquidi extracellulari. Il liquido intracellulare (LIC) è il citoplasma acquoso contenuto all’interno delle cellule. Serve per consentire le reazioni chimiche intracellulari atte a mantenere la vita. Per volume il LIC forma il più grande compartimento idrico del corpo. Pertanto il Contenuto Idrico Corporeo è complessivamente dato dalla sommatoria del LIC = Liquido Intracellulare + LEC = Liquido extracellulare. Questi liquidi pesano in media circa 40 kg, di cui 15 kg sono il LEC e 25 kg il LIC. Tutta l’acqua di cui siamo composti è quindi contenuta all’interno (per la gran parte) delle nostre cellule o tra di esse e NON si vede perché ogni cellula è separata dall’esterno da più sistemi di membrane impermeabili, proprio per evitare che l’acqua in esse contenuta evapori.

Questa acqua salata corporea deve mantenersi il più possibile costante in termini di rapporto acidi-base, ovvero con un Ph di 7,35, altrimenti la salute scompare e può nascere la malattia. La maggior parte dell’acqua che entra giornalmente nell’ organismo è quella assunta oralmente, per circa 2/3 come acqua semplice o sotto forma di altre bevande, e per il resto come acqua contenuta negli alimenti. Una piccola quantità (circa 150- 250 ml/die) è ottenuta per sintesi dalle ossidazioni dell’Idrogeno delle sostanze metabolizzate, come già accennato.

In condizioni normali la quantità di acqua che entra ogni giorno nell’organismo si aggira pertanto intorno a 2300 ml, che diventa “acqua biologica” per effetto del rene. Tale quantità corrisponde grosso modo all’acqua che viene eliminata in condizioni di riposo o di attività tranquille. In realtà basta poco perché questo equilibrio idrico si modifichi e il corpo richieda una maggiore quantità d’acqua.

Con tutto questo movimento d’acqua dentro e fuori dal corpo è evidente che il prezioso liquido compie all’interno del corpo umano e attorno ad esso un vero e proprio ciclo, paragonabile a quello generale della Terra, con propri ritmi e tempi. In precedenza abbiamo visto “la portata” di questo flusso. Invece è più difficile stabilirne la durata: alcuni studiosi stimano che ogni 28-29 giorni avvenga il ricambio dell’acqua contenuta dal nostro organismo, ovvero secondo un ciclo che richiama molto quello della Luna.

Ciò che emerge con certezza da tutti gli studi sull’acqua corporea è la necessità del ricambio, ovvero che la nostra acqua interna venga costantemente rinnovata, possibilmente con acqua non vecchia (ovvero rimasta in bottiglia da chissà quanto tempo) e di buona qualità.

Le lemniscate nei cicli dell’acqua

Infine va ricordato che l’acqua organica, sia animale che vegetale, presenta caratteristiche diverse dall’acqua esterna, quella che troviamo in un fiume o nelle nuvole. Ovvero entrando in un organismo vivente l’acqua acquisisce aspetti, proprietà e strutture diverse, che poi cambiano nuovamente quando essa torna all’esterno. Quindi anche in questi casi possiamo riconoscere la presenza della famosa lemniscata tanto nota ai lettori di ALBIOS.

Potremmo in tal senso parlare di “piccola lemniscata” se consideriamo i cicli dell’acqua all’interno degli organismi viventi e in relazione con l’ambiente circostante, ma potremmo poi individuare anche una Grande Lemniscata dei Cicli dell’acqua, se cominciamo ad incrociare questi “piccoli cicli” con quello più grande del nostro Pianeta. Queste lemniscate, tra l’altro, hanno un certo ritmo e in ciò e nelle loro connessioni evidenziano in qualche modo il respiro dei Viventi, in armonia e risonanza con il più grande respiro della Terra.

Tutti questi incroci meravigliosi e per molti aspetti ancora da esplorare fanno comprendere come in realtà, come già diceva il filosofo presocratico Talete di Mileto, nel nostro Mondo materiale “Tutto è acqua”.

Tratto da “Albios”

 

 

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