Economia, valore economico, merce, mezzo di produzione, denaro, capitale, lavoro.
A questi concetti aggiungo anche quello di NATURA, e quello di PREZZO, che considererò dal punto di vista scientifico spirituale, come farò anche con gli altri. Cercherò di ridurre all’essenziale la trattazione, per quanto è possibile fare con le complesse leggi dell’esistenza, lasciando al lettore di offrire eventuali stimoli per proseguire l’approfondimento.
IL CONCETTO GUIDA, CENTRALE, DI TUTTA LA TRATTAZIONE, SARA’ QUELLO DI ANTROPOS, ESSERE UMANO. Mi auguro che queste mie considerazioni siano utili a consolidare negli Amici la certezza della Verità dell’Antropocrazia, desiderio che è alla base della domanda che mi è stata rivolta. Questa DOMANDA, che è alla base dell’economia, produce l’effetto di suscitare una risposta che non proviene solo da ciò che ho raccolto dal passato, ma ha in sè la forza di richiamare nuove rivelazioni dal futuro.

1. ECONOMIA Significa “Legge della casa”. Essendo la Casa dell’economia il pianeta Terra, essa è la “Legge della Terra”. Tale legge la potremo cogliere nel corso delle nostre considerazioni.
a) L’atto economico fondamentale è lo SCAMBIO.
b) Lo scambio implica la presenza di DUE INDIVIDUI che possiedono qualcosa da scambiare.
c) Possiamo qui introdurre una prima osservazione. Il BAMBINO nasce su questa Terra possedendo solo il proprio corpo, che non può evidentemente scambiare. Di conseguenza egli non può essere soggetto economico attivo e dipende passivamente dall’aiuto dei genitori e della comunità.

2. VALORE ECONOMICO Indica il valore che si assegna ad un particolare oggetto scambiato. Lo scambio avviene se i due soggetti attivi nello scambio stesso assegnano maggior valore a ciò che intendono ricevere rispetto a ciò che vogliono cedere.
a) In tal senso possiamo dire: quello che entrambi vogliono cedere è per essi SUPERFLUO, quello che vogliono ricevere è ESSENZIALE. Ciò che è superfluo per uno è essenziale per l’altro.
b) Da ciò deriva che in economia NON ESISTONO VALORI OGGETTIVI DEFINIBILI SECONDO REGOLE GENERALI. LA NORMA DEL VALORE ECONOMICO E’ LA SOGGETTIVITA’, IL GIUDIZIO INDIVIDUALE. Il valore economico di qualsiasi cosa dipende quindi dall’INDIVIDUO, dall’ANTROPOS.
c) Che un oggetto sia SUPERFLUO, dipende dal fatto che sovrabbonda rispetto al proprio bisogno ATTUALE e non può essere conservato per SODDISFARE il proprio bisogno FUTURO oltre un determinato TEMPO, essendo soggetto al deperimento e alla MORTE.
d) Che un oggetto sia ESSENZIALE dipende dal fatto che, senza di esso, l’individuo potrebbe andare incontro alla propria MORTE o temere di essere mutilato a causa di danni corporei o animici.
e) La MORTE è quindi ciò che determina sia il concetto di SUPERFLUO che quello di ESSENZIALE. In tal modo essa è la FORZA CHE FA CIRCOLARE LA MERCE NELLA SFERA ECONOMICA.
ESSA E’ SULLA TERRA LA LEGGE CUI SONO SOGGETTI TUTTI GLI ESSERI DI NATURA.

E’ QUINDI LA MORTE LA SOLA GIUSTA ” LEGGE DELLA CASA”, O “ECONOMIA”, la POTENZA COSMICA che fa produrre, scambiare e consumare ogni cosa tra gli uomini.

f) Ciò che dà quindi valore economico ad un oggetto di scambio è la DOMANDA, che deriva dal DESIDERIO INDIVIDUALE e inoltre dalla MANCANZA dell’oggetto che si considera ESSENZIALE.
g) Poiché, come abbiamo considerato al punto 1c, il bambino è in assoluto mancante di tutto, EGLI E’ IL PRINCIPALE PORTATORE DELLA DOMANDA, il PURO CONSUMATORE. Quindi Egli è colui che stabilisce il valore economico degli oggetti scambiati.
h) Possiamo quindi dire che egli è il SOVRANO IN ECONOMIA.
Ma poiché, come abbiamo visto, egli non ha nulla da scambiare, alla nascita, non può porre in atto alcuno scambio e viene escluso dal processo economico del quale è per natura sovrano. Egli non avendo nulla da scambiare, dovrà vendere il suo corpo sul mercato del lavoro, dovrà prostituirsi per procacciarsi il pane.
i) IL BAMBINO E’ QUINDI IL LEGITTIMO SOVRANO DELL’ECONOMIA CHE E’ STATO DETRONIZZATO E RIDOTTO IN CATENE. EGLI CHIEDE GIUSTIZIA E VUOLE ESSERE REINSEDIATO SUL TRONO.
l) Tale giustizia gli si rende attraverso l’istituzione del REDDITO BASE INCONDIZIONATO DALLA NASCITA ALLA MORTE, come riconoscimento del diritto di proprietà del valore monetario dell’alimento prodotto da un pezzo di terra la cui produttività è calcolata come quoziente tra l’intera produzione delle terre coltivate suddivisa per il numero degli abitanti del territorio in questione, cioè dell’intero pianeta.
m) Senza tale istituzione il bambino deve essere mantenuto dalla collettività, la quale, prendendo il denaro necessario attraverso il prelievo fiscale sull’economia, graverà di costi fiscali le attività produttive e farà rincarare continuamente le merci a danno dei consumatori, quindi a massimo danno del bambino stesso, che è puro consumatore e si troverà ad essere sempre più povero. Ogni bambino nasce oggi in Italia con un debito di 40.000 euro.

3. MERCE Si chiama merce ogni oggetto di natura che, ovunque venga portato dall’attività umana all’interno della circolazione economica, va verso il suo consumo.

4. LAVORO Lavoro è ogni attività umana che porta un bene di natura a divenire merce.
a) Merce è natura lavorata.
b) IL LAVORO UMANO APPLICATO ALLA NATURA, AL SERVIZIO DEI BISOGNI UMANI, E’ IL PRIMO FATTORE FORMATORE DI VALORE ECONOMICO.

5. MEZZO DI PRODUZIONE Si chiama mezzo di produzione ogni oggetto di natura lavorato dall’uomo che, anziché inserirsi nella circolazione economica per essere consumato, viene accolto dal lavoro umano.
a) L’aratro è un esempio di mezzo di produzione. Esso, realizzato dal fabbro, viene accolto dal lavoro del contadino, che con esso produce alimenti da portare al mercato.
b) Se l’aratro viene invece usato da un individuo per coltivare alimenti per sè, esso non è mezzo di produzione, ma merce, in quanto si consuma e ritorna alla natura senza proseguire il processo economico di scambio. L’individuo impiega sì le sue forze per produrre con esso l’alimento, ma non si può parlare qui di lavoro in senso economico poiché il prodotto di tale fatica non entra nella circolazione economica, ma viene consumato da chi lo produce. L’alimento così prodotto è in tal caso un bene e non una merce, mentre l’aratro con cui viene prodotto è una merce e non un mezzo di produzione, in quanto è stato acquistato e viene consumato per una attività che serve al proprio bisogno.
c) Parlare di economia di auto-sussistenza non ha quindi alcun senso. Economia si ha solo nello scambio, quando non si produce per sè, ma per gli altri.

6. DENARO Il denaro è il mezzo di scambio per merci e prestazioni, paragonabili al valore di merci, nell’economia fondata sulla DIVISIONE DEL LAVORO. Esso è l’assegno che attesta il valore economico di merci da me cedute e mi dà il diritto di ritirare da altri merci di valore corrispondente.
a) Solo merci si possono valutare in denaro, non lavoro umano o capacità umane.
b) Poiché il denaro è solo IMMAGINE del valore delle merci, SEGNO del loro valore economico, esso non è un oggetto di natura. Quindi non è sottoposto alla legge della morte come le merci. Poiché, come abbiamo visto al punto 2e, la circolazione economica viene stimolata dalla morte, il denaro tende a fermare il suo movimento, non essendo ad essa soggetto come le merci.
c) Poiché il denaro è esclusivamente un MEZZO DI SCAMBIO, arrestandosi nel movimento perde questa sua qualità e non corrisponde più al suo concetto, alla sua identità.
d) Per restituirlo alla sua identità deve essere assoggettato, al pari delle merci, alla legge della MORTE, la sola giusta legge dell’economia, in modo che sia indotto a circolare. SI OTTIENE QUESTO APPLICANDOGLI UNA TASSAZIONE CHE LO FACCIA DEPERIRE NEL TEMPO.
e) Questa tassazione deve sostituire quella attuale, la quale, come abbiamo visto al punto 2m, si scarica sui prezzi e fa rincarare le merci, distruggendo il potere d’acquisto del denaro e distruggendo quindi l’economia stessa e l’Umanità e la Terra insieme ad essa.

7. CAPITALE Il pensiero umano che si applica al lavoro, suddivide e organizza razionalmente il processo economico stesso, rendendolo più efficiente. In tal modo, con lo stesso utilizzo di tempo e fatica viene prodotta una maggiore quantità di merci. Il valore economico di tale aumento di produzione forma il CAPITALE, il quale è l’espressione dell’attività dello spirito che organizza il lavoro.
Lo spirito applicato al lavoro, formando il CAPITALE, E’ IL SECONDO FATTORE FORMATORE DI VALORE ECONOMICO, oltre quello considerato al punto 4b.
a) Poiché grazie alla diminuzione di tempo e fatica ottenuta grazie al pensiero umano che organizza il lavoro, le merci prodotte diminuiscono di prezzo, il denaro acquista di conseguenza un potere d’acquisto maggiore di prima. Si può quindi dire che l’aumento del valore del denaro corrisponde all’aumento delle capacità spirituali umane che si applicano ad organizzare il lavoro in economia.
c) Tali capacità individuali hanno la loro sede nell’IO, il cui veicolo nel corpo umano è il SANGUE.
IL DENARO E’ QUINDI IL SANGUE CHE METTE IN MOVIMENTO LO SPIRITO UMANO NELL’ECONOMIA.

8. PREZZO Il prezzo è ciò che nasce quando, nello scambio economico, valore economico cozza contro valore economico. Per osservare come esso si formi di volta in volta, è necessario considerare come convergano a determinarlo tutti i fattori che fin qui sono stati considerati, fattori che, come abbiamo visto PROMANANO SEMPRE DALL’ATTIVITA’ DI SINGOLI INDIVIDUI CHE, COLLABORANDO TRA LORO IN FORMA DIVERSA SECONDO I LORO BISOGNI E CAPACITA’, SI DEDICANO ALL’ATTIVITA’ ECONOMICA CHE HA PER BASE LA NATURA, LA CUI LEGGE DETERMINANTE E’ LA MORTE.
a) Affinché si formino i giusti prezzi e il processo economico vada a vantaggio di tutti gli uomini, è necessario introdurre le correzioni indicate ai punti:
2. l) Introduzione del REDDITO BASE INCONDIZIONATO
6. e) ELIMINAZIONE DI TUTTE LE ATTUALI TASSE
6. d) INTRODUZIONE DELLA TASSA MONETARIA

Tali misure. liberando l’essere umano dalle catene della schiavitù del lavoro per procacciarsi il pane, liberano lo spirito umano individuale affinché possa divenire creativo e sviluppare AMORE nel rapporto con se stesso (libera vita culturale), con la Terra (fraterna vita economica) e con gli altri esseri umani (giusta vita giuridica).

Stefano Freddo

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