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Una indagine alla luce della logica dello Spirito

Il Ritmo del 3+1

Maria è il primo Paraclito che fa da tramite per il
Paraclito (il +1 dei Paracliti) alla Pentecoste

Quando si vuole imprimere un’azione su di un piano (fisico, eterico, astrale e spirituale), affin­ché si entri in risonanza con il piano desiderato, è bene che tale azione venga impressa con il giu­sto ritmo.

Per fare degli esempi il ritmo del 3 risuona con la sfera dell’ani­ma (che si articola nelle tre facol­tà del Pensare, Sentire e Volere oltre che ai suoi tre “aspetti” di anima senziente, razionale e cosciente), mentre affinché un’azione si manifesti completa­mente nel piano fisico dovremo considerare il ritmo del 7 (per esempio i 7 giorni della Creazione, la settimana, i sette Miracoli riportati nel vangelo di Giovanni).

Il piano eterico è invece legato al numero 28, numero che ci ricorda la Luna, il ciclo femminile e, con 10 suoi cicli, i 280 giorni della gestazione umana.

Specifico della sfera spi­rituale, e di tutto ciò che da essa discende (e quindi le varie Gerarchie, l’uomo, i processi della Natura, ecc.) è invece il ritmo del 3+1 (tre aspetti “più uno” ad un livello superiore). Ciò è immagi­ne della Trinità divina con il Suo essere Una e Trina.

Per inciso specifichiamo che nella “matematica spirituale” 3+1 non dà come risultato il numero 4, ma l’ultima ripetizione, il “+1”, avviene ad un livello di manife­stazione e sintesi superiore rispet­to alle prime tre. Il 4 è invece il numero della manifestazione nel piano materiale, potremo pertanto collegare il 4 alle forze arimaniche che vogliono tutto indurire, sclerotizzare, uccidere.

Alla luce di quanto detto riteniamo interessante sviluppare questo aspetto riguardo allo Spirito Paraclito.

Spirito e Spirito Santo: sono la stessa cosa?

Uno sguardo al Battesimo al Giordano

Con il termine Paraclito normal­mente si intende lo Spirito Santo, precisamente la discesa dello Spirito Santo su Mariam e sugli Apostoli alla Pentecoste. Se leg­giamo negli Atti degli Apostoli la narrazione dell’episodio trovia­mo:

“Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuo­so che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi” (Atti 2,1-4).

Dato che nel passo si parla di Spirito Santo se ne deduce che sia stato lo Spirito Santo a discendere sui convenuti. Se andiamo al passo relativo al Battesimo al Giordano, noteremo che “su Gesù scese lo Spirito” (“non” Santo) e poi in Gesù si manifestò il Cristo (“E Giovanni rese testi­monianza dicendo che ho visto lo spirito discendente come colomba da cielo e rimase sopra di lui” – Gv 1,29)

Questo Spirito che discende al Battesimo del Giordano è lo Spirito nella sua purezza e com­pletezza. Per noi, ed in noi, questo Spirito è “santo”, in quanto in noi scende una parte dello Spirito di Dio che ci rende Santi, cioè sepa­rati (santo significa infatti “sepa­rato”) da tutto ciò che non è per­fetto.

Giovanni testimonia che è sceso “lo Spirito” ed è “rimasto” sopra Gesù.

Lo Spirito può scendere come colomba solo su di un uomo totalmente puro e lì, per così dire, “fare il nido”. Se l’uomo non è tale allora scende sotto l’aspetto di lingue di fuoco per purificare ciò che vi è ancora di impuro.

Con il Battesimo al Giordano l’Io Sono di Gesù per così dire “arretra” per lasciare posto al principio “Io Sono Io Sono” del Cristo che agirà trasformando sempre più i tre corpi inferiori di Gesù ed individualizzando il Corpo Incorruttibile, fino al fisico.

Abbiamo quindi appurato come su Gesù “scese” Spirito e iniziò a “manifestarsi” il Cristo. Qualcosa di
analogo avvenne anche alla Pentecoste.

Il termine “paraclito” e i vari Paracliti

Per procedere innanzi tutto dobbiamo precisare il significato del termine Paraclito. Questo termine
deriva dal greco parakleo che significa “persona chiamata per stare accanto, assistere, soccorrere, intercedere”: come l’avvocato nel giudizio.

Il primo Paraclito: Mariam

Se ora vogliamo approfondire questa funzione, sicuramente tro­veremo nella Vergine Mariam il primo Paraclito. Non a caso Ella è arricchita dall’appellativo di “Ausiliatrice” (o “Avvocata nostra”). Ella che con il suo “fiat” ha riscattato l’anima dalla tenta­zione luciferica subìta nel Paradiso Terrestre. Ella che assi­ste l’anima nel suo cammino di purificazione, redenzione, incon­tro con lo Sposo. Ella che accom­pagna ogni anima al momento del trapasso. Per i cultori dell’esegesi spirituale del Vangelo questo primo Paraclito si articola in Mariam Natanica, Mariam Salomonica e Mariam Maddalena-Silente.

Gesù il secondo Paraclito

Il secondo Paraclito: Gesù

Non è difficile vedere in Gesù stesso il secondo Paraclito, il secondo aiutatore dell’umanità, il Consolatore “esteriore”: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò” (Mt 11,28).

Questo secondo Paraclito si arti­cola in Gesù Natanico, Gesù Salomonico ed il Figlio dell’Uomo (l’Io Sono).

Il terzo Paraclito: lo Spirito della Verità

Nel Vangelo di Giovanni trovia­mo anche il seguente passo: “Ed io custodirò il Padre, e un altro Paraclito vi darà, affinché sia con voi per l’eternità, lo spirito della verità, che il mondo non ha la forza di ricevere, perché non lo vede spiritualmente, né lo ha in chiarezza. Voi lo avete in chiarez­za, perché presso di voi rimane e in voi sarà” (Gv 14,16).

In questo passo il Gesù dice chiaramente “un altro Paraclito” e Colui di cui Egli parla è lo Spirito della Verità del versetto.

Ricordiamo che era stato infatti Lucifero a “velare” la Verità all’uomo. Questo terzo Paraclito è quindi lo Spirito di Verità citato nel passo sopra riportato ed è lui che, la domenica di Pasqua, il Risorto aliterà sui suoi discepoli dicendo: “Accettate Spirito Santo” (Gv 20,22).

Per essere più precisi il terzo Paraclito è il Corpo Incorruttibile del Risorto ed esso si articola in tre aspetti: lo Spirito il Santo (Gv 14,26) che è la Via, lo Spirito di Verità (Gv 14,17) che è la Verità e il Santo del Dio (Gv 6,69) che è la Vita.

Nella visione cristiana esoterica, lo Spirito di Verità è lo Spirito dello Spirito di Dio, il Santo del Dio di cui al versetto 6,69 del Vangelo di Giovanni, cioè lo Spirito creato dall’uomo nel suo processo di completa spi-ritualizzazione della propria umanità.

Esso non è lo Spirito Paraclito della Pentecoste e non è il Figlio dell’uomo: questi è il Gesù stesso, in quanto vero uomo. Come detto, questo è lo Spirito che Egli soffiò sui discepoli la domenica di Pasqua.

Il Risorto, come Corpo Incorruttibile,
rappresenta il terzo Paraclito.

Questo Spirito creato è l’insieme di tutte le facoltà e qualità che egli, come uomo, ha attratto in sé, attingendo alla sua parte divina, il Padre in lui, e che ha fatto proprie sviluppandole e mettendole in pratica.

Questo Spirito è anche Spirito Santo: lo Spirito Santo in noi.

Il quarto Paraclito:  il “più uno”, Lucifero redento

Costui è il cosiddetto ladrone “buono” che al Golghota si penti­rà dei sui errori ed al quale Gesù prometterà: “Amen ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso” (Lc 23,43). Sarà quindi questo Spirito ritornato al servizio del Padre che scenderà alla Pentecoste su Mariam (il pri­mo Paraclito), sugli Apostoli! saliti al “gradi­no” di Gesù-Io Sono (il secondo Paraclito) e sui quali il Risorto aveva già soffia­to il Suo Spirito (il terzo ParaIclito).

Abbiamo cercato così di portare un po’ di Luce su un piccolo aspetto del Vangelo, punto che può diventare illuminante per la comprensione degli eventi di Palestina e per la nascita in noi di una Fede cosciente, ossia di una Fede non più basata su tradizione o abitudine, ma adeguata ai tempi che stiamo vivendo.

Enzo Nastati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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