La chiamata odierna per l’Uomo.

antroposofia pax mundiVogliamo iniziare una nuova rubrica, che possa aiutarci a gettare uno sguardo, in modo desto e consapevole delle logiche e delle realtà dei mondi spirituali, sul mondo in cui viviamo ogni giorno. Uno sguardo che vede “nel” mondo, ma non è “del” mondo.

Quali sono i tempi di oggi? Quale la chiamata che risuona dai Cieli? Quali le cose importanti, e quali gli inganni del Male? Queste sono le domande che ci possono portare a realizzare il disegno della nostra presente incarnazione, le domande che, come finestre aperte con cuore sincero verso i mondi spirituali, possono condurci a trovare le risposte cui il nostro Essere anela.

Come abbiamo riscontrato in più occasioni e da più parti, stiamo vivendo i giorni dell’Anticristo. I giorni in cui le forze della Morte hanno dominio sulla Terra, sui cuori degli uomini e in cui tutto ciò che viene considerato valevole dal mondo e che è in realtà piccolo ed ingannevole.

Il gioco del calcio

Un esempio? L’Italia  è fiera del suo sport nazionale, del suo “campionato più bello del mondo”, del calcio.

Bene, guardiamolo con gli occhi della saggezza spirituale e con la consapevolezza dei giorni che stiamo vivendo. Nel calcio si affrontano 22 giocatori e sappiamo che il 2 è il numero di Lucifero; sommando 2+2 otteniamo 4, il numero di Arimane.

Le due squadre che contendono sono formate da 11 giocatori: il numero di Michele, che viene collegato non al costruire qualcosa che unisca gli uomini (come Michele vuole), ma ad una realtà di lotta, di scontro, anche se “solo” agonistico.

Ma che cos’è l’agonismo? Sappiamo che in ogni competizione di squadra sono presenti degli Arcangeli luciferici, come Entità ispiratrici dei gruppi di ultras, di tifoserie e fazioni, che non sono altro se non forme di divisione dell’umanità. (Gli Arcangeli sono infatti incaricati di coordinare e reggere un gruppo di uomini. Ogni gruppo, dalla famiglia in poi, ha un suo Arcangelo tutelare. Ovviamente l’Arcangelo che sostiene la nascita di un gruppo selettivo, o e in competizione con altri non potrà che portare avanti le forze luciferiche). Non contenti di odiarci per motivi di razza, ceto sociale, religione, cerchiamo forme di odio anche negli svaghi.

Tutto questo accade nell’epoca di Michele, quando il Cristo sta chiamando il suo “popolo” per costruire il futuro della Terra. Ma il Cristo non è il solo a chiamare.

Ma che c’entra il Cristo con il calcio? A calcio si gioca con i piedi legati alla forza Cristica dei Pesci, e si calcia un pallone la cui forma si basa sull’interazione tra pentagoni ed esagoni, cioé esotericamente tra l’uomo e lo Spirito. I pentagoni però sono neri, a simboleggiare la parte caduta dell’uomo. Ecco che “calciare il pallone” significa esotericamente dedicare al proprio Ego, alla propria parte oscura, le forze che dovrebbero essere donate al Cristo.

Questa forma ricorda anche i sacri Solidi Platonici, utilizzati dagli iniziati greci e dagli alchimisti per comprendere i segreti del Cosmo: solo un caso? O forse un tentativo di riportarci ad antiche iniziazioni in modo incosciente ed oscuro (chi infatti può dire di aver portato la sua coscienza spirituale fin nei piedi)?

E allora chi ci chiama attraverso il calcio, attraverso le trasmissioni sportive, attraverso la “Gazzetta dello Sport”? Chi ci seduce attraverso queste “innocue” voci, questi passatempi? Sono forze antievolutive, che tessono in noi, facendo leva sulle nostre parti oscure, la loro trama di odio e di paura, di materialismo (a calcio ormai non si gioca certo più per passione) e di violenza, dentro e fuori dal campo. Quanta presa ha tutto questo su di noi? Siamo pronti a lasciare queste seduzioni, a rinunciare a tutto ciò che ci porta “dall’altra parte”, verso i sentieri dell’oscurità? Siamo pronti a seguire soltanto la voce dello Spirito e ciò che essa ci detta interiormente? Abbiamo il discernimento per farlo, e se non lo abbiamo, come si conquista?

L’agire per il Cristo

Queste sono le uniche domande che possono portarci, oggi, alla Vita ed alla Salvezza. Perché la battaglia è incominciata e Michele, il Volto del Cristo non si acconten­ta più di pensatori, teorici, studiosi, appassionati ed infatuati della Sua missione. Oggi bisogna trasfor­marsi in soldati dello Spirito che non combattono più con le parole o con le conferenze; quel tempo è passato. Oggi siamo di fronte al più grande attacco alla Vita della storia del mondo (con la manipola­zione genetica) ed ormai Ella è tal­mente colpita che soltanto la forza del Risorto la può far rialzare, o meglio ancora risorgere.

Soldati del Cristo nei fatti, non solo nelle parole o solo nei senti­menti. Questo significa compro­mettersi per lo Spirito, questo è l’unico modo per entrare o restare, oggi, nelle milizie Solari, per rea­lizzare, individualmente, il compi­to per cui siamo scesi sulla Terra. La richiesta è grande, ma è grande anche il dono che ci viene fatto quando ci mettiamo su questo cammino; perché di sicuro Michele non ci porterà disarmati sul campo di battaglia, se facciamo parte dei Suoi. Ma oggi tutti ci troviamo sul campo di battaglia, o con le armi di Michele o con quelle del Nemico; e chi non ha fatto una scelta sarà nella battaglia disarmato.

Le armi di Michele

Le armi di Michele nascono nel cuore. Sono i doni che lo Spirito ci concede per poter agire nel Suo Nome, per poter contribuire al riscatto della Terra.

Oggi il Male è talmente forte che nessun uomo ha la forza di non sporcarsi, di non “mescolarsi” in alcun modo al Male. Pensiamo soltanto a quanti attacchi ha subito iI nostro Io nella nostra vita: vaccinazioni, anestesie, televisione, fumetti, sessualità prematura, esplicita o deviata, alimentazione devitalizzata se non avvelenata, informazione falsata, conoscenze errate e materialistiche. Chi può dire oggi di essere “sano”?

L’unica via d’uscita è volgersi alla Luce, volgersi al Cristo, che può riscattare e vincere le tenebre in noi con l’Amore. Ma questo non si fa con lo studio, con la contemplazione, con il temporeggiare. Si fa entrando in gioco, mettendosi in ballo nel concreto, con fede nel Suo aiuto e nella Sua presenza.

Cercando il proprio compito e dedicandosi ad esso, senza perdere tempo in ciò che ci distoglie per vie parallele, come la curiosità intellettuale, o il godimento estetico: è certamente interessante dedicarsi allo studio di quanto i “maestri” ci hanno lasciato, ma ha veramente senso? Questi scritti hanno un compito fondamentale: ad insegnarci a ragionare secondo le logiche dello Spirito (non della materia), al “mutare mente”. Michele ci conduce verso il forte e cosciente volere. Oggi è il tempo di discernere e sentire soltanto al fine di un retto e libero agire. Tutto ciò che ci viene incontro e non ci conduce alla realtà concreta, a progredire nei nostri compiti, prove e battaglie terrene, è soltanto illusorio, sterile nutrimento per la nostra immagine di noi stessi come “saggi”, “acculturati”. Parlare dello Spirito ci fa credere di vivere in esso: ma non è così. La strada dello Spirito è quella della rinuncia agli egoismi e agli svaghi, al tempo libero”, alle distrazioni del mondo, che da sempre sono le sirene seducenti delle forze  ostacolatrici dell’evoluzione spirituale dell’uomo. E’ la strada della forza interiore e della continua instabilità esteriore, come ci ha detto R. Steiner: “dobbiamo imparare a vivere senza alcuna sicurezza nell’esistenza, con assoluta fiducia nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale”, certo, questo se camminiamo sulle Sue orme!

Tempo di scelte

E allora? A cosa dobbiamo dedicarci oggi? Carriera, conto in banca, studio, meditazione, dotti convegni, Gazzetta dello Sport, concerti, CD, telefonini e suonerie, telefilm, reality show, cinema?

Lo diciamo per chi ha coraggio. per chi ha fede, per chi ha discernimento: quelle (ed altre ancora sono armi dell’anticristo. Per quelle vie egli si crea silenziosamente uno spazio nei nostri cuori. Per quanti di noi il mercoledì sera di Champions’ League è intoccabile! Ma se lo è, quale forza magica ha incatenato ad esso il nostro cuore? Quale vincolo occulto ci rende schiavi delle trombe del Male?

Per chi “sente” che è il momento di agire, possiamo ricordare con le indicazioni che Michele ci ha dato attraverso le parole di R. Steiner: “discipliniamo la volontà e cerchiamo il risveglio interiore, tutte le mattine e tutte le sere”. Siamo nel mondo, ma non del mondo.

Ricordiamocelo.       

Autore

“Tre più Uno”                                                                                                                                                                                                                                        

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