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La coscienza ci accomuna agli animali.

L’autocoscienza è la coscienza degli esseri umani e lo è in quanto è coscienza pensante.

Mi si continua a dire che non serve realizzare l’Antropocrazia se gli uomini non sono coscienti.

Io rispondo che l’Antropocrazia realizza delle riforme che funzionano indipendentemente dalla “coscienza” del singolo individuo. Se eliminiamo le tasse attuali, tutti i prezzi dimezzano, per la legge di mercato. Se dimezzano i prezzi, il denaro raddoppia di potere d’acquisto e con tale raddoppio si estingue il debito pubblico.

Se istituiamo la tassa monetaria, nessuno può più evadere le tasse.

Le istituzioni che funzionano sono quelle che hanno la caratteristica di sfuggire ad ogni arbitrio, che non vengono basate su una ipotetica etica personale.

Ma quelli che, facendo appello ad una presunta e generale immaturità degli uomini (ovviamente essi si escludono), rifiutano una proposta che funziona indipendentemente dal grado di coscienza individuale, dicono poi che il denaro attuale è un elemento neutro, in sè ne buono, ne cattivo.

Essi affermano che il denaro diventa buono se viene usato bene, in modo etico, sostenendo quelli che fanno il bene, aiutando il prossimo e così via.

Ma, secondo la stessa logica che usano nel dire che non si deve fare l’Antropocrazia finché gli uomini non sono coscienti, dovrebbero dire che non si deve permettere che si usi il denaro finché qualcuno lo può usare male.

Ma come l’Antropocrazia non è una bella pensata astratta, ma risolve concretamente i problemi che abbiamo e funziona al di là del livello di coscienza degli uomini, così il denaro attuale non è per nulla neutro come costoro sostengono, ma è un mezzo di potere che costringe al lavoro esseri umani. Costoro dicono di ispirarsi a Steiner, ma poi ignorano volutamente le sue parole:

“Col vago modo di dire, che ho già udito anche da antroposofi i quali, prendendo in mano denaro dicono: “Questo è Arimane”, con questo modo di dire non si raggiunge nulla. Oggi denaro significa un equivalente per merce e forza-lavoro. E’ un buono per qualcosa che avviene. Se si passa dalla mera astrazione alla REALTA’, se si pensa, avendo per esempio dieci banconote e facendo un pagamento, che con tali banconote si passa da una mano all’altra l’equivalente del lavoro di un certo numero di persone, che nelle banconote sta il potere di costringere al lavoro un certo numero di persone, ALLORA SOLTANTO SI E’ NELLA VITA. Allora si è nella vita con tutte le sue ramificazioni ed i suoi impulsi, allora non ci si fermerà più all’astrazione, all’astrazione distratta del pagare con denaro, ma ci si chiederà che cosa significhi il passaggio da una ad altra mano di dieci banconote che chiamano al lavoro un certo numero di persone provviste di pensiero, sentimento e cuore. Che cosa significa questo?”.

Chi dice che il denaro attuale è neutro non è quindi nella realtà della vita.

E che si possa usare bene l’attuale denaro è smentito da Steiner in questa stessa conferenza:

“Spesso non si comprende la struttura sociale. NON SI HA INTERESSE PER IL PROSSIMO, VALE A DIRE PER LA STRUTTURA SOCIALE. Si crede certamente di amare gli uomini se col denaro ereditato, per esempio, ci si compera qualcosa o magari lo si regala. Anche se lo si regala non si fa altro che far lavorare un certo numero di persone per chi riceve il denaro. Il denaro è solo un mezzo di potere. Per il fatto di essere un buono per forza-lavoro, esso è un mezzo di potere” (O.O. 186)

Quindi, finchè l’uomo sarà obbligato a lavorare per sopravvivere, finché non ci sarà il reddito base incondizionato, il denaro rimarrà un mezzo di potere.

E il nostro “altruismo”, la buona intenzione di amare gli uomini con questo denaro mezzo di potere è solo un’illusione:

“Ho detto che nel nostro tempo è difficile trovare il giusto interesse fra gli uomini. Non si ha il giusto interesse se si crede di comprare qualcosa con una banconota e non si pensa che essa determina un rapporto sociale con un certo numero di persone e con le loro forze lavorative. Si ha il giusto interesse se, nella propria immagine del processo, si è in grado di sostituire ogni azione apparente del genere, quale lo scambio di merci con un biglietto di banca, con l’operazione reale che vi è connessa.

Vedete, le mere chiacchiere commosse, che chiamerei egoiste, circa il nostro amore per il prossimo e la nostra azione relativa non appena ci se ne presenta l’occasione, non sono la vita sociale. Quell’amore è generalmente molto egoistico. Più d’uno aiuta paternalisticamente i suoi simili con ciò che prima ha magari predato; crea così un oggetto per il suo amor proprio, per potersi commuovere al pensiero di fare delle belle azioni”.

Il denaro attuale è stato predato al diritto di ogni essere umano a vivere dignitosamente e liberamente.

Chiudere gli occhi di fronte a questa realtà, nel momento in cui essa viene mostrata nella sua evidenza, significa voler rimanere nell’pocrita convinzione di amare gli uomini, quando in realtà si vuole solo che continuino ad esistere i poveri, un oggetto dell’amor proprio che ci consente di fare delle buone azioni per sentirci altruisti e migliori degli altri.

Lo sguardo serio di Rudolf Steiner e le sue parole che ci destano all’autocoscienza, ci siano di monito.

Stefano Freddo

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