Antiche e nuove vie iniziatiche

Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus Von Hohenheim, detto Paracelso

Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus Von Hohenheim, detto Paracelso

Piccola introduzione

Questo lavoro svolto da un piccolo gruppo di persone di buona volontà, si inserisce come un piccolo passo in quel lungo cammino dell’umanità che “cerca”.

Esso nasce dagli interrogativi che sono sorti nell’affrontare lo studio dei piani “sottili” e in nessun caso vuole o pretende di essere qualcosa di assoluto o di intangibile, ma anzi si offre al contributo di tutti coloro che cercano la stessa verità.

Le correnti evolutive

Come premessa è interessante vedere come il grande Paracelso intendeva percorrere la via che ci porta al “sottile”. Essendo Paracelso un rosicruciano, il suo impulso era quello di portare la conoscenza tratta dallo studio delle verità del mondo spirituale alla vita pratica.

Per lui la terapia si basava su “tre più uno” pilastri fondamentali: la Filosofia, l’Astrologia, l’Alchimia e la Virtù.

La Filosofia per Paracelso era la Conoscenza, ossia passare dal pensiero descrittivo e morto al pensiero vivente (il pensiero che sa cogliere i nessi, i collegamenti). La Conoscenza si basava sullo studio della Natura.

L’Astrologia era intesa come Astronomia Spirituale, ossia lo studio dell’agire delle Gerarchie nel Cosmo e dal Cosmo al viven­te.

L‘Alchimia (parola derivante da al-Kemi, antico nome dell’Egitto e che significa “il nascosto”), significava penetrare nei processi naturali e “rielaborarli” (sciogliere, purificare e coagulare) a seconda delle esigenze.

La Virtù significava la moralità. Essa era la qualità indispensabile per poter accedere alla Filosofia all’Alchimia.

Questi “tre più uno” aspetti li troveremo anche se metamorfosati in tutte le vie iniziati che Cristiche.

Le principali Vie iniziatiche cristiche

È utile dare una rapida visione d’insieme delle principali correnti iniziatiche Cristiche che si sono succedute nei tempi.

Corrente di Caino (ricordiamo che Caino significa “colui che pensa da sè”). Con lui inizia il cammino del rapporto con il divino tramite la conoscenza: inizia il cammino dell’iniziazione.

Corrente del Manu, ossia della guida spirituale dell’antica Atlantide. Egli è sempre stato (e sarà) lo strumento che prepara la via unitaria al Cristo

Corrente di Sette santi Rishi (antica India), l’umanità vive ancora collegata all’Uno, con il “Principio”: il cammino d’iniziazione viene suddiviso in 7 correnti: le sedi dei Misteri planetarie.

Corrente di Zarathustra (antica Persia), l’anima umana sperimenta la lotta tra Hariman (Satana) e Aura Mazdao (il Cristo-Sole), tra la tenebra e la luce, penetra nel principio della polarità, nel due.

Corrente di Hermete Trismegisto (antico Egitto), l’umanità sperimenta la triade divina di Iside- Osiride- Horus, e in chiave terapeutica i tre processi di Sulfur – Mercur – Sal che sono la base dell’alchimia. Inizia l’arte di modificare i processi di vita.

Corrente filosofica di Aristotele (Grecia), l’umanità sperimenta il mondo nei 4 elementi: Fuoco – Aria -Acqua – Terra. Si scende così dai processi alle sostanze (che da essi sono determinate) passando attraverso la sfera meteorologica nella quale si vedevano ancora agire le varie divinità. Si giunge all’interpretazione del mondo attraverso le “categorie” come ultima eco dell’ordine macrocosmico zodiacale.

Corrente della Gnosi, rappresenta l’ultima rimembranza della antica Sofia. Terminerà con gli ultimi Padri della Chiesa (intorno al 300/400).

Corrente di Artù, suo compito era cogliere la discesa del Cristo dal Sole verso la Terra. Aveva il compito di preparare le anime alla venuta del Cristo, cioè di trasformare la forza cieca della volontà in amore, passando attraverso il coraggio (cor-agire). Ciò grazie all’azione per un nobile ideale, come richiesto nel cavalierato.

Corrente del Graal, cercava di proteggere ogni espressione conseguente all’impulso portato dal Cristo tramite il Suo Sangue: “Nessuna goccia del Suo Sangue andrà perduta”.

Corrente di Parsifal (il puro folle), è il cavaliere di Artù che ha conquistato il Graal. Dalla preparazione dell’evento eristico, alla sua intima comprensione e moltiplicazione.

JacqueJs de Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari

JacqueJs de Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari

Corrente dei Cavalieri Templari, rappresentano la massima corrente dell’esoterismo cristiano del Medioevo; da essi derivano i Fedeli d’Amore e il Dolce Stil Novo (Dante – Boccaccio – Petrarca, ecc.) ossia di coloro che vedevano nella Donna la Sofia, la Madre, la Sapienza Divina, la Sposa eterna ed a Lei dedicavano la loro anima.

Corrente dei Rosacroce, è la corrente che sviluppa un nuovo metodo che prende le mosse dall’educazione scientifica del pensiero, dato che la via mistica del sentimento non era più praticabile con sicurezza. Lo studio avveniva di giorno, la risposta di notte.

Corrente dell’Antroposofia, rappresenta la preparazione per l’umanità all’Incontro con il Cristo nel piano della Vita (il Suo ritorno “sopra le nubi” annunciato nei Vangeli). Con essa sia lo studio che la risposta avvengono con la coscienza di veglia, ciò grazie alla presenza del Cristo sul piano eterico.

 

Le qualità

La Corrente del Graal

La Corrente del Graal

Vediamo ora quali sono le prime e fondamentali qualità che il discepolo è chiamato a sviluppare.

Umiltà. La qualità del primo gradino della iniziazione Rosicruciana, ossia lo “studio” volto a sviluppare una nuova forma di pensiero, può corrispondere all’umiltà dal punto di vista cristiano poiché come presentato nel Vangelo di Giovanni “Egli, l’Essere più elevato, lava i piedi ai suoi discepoli”. Lo studio corrisponde all’umiltà perchè esso non deve essere inteso come acquisizione di conoscenze fini a sé stesse, conoscenze che rischiano di farci inorgoglire, ma studio come metodo e via per acquisire una nuova forma di pensiero. E, grazie allo studio delle verità spirituali, avviene lo sviluppo delle facoltà cognitive superiori e, di conseguenza, si sviluppano le facoltà per cogliere l’agire dello Spirito nelle cose (come inizio). Ciò è legato allo sviluppo delle parti superiori del cervello e del cuore.

Il cervello eterico nell’antica Atlantide sporgeva anteriormente dal cervello fisico (terzo occhio), e con ciò gli atlantidi erano in continuo collegamento con i mondi superiori. Nel periodo dell’evento del Golgotha le due parti (cervello fisico ed eterico) coincidevano. Nell’epoca attuale il cervello eterico tende a “staccarsi” nuovamente dal cervello fisico, dando così la possibilità all’uomo di riconquistarsi questo collegamento con i mondi superiori coscientemente; non si tratta però di un “tornare indietro”, dato che ora il processo avviene coscientemente. Si passa così dalla veggenza all’iniziazione. Il primo passo è quindi la conquista della coscienza immaginativa e la si ottiene proprio come traguardo del lavoro di attivazione del cervello eterico che si consegue tramite lo studio spirituale.

Chi arriva a conoscere e comprendere i processi conoscitivi che scaturiscono da questa nuova forma di pensiero, ha il dovere di trasmettere al “fratello” tutto ciò che ha imparato e compreso. Così facendo si “china” al suo livello per aiutarlo. In questo atteggiamento vive l’umiltà del primo gradino iniziatico.

Tolleranza. Dal punto di vista cristiano è la tolleranza verso gli altri ed il mondo (socialità). Da un lato questa qualità aiuta a rafforzare interiormente il discepolo ad affrontare e sopportare le prove della vita con serenità, dall’altro lato ci aiuta ad accettare le derisioni ed incomprensioni (flagellazioni) che la vita ci porta, per “verificare” quanta “radice” essi abbiano in noi.

Dal punto di vista rosicruciano, quando il discepolo sarà giunto alla conoscenza immaginativa e porterà il lavoro spirituale fatto sul piano fisico, dovrà aver sviluppato la stessa tolleranza vista nell’iniziazione cristiana, poiché anche lui sarà soggetto alle stesse incomprensioni e derisioni. Arrivato a questo punto il discepolo dovrà anche imparare a “muoversi da solo” ed essere “sordo ai colpi del destino”.

Le altre qualità riguardanti i rispettivi gradini dell’iniziazione non vengono per ora prese in considerazione.

Sacrificio. A queste virtù segue quella del Sacrificio. Nell’iniziazione cristiana questo passo corrisponde all’Incoronazione di spine, ossia sperimentare che tutti i valori ed ideali amati e ricercati lungo la via vengono derisi, conculcati dal mondo. Per il rosicruciano il Sacrificio è il “fare sacro” ogni pensiero, sentimento ed azione, passo fondamentale per penetrare nelle coscienze superiori che prevede dono il “sacrificio” di quanto già acquisito per poter così procedere verso conoscenze, coscienze, valori e livelli di comprensione dell’evoluzione spirituale del mondo sempre più alti. Questa conoscenza superiore prende il nome di Conoscenza Ispirativa o “Lettura della scrittura occulta”.

Rudolf Steiner fondatore del movimento Antroposofico

Rudolf Steiner fondatore del movimento Antroposofico

Veggenza e iniziazione

Nel pensiero comune il concetto di veggenza e quello di iniziazione sono più o meno corrispondenti. Essi sono invece profondamente diversi.

La veggenza in genere sorge più o meno spontaneamente come “ricordo” atavico di antiche vie iniziatiche già percorse. Troviamo così le sue seguenti articolazioni:

Medium incosciente: colui che riceve immagini, scritti o “vede” ma non ricorda ciò che in quelle fasi trasmette. È in uno stato di trance profonda, di completa incoscienza.

Medium cosciente: è colui che riceve “messaggi” e li ricorda dato che avvengono in stato di veglia.

Veggente: è colui che “vede” ma non ha discernimento di ciò che “vede”.

Iniziato: è colui che ha ampliato la propria coscienza a quella del mondo spirituale ma non ne ha la visione. Egli “sa” ma non “vede”.

Iniziato e Veggente: è l’ultimo gradino. Raggiunta l’iniziazione, ossia quando il discepolo non è più esposto ai rischi insiti nella veggenza, allora gli viene donata la veggenza: egli ora sa e vede.

Da questa succinta carrellata dovrebbe essere chiaro il pericolo insito nella veggenza: non sempre ciò che si vede è “buono”, confacente alla nostra evoluzione spirituale.

A questa facoltà corrisponde l’apertura di vari centri spirituali (chakras) per lo più situati nella zona sotto diaframmatica. Questi centri ci donano “poteri” che rischiano di lusingare chi li possiede, ma in realtà è il chakra che “possiede” l’uomo.

Infatti ben presto ci si accorge che il chakra interessato si apre a suo piacimento lasciando “passare” chi vuole nei momenti che vuole. E questo comporta molti, molti, problemi che lasciamo intuire.

Tratto da “Albios”

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