L’importanza dello sviluppo della sfera del cuore

GLI ESERCIZI DI RUDOLF STEINER PER IL CUORE

Il chakra del cuore ha 12 petali. Lo Steiner diede sei esercizi per poter attivare i nuovi sei petali. Inoltre, se nella vita si è meditato in modo non corretto, o se sono state effettuate delle pratiche non corrette riguardo a questo chakra, questi sei esercizi possono rimediare agli errori spirituali commessi per il fatto di aver percorso vie non consone alla Verità, e questo perché essi sono contemporaneamente esercizi di riarmonizzazione.

Le forze che si liberano con questi esercizi sono anche di aiuto contro gli ostacoli esterni.

Guardiamo ora brevemente a questi esercizi.

1) LA CONCENTRAZIONE:

l’obiettivo è ottenere un modo di pensare completamente chiaro. Per poter fare ciò, almeno per 5 minuti al giorno, bisogna saper essere padroni dei propri pensieri. Bisogna svuotare la mente dai pensieri quotidiani e porre al suo centro un solo argomento di pensiero.

Per dominare completamente il pensare è meglio concentrarsi su un oggetto insignificante, per noi privo di interesse, altrimenti il sentire può venir attratto dall’oggetto e riversarsi nel pensare. Partendo da quell’oggetto si deve pensare solamente a tutto quanto possa essere attinente ad esso, senza distrazioni.

L’esercizio si protrae per un mese e lo si ripete ogni giorno. Si può cambiare o mantenere, a scelta, l’oggetto su cui concentrare il pensiero. Questo esercizio è relativo alla corrente del Nord, dei Magi. Il cervello è legato a Luna “seconda” che si riflette su Luna “prima”, un riflettersi quindi dal capo sino alla sfera riproduttiva. E’ un esercizio che abbraccia l’uomo nella sua interezza, e favorisce il controllo della sessualità.

2) L’AZIONE INUTILE:

dopo un mese aggiungere questo secondo esercizio: fare ogni giorno un’azione inutile per la propria vita. In questo modo si agisce sulla volontà, sulla corrente dei Pastori, si agisce sulle forze della Luna in noi. Dopo un po’ di tempo è bene aumentare il numero delle azioni inutili. Anche questo esercizio va ripetuto per un mese, assieme al primo esercizio.

3) SVILUPPARE EQUANIMITÀ:

ciò significa rimanere sereni di fronte sia ad un’immensa gioia sia ad un profondo dolore. E’ il non farsi trascinare da ciò che avviene attorno a noi, l’impedire che il proprio cuore si turbi. Questo però non deve essere scambiato per distacco dalla realtà: semplicemente ci si collega agli eventi ma non si lascia che essi prendano il sopravvento su di noi.

Questo esercizio purifica l’anima e ci porta tranquillità interiore. L’esercizio consiste nel richiamare questa tranquillità nell’anima almeno una volta al giorno, portando sempre avanti gli esercizi 1 e 2. Questa forza che noi conteniamo e trasformiamo diventa il primo germe di quegli organi che servono a percepire lo Spirito, percepire come Egli ci parla.

E’ da ribadire come la forza di queste emozioni non vada repressa o uccisa, ma mantenuta attiva dentro di noi per trasformarla in facoltà per lo Spirito. Per esempio trattenersi dal fare immediatamente una cosa che ci piace e rimandarla di magari 10 minuti può essere un modo per controllare questa forza.

4) COLTIVARE LA POSITIVlTÀ

nei confronti di tutto (cose ed esperienze). Questo esercizio sviluppa l’organo necessario per cogliere il karma. C’è una certa relazione con l’astensione dalla critica, ed inoltre questo esercizio combatte la disattenzione. Gli esercizi 3 e 4 corrispondono all’ascolto, a Marte e Venere.

Un aiuto in questo esercizio può essere lo scrivere alla sera gli episodi significativi della giornata e scriverne a fianco l’aspetto positivo trovato.

5) SPREGIUDICATEZZA:

affrontare con la massima disinvoltura le nuove esperienze. Questo sviluppa la spregiudicatezza. Chi percorre la strada dello spirito deve essere sempre pronto ad accettare una nuova verità, senza escluderla a priori. Il che non significa accettare tutto o seguire chiunque, ma è il lasciare aperta la porta a tutte le possibilità.

6) Al sesto mese ripetere i 5 esercizi precedenti scambiandoli regolarmente, magari insistendo su quelli in cui si è più carenti. Questo è l’esercizio che riassume i precedenti, quello che fa ruotare il chakra del cuore.

Ricordiamo che questi sei esercizi aiutano a superare i danni dovuti ad altri esercizi sbagliati effettuati e garantiscono un effetto positivo sulla meditazione e sulla concentrazione .

Passiamo ora allo sviluppo dei sei petali nuovi, passiamo allo sviluppo delle sei virtù del cuore.

Le sei virtù del cuore                                                                                                                         

Lo sviluppo dei sei petali Cristici del cuore si articola nello sviluppo di sei passaggi, di sei virtù:

Apprezzamento, Compassione, Perdono, Umiltà, comprensione, Ardimento.

Questi possono essere visualizzati come vertici di una stella a sei punte: la stella di Davide, con l’amore al centro. Anche la continua ripetizione cosciente del nome di queste virtù nella loro successione, determina in pochi mesi il ruotare del chakra del cuore.

Vediamole più da vicino.

APPREZZAMENTO:

questa virtù è focalizzata sulla consapevolezza che Dio circonda tutti gli esseri con un campo di coscienza e che questa coscienza ci unifica. Ognuno di noi coglie degli aspetti quanto-qualitativi diversi di questa coscienza e cerca di trasferirla nella pratica al meglio che può. Tutti operiamo per lo stesso scopo che è l’evoluzione spirituale del creato. Ad un livello più semplice, l’apprezzamento si esprime con dei piccoli gesti di gratitudine che sostengono la lealtà ed i legami di relazione.

COMPASSIONE:

dall’apprezzamento nasce la profonda consapevolezza della sofferenza altrui unita al desiderio di dare sollievo a questa sofferenza. Ciascuno di noi è continuamente messo alla prova per trasformare le sue paure, limiti, conoscenze e dovremmo imparare a compatire (e non a giudicare) l’anima che si trova immersa in queste battaglie.

PERDONO:

Il perdono sorge dal pensiero che ciascuno di noi sta facendo del suo meglio, rispetto alle circostanze della vita, e quindi nasce uno stato naturale di accettazione.

Quando la percezione di un’ingiustizia entra nella nostra esperienza, non importa se pensiamo di essere noi a produrla o a subirla, possiamo sostituire il sentimento di vittimismo o di irritazione con la comprensione e la compassione. Il perdono è l’espressione più alta della comprensione e della compassione e solo l’Io umano può perdonare, ossia effettuare questo dono all’altro ed al mondo spirituale.

UMILTÀ:

Figlia della capacità di perdonare e quindi legata all’Io Superiore è l’umiltà, ossia la capacità di comprendere con il cuore, la mente e l’anima unite nella grazia di Dio.

L’umiltà è la capacità di comprendere che l’essere che rappresenta la nostra vera essenza, la nostra più piena identità, è la presenza dell’amore incarnato in forma umana e questo amore si esprime nelle virtù del cuore, in quanto l’amore non è una faccenda sentimentale o un’intensa emozione ma è una forza liberatrice dove tutti sono uno, tutti sono pari, tutti sono divini e tutti sono immortali.

COMPRENSIONE: Dalla forza dell’amore insita nel perdonare e dall’atteggiamento di umiltà che sviluppiamo dinanzi alla Grazia divina, nasce un nuovo livello di comprensione.

Questa comprensione è l’aspetto dell’intelligenza del cuore che riconosce che il distacco dall’amore cosmico con cui nasciamo è una componente necessaria affinché le esperienze del Male che incontriamo durante la nostra esistenza ci permettano di sviluppare sempre più Bene, sempre più Amore in noi.

ARDIMENTO (o INTREPIDEZZA):

da questa comprensione sempre più elevata del Piano divino nasce il coraggio indomito di porsi al servizio di esso, di testimoniare la Verità colta, di donare l’Amore così duramente conquistato. L’ardimento diventa così il dire il vero con autorità, in special modo quando viene commessa un’ingiustizia. Nell’attuale ordinamento sociale è atteggiamento comune far finta di ignorare le ingiustizie del mondo.

A minacciare e impedire in modo particolare l’espressione dell’ardimento sono l’egocentrismo, cioè l’essere totalmente assorbiti dal proprio mondo personale, e la paura delle conseguenze.

I TRE DESIDERI

Allo sviluppo delle virtù del cuore si oppongono tre sottili desideri che si nascondono dietro a quasi tutto ciò che vogliamo raggiungere: la gratificazione immediata, il controllo e la cosa successiva. Vediamoli più da vicino.

Il Desiderio di Gratificazione Immediata

“Velocizzare” è lo slogan del giorno, e il fine di questa accelerazione è fare tutto più in fretta e in meno tempo; essere più produttivi; essere il miglior impiegato; essere il miglior studente; essere tutto meglio, e farlo o acquisirlo più in fretta e più facilmente.

È bene invece considerare la velocità con cui miglioriamo come insignificante o di nessuna importanza. Forse è uno strano monito, ma il bisogno di fare in fretta è di per se stesso un padrone che infiamma l’ego come poche cose fanno.

Il Desiderio di Controllo

Il secondo sottile desiderio che spesso ci fa andare fuori rotta è il nostro insaziabile desiderio di controllo. Ci viene insegnato a controllare le nostre emozioni, desideri, ideali, sogni, ecc. Inoltre siamo sempre impegnati a lottare contro avversari che vogliono avere altrettanto controllo su di noi o contro di noi.

E’ una competizione senza fine. L’antidoto a questo deliberato controllo è dimostrare a noi stessi che sappiamo sentirci sicuri proprio quando ci sentiamo insicuri; che sappiamo come esprimere le virtù del cuore quando andiamo a sbattere contro le difficoltà della vita, e che sappiamo richiamare il nostro Io superiore quando sentiamo il nostro ego incombere.

Appelliamoci alla nostra saggezza delle sei virtù del cuore e impariamo ad esprimerle quando le difficoltà della vita bussano alla nostra porta.

Il Desiderio della Cosa Successiva

Di solito si considera la cosa successiva più interessante o potente della cosa del momento e ciò in una corsa affannosa che rischia di portarci fuori strada. Vivere dal cuore non è centrato sulla precisione della tecnica o su complesse pratiche di controllo del corpo, della mente o delle emozioni: è la semplice pratica delle virtù del cuore nelle nostre attività di tutti i giorni, momento dopo momento.

La pratica Quando – Quale – Come

Esprimere le virtù del cuore è una pratica che consiste nell’avere presenza di spirito riguardo al:

– quando applicare le virtù del cuore (o un loro qualsiasi sotto­gruppo) a una particolare situazione della vita,

– quale applicare, e

– come esprimere le virtù in quella situazione.

Non c’è alcun manuale di istruzione per quando-quale applicare e come esprimerlo. E’ praticandola che troverete le istruzioni pratiche di come sperimentare la vita nel momento opportuno ..

Cosa ci guadagno?

Un elemento che è molto radicato nel nostro modo di pensare è il cosa guadagnerò ad applicare la pratica quando-quale­come? Questo perché il nostro ordinamento sociale è orientato all’ambizione e all’affermazione, di solito finalizzato a guadagno, ricompensa e/o riconoscimento.

Il motivo è perchè ciò ci permette di raggiungere il nostro scopo più elevato: la conquista delle forze dell’Amore. Vi si giunge solo attraverso il controllo delle emozioni e questa è la verginità di cui si parla nei Vangeli.

Con questa espressione si intende il completo controllo dell’Io sul corpo astrale e di questo sul corpo eterico e di quest’ultimo sul corpo fisico. Normalmente avviene l’incontrario, il corpo fisico (con i suoi istinti) domina sull’eterico, questo (con le sue abitudini, temperamenti) domina sull’astrale e questo a sua volta (con le sue passioni, brame, carattere) domina sull’Io.

Mariam è l’archetipo della verginità: a noi diventare vergini savie e non stolte e quindi avere olio-spirito nella nostra lanterna per percorrere la Via che ci porta allo Sposo­Cristo.

Autore ” Tre più Uno”

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