Come visto, la prima cosa che all’inizio Dio ha creato è stato l’uomo nel suo aspetto di solo Calore (antico Saturno). Questo calore si condensò poi di gradino in gradino fino a diventare un corpo fisico. Ciò significa anche che il calore è un ponte, una porta, verso il Divino. Questo però non è il calore corporeo, ma il calore animico e spirituale che possiamo suscitare dentro di noi. Esso è l’entusiasmo ed etimologicamente entusiasmo significa “unione con Dio”.

L’uomo creato all’inizio non era l’uomo che aveva avuto la sua prima manifestazione su Saturno, ma era l’uomo rimasto nelle stelle, nello Zodiaco. Il nome dell’uomo zodiacale era Adamo Kadmon. L’uomo che poi si è manifestato sulla Terra invece l’Adamo della Bibbia. Adamo Kadmon è l’uomo che è stato creato da Dio, Adamo è invece l’uomo formato da Adamo Kadmon. Quindi vi è un uomo “creato” e un uomo “formato” e noi siamo figli dell’Adamo “formato”. Quando avremo trasformato tutta la nostra “argilla”, torneremo nella nostra risalita ad Adamo Kadmon. Nella Bibbia egli è chiamato Adonai, cioè Signore Dio.

Come visto, sull’antico Saturno l’uomo era solo calore con i germi dei futuri sensi. Passato alla fase dell’antico Sole, una parte della futura umanità è rimasta indietro, non ha superato l’esperienza dell’antico Saturno ed è stata come espulsa dalla parte avanzante nell’evoluzione.

Pensiamo a due componenti come per esempio nella fiamma: in essa c’è una parte tenebrosa (il fumo) e una parte luminosa (la luce). Quello che è rimasto indietro nel periodo dell’antico Saturno è oggi rappresentato dal mondo minerale.

Sull’antico Sole

Nell’uomo sono stati posti i germi del futuro sistema endocrino, quindi del sistema vegetativo in noi. Anche in questa fase una componente è rimasta indietro: le attuali piante. Sull’antica Luna si è poi aggiunto il metabolismo e “indietro” sono rimasti gli attuali animali. Infine sulla Terra è disceso l’uomo ed ha formato così il quarto regno naturale.

Il punto di vista dell’evoluzione darwiniana guarda solo ciò che si è manifestato sulla Terra e lo osserva dal punto di vista materiale.

Se invece seguiamo la linea che parte dall’uomo spirituale superiore e scende fino all’uomo materiale inferiore, allora comprendiamo che questa è la corrente della creazione. Tutto dipende dal fatto se guardiamo dal punto di vista materiale oppure Spirituale.

Guardando all’uomo, la testa (dove sono concentrati gli organi di senso) corrisponde all’antico Saturno, lo ricorda in noi. L’antico Sole in noi è il torace, la respirazione, il ritmo; l’antica Luna rappresentata dal metabolismo con l’apparato “produttivo, i succhi ecc. La Terra in noi sono gli arti (le gambe e le braccia). Gli arti ci sono stati “aggiunti” sulla Terra, quindi sottostanno alle leggi della materia, come la gravità, mentre la testa – Saturno si erge contro la gravità; essa sta su da sola. Il neonato, che è inserito in modo rovesciato nel campo di forze rispetto all’uomo adulto, manifesta un gesto contrario: gli cade la testa e le braccia stanno su da sole.

Sull’antico Saturno

Come già detto -è rimasto indietro il mondo minerale e questo nel disegno lo si può indicare con il colore viola, il colore dell’elemento Terra.

Il giallo lo si può usare per indicare la sfera animica, l’antico Sole, quando sono rimaste indietro le piante. Con il blu indichiamo il corpo eterico, in quanto esso corrisponde alla Lemuria e all’antica Luna e quindi all’acqua, e lì sono rimasti indietro gli animali.

Infine l’uomo è indicato con il colore rosso, il colore dell’antico Saturno.

Se poniamo attenzione vediamo che i quattro colori, collegati ai quattro gradini Evolutivi, sono incrociati rispetto ai regni della natura. Ciò significa che sulla Terra il mondo minerale è collegato con le forze più alte, con le forze spirituali. Seguono i Vegetali legati al piano astrale e così via.

Gli Animali sono i più vicini a noi e possono anche assorbire le nostre malattie.

L’uomo dovrà nuovamente prendere in sé gli Animali, i Vegetali e i Minerali; ossia quelle parti di lui che sono rimaste indietro per permettergli di avanzare nell’Evoluzione.

L’occidentale ha risolto il problema del “prendere in sé l’Animale” …mangiandoselo!

Ma riprendere in sé l’animale vuol dire, in realtà, trasformare dentro di sé la componente animica che l’animale incarna.

Osservando la figura della creazione ed evoluzione, possiamo vedere come una parte del mondo minerale nella fase antico Sole abbia, per così dire, “recuperato” arrivando a livello di vegetale.

Quindi nel mondo delle piante troveremo due tipi di piante (funghi, muschi da un lato, dall’altro gli alberi). Lo stesso è successo al livello successivo; una parte delle piante ha recuperato e sono diventate animali (animali inferiori, a sangue freddo).

Sull’antica Luna

Anche alcuni animali hanno “recuperato” e si sono avvicinati all’uomo. Sono gli animali che riescono per un certo tempo a mantenere la posizione eretta, tipica dell’uomo. Dei minerali che sono riusciti ad innalzarsi al piano vegetale una parte è riuscita a evolvere un’altra volta e si è innalzata al regno animale.

Ricordiamoci che all’inizio tutto era uno, e poi il tutto si è articolato in quella che noi chiamiamo Natura. Quando giungeremo alla fase di Vulcano dovremo tornare ad essere tutt’uno.

L’uomo, per manifestarsi, ha dovuto espellere da sé tutto il minerale, il vegetale e tutto l’animale, compiendo così un gesto egoistico. Se l’uomo è qui per conquistare libertà e amore, questo gesto egoistico deve trasformarsi in gesto d’amore. Egli quindi dovrà riprendere in sé gli altri regni trasformandoli e potrà fare ciò quando avrà trasformato in sé il suo animale, il suo vegetale e il suo minerale.

Trasformare l’animale in noi significa sviluppare il Sé Spirituale, trasformare il vegetale significa sviluppare lo Spirito Vitale Amoroso, trasformare il minerale significa conquistare l’Uomo Spirito. L’Uomo Spirito, questo Atma, la chiesa lo chiama Corpo Glorioso, Corpo di Resurrezione e gli alchimisti lo chiamavano Pietra Filosofale. E’ in pratica la trasformazione, cellula per cellula, di tutta la nostra costituzione fisica. E’ ciò che operò Cristo nel Gesù nei tre anni di vita pubblica sulla Terra. Mano a mano che noi cominciamo ad effettuare questo lavoro in noi, a trasformare questa natura animale, vegetale e fisica, sviluppiamo i nostri Arti superiori.

Come già visto, il primo arto superiore è il Manas, il Sé Spirituale. La possibilità di sviluppare quest’arto è stata posta nell’umanità tremila anni fa con i dieci comandamenti. I dieci comandamenti sono stati dati tramite Mosè per dominare il corpo astrale, l’animalità in noi, e sviluppare il Sé Spirituale. L’immagine esteriore di ciò era la discesa della manna nel deserto (manna = Manas). La manna scendeva ogni giorno e non si conservava per il giorno dopo. Ciò significa che il nostro rapporto con il mondo spirituale deve essere rinnovato quotidianamente, ovvero, “non si può vivere sugli allori”.

Nel nostro corpo animico, che corrisponde al respiro, vivono tutti i desideri, le passioni, l’odio, le antipatie ecc. In questa regione ci sono sette gradini che corrispondono ai sette pianeti e ai sette chakras. Ci sono i più bassi (apparato riproduttivo) e i più alti (testa). Si parte dalla Luna (apparato riproduttivo) e si arriva a Saturno (testa). E’ quindi un cammino attraverso i sette pianeti, attraverso le correnti dei sette Rishi, oppure, rappresentando il Sole la metà di questo percorso, i pianeti sopra e sotto il Sole (i misteri superni ed i misteri inferni). La regione animica è maggiormente concentrata nell’apparato ritmico, però spazia dalla punta dei capelli fino all’ultimo dito dei piedi. Quando arriva fino ai piedi (nella zona più lontana dalla nostra coscienza), sono massimamente presenti le forze di antipatia più potenti: l’odio (e l’inizio del percorso di iniziazione cristiana è la lavanda dei piedi!). È inutile parlare di amore se prima non si trasforma l’odio in noi. Le forze di odio in noi sono concentrate nelle ossa ma in esse però si formano anche i globuli rossi del sangue, che rappresentano la polarità dell’amore rispetto all’odio.

Il corpo eterico, la “pianta” in noi, è il mondo delle abitudini e del temperamento e sappiamo che è molto difficile cambiare un’abitudine. Un uomo libero non dovrebbe avere abitudini che lo assoggettano.

Nel corpo fisico vivono gli istinti: mangiare, riprodursi, il senso delle necessità, i bisogni del corpo fisico. Se è diffìcile cambiare un’abitudine, lo è ancor più cambiare un istinto, perché ciò implica la trasformazione forse più profonda in noi. L’aspetto positivo di qualche giorno di digiuno è la vittoria sull’istinto di sopravvivenza. Nel corpo animico, oltre alle brame e alle passioni, troviamo anche il carattere: introverso, estroverso, abulico, ecc.

Il secondo Arto superiore è il Budhi, il pane della vita. Il terzo Arto superiore

L’Atma, la trasformazione totale del corpo fisico. Queste due ultime possibilità di sviluppo le ha date simbolicamente il Cristo con l’Ultima Cena (la consacrazione del pane e del vino). Con l’azione di Mose e del Cristo ci è stata data così la possibilità di sviluppare tutti e tre i nostri Arti superiori. Questo è legato al lavoro di resurrezione per l’umanità.

Autore “Tre Più Uno”

Tratto da “Libertà e Amore”

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