l’esempio saldo dell’IO 

 

Come possiamo apprendere dall’antroposofia, l’uomo ha differenti ritmi di crescita: viene al mondo il proprio corpo fisico, su cui aleggiano gli altri tre corpi: eterico, astrale, dell’Io.

E’ proprio in quest’ordine che i quattro corpi s’incarnano nell’uomo, e senza un sano sviluppo di questi corpi non è possibile all’uomo la conquista della libertà poiché senza una loro corretta crescita non potrebbero nascere successivamente gli arti superiori.

Gli arti superiori sono la parte incorrotta dell’uomo, ciò che lo rende cittadino dei mondi spirituali questi arti sono oscurati alla coscienza dell’uomo a causa della “Caduta” ed egli deve quindi riconquistarli.

L’azione di chi deve far crescere bambino, innanzitutto i genitori ma anche i maestri, deve tener presente che solo un armonioso sviluppo dei corpi inferiori renderà possibile la loro trasformazione e la conquista di quelli superiori.

Questo già a partire dal corpo fisico perché un corpo fisico sano non è solo bello sul piano estetico,

ma è anche una base necessaria per il fluire delle forze vitali.

Oggi troppo spesso non viene attribuita la giusta importanza al fatto che un bambino sia troppo grasso magro, eppure l’eccesso provoca una difficoltà da parte delle forze formatrici a fluire correttamente nella conformazione degli organi interni, e l’eccessiva magrezza è indice di carenza di forze vitali, troppo assorbite nel prematuro sviluppo del sistema volto a regolare le percezioni sensorie.

In maniera simile una non perfetta armonia del corpo eterico comprometterà lo sviluppo del corpo astrale e poi dell’Io, che è la scintilla divina nell’uomo.

Il ritmo dei settenni

Sappiamo dalla scienza dello spirito e dall’esperienza di educatori che la vita dell’uomo può essere suddivisa in settenni, ognuno dei quali dovrebbe consentire la maturazione di un corpo, di una parte di anima e di un livello di coscienza. I primi tre settenni dovrebbero consentire un adeguato sviluppo rispettivamente del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale.

L’azione dell’educatore deve necessariamente tenere conto di questo, affinché ogni età esprima al meglio le proprie potenzialità, senza ostacoli o pericolosi anticipi, perché la ricerca di sviluppo prematuro di facoltà che dovrebbero trovare compimento in momenti successivi della vita, può causare l’impossibilità che tale facoltà possa mai esprimersi in modo adeguato.

Il percorso educativo dovrebbe quindi svolgersi, in generale, lungo il percorso che ora cercheremo di tracciare. Ricordiamo che non esiste un “manuale di istruzioni” per l’uomo, e che ogni individualità ha una sua storia ed un suo destino; un “errore” nell’ educazione di un bambino può essere stato scelto dal suo Io come prova evolutiva da superare. Ciononostante, come genitori ed educatori dobbiamo ovviamente fare del nostro meglio per evitare ogni errore!

Il primo settennio

Tutto ciò che circonda il bambino in questa fase particolare di vita deve provenire da processi naturali, poiché egli stesso è nel pieno della sua vitalità, e si nutre non solo del contatto fisico con gli oggetti, ma anche dell’elemento vitale che si trova in essi, quindi tutto ciò che lo circonda (ed in particolare i suoi giochi) dovrebbero essere compenetrati da sane forze di vita.

E’ opportuno evitare gli oggetti di plastica, perché la plastica non nasce da un processo naturale, ma è ottenuta industrialmente dalla lavorazione del petrolio, che, anche se deriva dalla trasformazione di materiale di origine vegetale, non ha più nulla di vitale, essendo stato per millenni nel sottosuolo, dove non c’è vita sostenuta dalla Luce, ma solo la vita corrotta delle tenebre.

Il giocattolo, inoltre, deve permettere al bambino di liberare la propria fantasia, e non deve quindi essere un oggetto completamente definito. Ecco che ad una macchinetta rifinita magistralmente in tutti i suoi dettagli, magari con le portiere che si aprono, è preferibile un pezzo di legno non lavorato, che il piccolo può di volta in volta trasformare, con la fantasia, in ciò che vuole, oppure un sasso, una conchiglia, una stoffa, o altro.

Dovremmo imparare a tornate bambini ed a scegliere con i loro occhi, cercando tra ciò che offre la Natura.

Abbiamo detto che nei primi anni di vita il bambino sviluppa il corpo fisico, e l’educatore deve prestare la massima attenzione a non distrarre le forze del bambino dal loro compito. Uno dei più grossi errori che si possono commettere in questa fase dello sviluppo del bambino è il cercare di indurlo a svolgere attività intellettuali; già il parlargli in modo concettuale è dannoso per lo sviluppo.

In questa fase di vita il bambino deve avere dei precisi punti di riferimento che gli impartiscono degli insegnamenti attraverso l’esempio, la coerenza delle proprie azioni, in modo che ogni nostro gesto sia per lui un’immagine vivente, coerente con la moralità che desideriamo egli apprenda. Ogni gesto o azione che compiamo di fronte al bambino arricchisce od inquina il suo essere fin nel corpo fisico. Ricordiamo che le semplici azioni quotidiane come cucinare e lavare i piatti, se eseguite con il giusto stato d’animo, sono pregne di un forte valore morale, di sacrificio, amore e dedizione.

I corpi ed il ritmo

Dobbiamo tenere presente che il corpo fisico viene plasmato dal corpo eterico, l’organizzazione che sostiene i processi vitali.

Ma siccome i processi vitali seguono un ritmo, una consequenzialità, è necessario che la vita del bambino venga scandita da ritmi precisi, dalla ripetizione periodica dei medesimi gesti , come la ripetizione di una fiaba serale per alcune settimane, o il seguire nell’alimentazione un menù settimanale, o ancora riassettare la stanza in giorni determinati, rispettare gli orari dei pasti e del riposo. Tutto questo dà estrema sicurezza: al bambino, lo fa sentire sicuro e protetto.

Bisogna anche stare attenti a non porre eccessivi divieti, perché egli è nel pieno dei processi vitali e fermarlo sarebbe come voler fermare un fiume in piena; questo porterebbe soltanto atteggiamenti di contrasto se non addirittura di ribellione. Anziché negare sarebbe più utile distrarlo ed indurlo a canalizzare la sua attenzione verso passatempi adeguati, utilizzando un linguaggio propositivo e positivo, senza turbarsi.

Dobbiamo tenere presente che il bambino non ha ancora un Io pienamente incarnato, e pertanto non può sapere ciò che è bene o male per lui (anche se oggi le tendenze pedagogiche tendono a convincerci che deve “comandare” il bambino); cosicché quando deve mangiare, gli daremo con tutta naturalezza il cibo che abbiamo scelto senza lasciargli alcuna alternativa. Se fa i capricci per mangiare dobbiamo sapere che sta inconsciamente confrontandosi con il nostro Io per far crescere il proprio attraverso questo scontro, questo confronto; restiamo sereni ed amorevoli ma fermi, perché nei primi anni di vita il bambino deve sottostare ad una sorta di “benevola dittatura illuminata”, che egli è sempre in grado di riconoscere ed apprezzare, anche se con qualche “bizza” esteriore.

Questo modo di operare crea ordine interiore, saldezza, sicurezza e costituisce un grande regalo al bambino, poiché produrrà delle qualità che gli permetteranno da adulto, di avere dei pensieri chiari, ordinati, una sana coscienza del tempo ed una forte sicurezza interiore, oltre a dei sani processi vitali capaci di portare salute fino al piano fisico. Se invece da piccolo il bambino “fa ciò che vuole”, una volta cresciuto sarà maggiormente soggetto ai suoi istinti, alle sue voglie e brame, e non avrà avuto un esempio di Io a cui appoggiarsi per tirare fuori la sua individualità e la sua forza interiore.

Accenni sull’età scolare

Verso i sette anni circa le forze eteriche che agiscono per plasmare il fisico si liberano verso l’esterno, passando per la testa, e questo porta come conseguenza la perdita dei denti, la lateralizzazione, l’equilibrio. Possiamo dire che le forze eteriche (forze che sostanziano i pensieri umani, oltre ai processi vitali) hanno esaurito il loro compito di forze formatrici degli organi fisici, e sono quindi disponibili ad essere “liberate” dall’intensa attività corporea per mettersi a disposizione di una nuova realtà: il pensiero, l’attività conoscitiva.

Si comprende come l’intellettualizzazione del bambino prima dei sette anni costituisca un attacco all’azione vivente delle forze spirituali nella conformazione e nel consolidamento del suo corpo fisico.

Ora il bambino può iniziare la scolarizzazione, e queste nuove forze possono essere impegnate nell’arte, nello sviluppare un senso del bello, sempre con ordine e ritmo, e più tardi, dopo che il bambino avrà individualizzato iI corpo eterico avrà bisogno di formare un sano corpo astrale: di questo parleremo

nel prossimo articolo.

Autore “Tre più Uno”

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