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Morire al peccato

Proseguendo le considerazioni di ieri, oggi tocchiamo un punto centrale, quello della giusta disposizione interiore per incontrare il Cristo Eterico: il riconoscimento del proprio peccato. Peccato significa separazione e la conseguenza del peccato è la concezione dualistica della vita, il concepire il bene e il male in contrapposizione e la conseguente illusione di essere dalla parte del bene contro il male. Si afferma magari di essere peccatori, ma è solo frase fatta. Nel proprio cuore la presunzione di essere giusti è dura da sradicare.
Se osserviamo il Mistero del Golgota, notiamo che nel Getsemani tutti gli apostoli fuggirono e nessuno di loro era sotto la croce. Essi si trovarono smarriti poiché pensavano che fosse giunto il momento in cui il Cristo avrebbe guidato loro e le folle alla rivoluzione contro i poteri politici e religiosi che usurpavano il trono di Davide. E ciò è comprensibile perché questa era la rappresentazione del Messia che risultava loro dalle Sacre Scritture. Vivevano in uno stato di coscienza segnato dal dualismo ed erano incapaci di comprendere come il Cristo si fosse volontariamente consegnato.
Nicolò Bellia, come prima osservazione nel suo approccio al problema della crisi economica, indica l’attuale tassazione “reddituale” come la causa primaria dell’inflazione e del debito.

Le attuali tasse si scaricano sui prezzi, facendoli più che raddoppiare. Questo è incontestabile ed è pure incontestabile che rimuovendo tale causa i prezzi dimezzerebbero e il denaro raddoppierebbe il suo potere d’acquisto.
Ma allora perchè, di fronte all’evidenza di una soluzione tecnica tanto elementare, ci sono molti che affermano che è irrealizzabile e che pongono una serie interminabile di obiezioni e ostacoli alla sua realizzazione?
Le cause si scoprono solo se si penetra nell’osservazione animica, secondo quella che Rudolf Steiner, nella conferenza del 12 ottobre 1923 (O.O. 229), indica come “coscienza storica”.

Questo ciclo di conferenze sul corso dell’anno, appunto sull’esperienza del Cristo Eterico, fu tenuto da Steiner nell’ottobre del 1923, poco prima del Convegno di Natale. E’ precisamente Uriele, l’arcangelo dell’estate legato alla festa di Giovanni Battista, colui che “induce nel genere umano la coscienza storica”. La sua qualità è la “Severità” ed egli indica all’uomo la necessità di correggere gli errori, prima di poter passare adeguatamente preparato nel tempo dell’autunno a sperimentare l’impulso di Michele.
Uno dei motti fondamentali dati da Nicolò Bellia è infatti: “L’Antropocrazia non cerca colpe, ma errori da correggere”. E gli errori dipendono sempre da determinati pensieri e sentimenti degli uomini, sedotti dagli ostacolatori e immersi quindi nel peccato del dualismo.
Da dove originano le attuali tasse sull’economia, in particolare quelle sui redditi con aliquota crescente? Originano dalle lotte proletarie contro i capitalisti sfruttatori. Originano dall’equazione automatica: ricco=sfruttatore. Più sei ricco e più devi essere punito con una tassa che arriva fino al 70% sugli utili dell’impresa.
PECCATO (appunto..) che le tasse applicate alle imprese si scarichino poi sui prezzi delle merci e alla fine le paga il povero che credeva di farsi giustizia colpendo il ricco. “Chi di tasse ferisce, di tasse perisce”, scrivo sul mio libro “Padre perdonaci”. Questo è il peccato di Pietro, che ferì di spada il nemico e ricevette le famose parole dal Cristo. Egli, dopo l’arresto, avendo tentato di seguire Gesù, al quale aveva detto che mai lo avrebbe abbandonato, lo rinnegò tre volte. Era incapace di comprendere quale fosse il suo peccato e il Cristo lo sapeva bene, ma non lo condannò. Infatti l’errore è la via verso la Verità.
Questa Verità ci può apparire chiara solo oggi, grazie al Ritorno del Cristo nell’Eterico, nel tempo dell’Anima Cosciente. Nicolò Bellia è il secondo che ce la indica così chiaramente. Steiner l’aveva anch’egli indicata, ma solo chi ha cercato adeguatamente, cercando corrispondenza con l’opera di Bellia l’ha rintracciata:
“Cari ascoltatori, oggi fra quelli che credono di capire qualcosa della vita reale, non c’è ancora quasi nessuno che pensi che non rappresenta affatto un progresso aggiungere a tutte le tasse indirette o agli altri introiti dello Stato la cosiddetta imposta sul reddito, in particolare l’imposta sul reddito crescente. Oggi tutti pensano che sia giusto tassare il reddito. (…) Ma, cari ascoltatori, in questo modo, gravando di imposte, ci si rende corresponsabili dell’economia monetaria”. (Cultura, politica, economia, Ed. Archiati, pag.96 -97)
Cioè si aumenta il potere della finanza speculativa che lucra sul debito causato dalle tasse imposte dai poveri contro i ricchi.
E’ spiacevole al nostro amor proprio dover ammettere che siamo noi, coloro che lottano contro le ingiustizie, i maggiori responsabili dell’accrescersi delle ingiustizie stesse.
Questo è il motivo inconscio che fa sì che pur riconoscendo la giustezza della misura indicata da Bellia, la totale detassazione dell’economia reale, ci impedisce di aderirvi pienamente: il rifiuto di riconoscere di essere noi stessi gli inconsapevoli responsabili della nostra misera situazione, per il fatto che vogliamo rimanere nell’ostinata illusione di essere giusti.
Descrivo ora il secondo PECCATO MORTALE che mi auguro ci sconvolga fino alle viscere, ci rovesci come calzini, dal quale risulta chi siano stati i responsabili del Bolscevismo, secondo Steiner. E’ tratto dalla conferenza del 30 novembre 1918, O.O. 186:
“Così nella struttura sociale diverrà naturale un certo movimento, sorgeranno condizioni in seguito alle quali il semplice denaro, in fondo null’altro che un documento, un assegno che dà un certo potere sulla forza di lavoro degli uomini, si svaluterà se non verrà messo in circolazione. Quindi non aumenterà, ma diminuirà progressivamente e dopo quattordici anni, o forse dopo un periodo un po’ più lungo, sarà assolutamente uguale a zero. Se uno oggi è milionario, non avrà raddoppiato il suo avere, ma sarà un povero diavolo se nel frattempo non avrà guadagnato nulla.
Se presentemente si dice questo, a volte se ne riceve l’impressione come se si sentisse il prurito provocato da certi insetti, se mi è consentito il paragone. Non avrei usato il paragone se non avessi percepito uno strano movimento in sala. Ma dato che la situazione è così, che la cosa fa l’impressione come se certi insetti provocassero il prurito, PER QUESTO VI E’ IL BOLSCEVISMO. Si cerchino soltanto i giusti motivi; si vedrà che sono qui”.
Cari amici, la causa del Bolscevismo è il rifiuto degli antroposofi, che vivevano di rendita, di accettare il deperimento monetario. Se avessero compreso quel che Steiner indicava (in quella stessa conferenza egli indicò anche il reddito indipendente da lavoro, ma i più lo negano), ci sarebbe stato allora il numero di uomini sufficiente per realizzare la Triarticolazione sociale. E il bolscevismo nascente sarebbe stato spazzato via. Ma le cose dovevano andare così, dato lo stato di sonno in cui le anime degli antroposofi si trovavano.

Rudolf Steiner accettò il verdetto del Karma, con un dolore che lo portò alla morte, ma lo accettò come pegno di una coscienza futura che avrebbe potuto nascere da quel sonno e dalle sue conseguenze per l’Umanità del XX secolo.
Ora gli eventi si ripetono, a cent’anni di distanza. Ancora ci sono anime che non vogliono comprendere che nell’Antropocrazia si ripresenta la nuova occasione che ci è offerta dal mondo spirituale e che questa sarà l’ULTIMA che abbiamo. Sono dogmatico se dico questo? Allora faccio parlare Rudolf Steiner:
“Riassumendo tutte queste cose, ne consegue che le persone che accolgono oggi onestamente l’Antroposofia preparano le loro anime ad abbreviare quanto più è possibile la vita fra morte e rinascita, per ricomparire sulla Terra alla fine del secolo ventesimo assieme ai maestri di Chartres che sono rimasti nel mondo spirituale.
Questo noi dovremmo accogliere nelle nostre anime: dovremmo essere coscienti che nella sua essenza il movimento antroposofico è chiamato ad operare ulteriormente e che non solo le più importanti, ma quasi tutte le anime che ne fanno parte sono destinate a tornare alla fine del secolo ventesimo, quando dovrà venir data la grande spinta per la vita spirituale sulla Terra, poiché altrimenti la civiltà terrena andrà DEFINITIVAMENTE in rovina, come le sue caratteristiche palesano fin d’ora con chiarezza”. (Dornach 16 settembre 1924, O.O. 238)
Chiediamo perdono per i nostri peccati, cari amici, o saremo noi i responsabili della rovina dell’Umanità.
Il Cristo Eterico ci aspetta con le braccia aperte e ci concederà, con il Suo Perdono e la Sua Grazia, la forza e l’entusiasmo per rimediare ai nostri errori.

Stefano Freddo                                                                                          13 Marzo 2020

 

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