Ogni vera via di vita non può che essere caratterizzata dal sacrificio e dalla dedizione alla Vita (fisica, interiore e spirituale). Ed in questo come in ogni anelito abbiamo bisogno di discernimento ed orientamento, di coscienza, per non cadere nel vuoto dopo che iI nostro cuore ci ha spinto verso il cielo.

Servire la Vita non può essere che un dono, un dono la cui portata normalmente non ci è chiara. Non è una cosa che può fare chiunque, non basta iscriversi in una lista o pagare una quota. C’è di più, davvero di più.

Non possiamo servire la Vita se Ella non si apre a noi; possiamo vedere e cogliere di Lei ciò che Ella ci mostra, avere potestà solo su ciò che Ella ci concede.

La Vita non può essere rubata, presa con prepotenza, violata.

È solo chi la uccide che le vuole comandare perché non la conosce, e non Ia ama. Non la ama perchè non ne coglie il volto, il cuore, la dolcezza e la forza. Non sa che alla Vita non si ordina, ma si chiede. La Vita risponde alle nostre libere domande; quella che giunge in risposta alle violenze e alle manipolazioni non è la Vita, ma la sua arida e gelida caricatura. La morte sa come nascondersi, presentandoci le sue maschere seducenti.

La Vita ha un braccio caldo che avvolge, è un raggio di Sole che disgelala e dissigilla, il cuore.

La Vita riscalda, entusiasma, sostiene, parla nelle orecchie dei sui servi, delle anime a cui a aperto il suo segreto.

La Vita ha un compito importante, che è allearsi con gli uomini. Lo scopo di tutto, la meta lucente, è portare Vita al cosmo, e portare il cosmo nella Vita. E proprio perché il suo compito è importante, non può affidarlo nelle mani sbagliate, in mani che ne hanno scarsa cura, in mani che non si scaldino al suo contatto, che rimangano tiepide.

La Vita schiude fiori delicati, che affondano radici nei cuori sinceri. Ci chiede sincerità, ci chiede dedizione, e fedeltà; se le sente in noi sa che non la tradiremo, ed allora con gioia dona le sue forze ed suoi segreti. Chi li ha ricevuti non dimentica che ciò che ha è un dono, prezioso e più forte di ogni   ostacolo e da usare senza traccia di egoismo. Sa che la Vita splenderà oltre ogni tenebra, perché solo la morte muore, e con essa i suoi figli; sembra ovvio, ma lo sentiamo davvero?

La Vita ha da fare, ed ha bisogno di aiuto: come una madre che accoglie amorevole i suoi figli, così oggi Ella si rivolge a noi e posa lo sguardo su chi, da un’eternità o da un’ora, le ha promesso appoggio, le ha dedicato la sua parte migliore, il suo sforzo di verità. E sentendo su di noi questo calore di madre, possiamo dare alla Vita una sembianza, cogliere nel suo essere un volto, e darle il nome di Maria.

Chi ha ricevuto questo dono, chi ha stipulato questa promessa, non lo può dimenticare. Perché ciò che vive muta ogni momento, ed in ogni istante ci chiama a crescere e a cambiare, e ci fa sentire la voce della Vita che genera. La Vita è un meraviglioso equilibrio, che non si adagia sul passato, non si accontenta del presente ma allo stesso tempo non ha smania del futuro. Attende ciò che é giusto, sa da dove viene e ama il suo domani, e così fanno i suoi servitori: cambiano ogni giorno nello sforzo di perfezione, ma amandosi ed accettandosi così come sono, apprezzando passo dopo passo, perché ognuno di essi disvela orizzonti e promesse.

La Vita non si serve al modo di un custode che conserva immutabile un passato, ma come un uomo che si impegna nel futuro con i piedi ben piantati nel presente, e insieme leggeri. Come un contadino, che semina per l’anno che verrà, con speranza nel futuro.

E in tutto questo cammino, sempre e sempre ci accompagna la Vita, il compagno silenzioso che non ci lascia mai. Solo la morte fugge, quando si avvicina la Vita spirituale.

Ma allora la Vita è solo una madre che accoglie? O forse è anche un compagno di viaggio, una guida di cui cogliere e seguire i passi? E quando siamo cresciuti nella moralità e nell’amore, e diventati esperti nei suoi sentieri, quando siamo abbastanza vicini, allora riusciamo a sentire la sua voce.

Lei parlava anche prima, ma il nostro cuore era lontano, e rivolto ad altre mete, aspettando il momento giusto, con gratitudine per ogni passo che ad esso ci ha condotto,  giusto o sbagliato che sia. Perché ogni male riceve licenza di accostarsi a noi soltanto se dal nostro incontro con esso può nascere un bene maggiore. Il male si avvicina solo se siamo pronti a redimerlo.

Ma il cuore ora ritrovato può cogliere la meta, rimanerle fedele, aver fede in essa ed amarla, e sperare fino alla fine, con quell’amore che è fiducia, speranza e certezza. Può maturare e purificarsi, superare le voci illusorie del gelo superbo e malvagio dell’Ostacolo. Può riempirsi di Luce, illuminarsi e crescere con gioia, e può diventare fanciullo e muovere i suoi primi passi nella Vita, che quale madre amorevole ci dà la mano e ci sostiene lungo i piccoli passi che ci costano tanta fatica e nelle prime, inevitabili, cadute. Senza giudizio, ma con incommensurabile amore.

E allora qual è il segreto? Quale la frase che pronuncia la Vita quando l’abbiamo avvicinata oltre i mille ostacoli, oltre i mille disamori che ci abitano, imparando a cogliere come Ella sia ogni giorno la stessa anche se in ogni istante è diversa e più ricca, e colorata in multiformi modi dal cuore di ognuno di noi? Cosa dice la vita ci parla come Uno, come forza e presenza che tutto pervade.

Quando nell’Uno si coglie il suo segreto? Quando possiamo chiederle “chi sei”?

“lo Sono la via la verità e la vita”.

Così viene consacrato il cuore che cerca sincero.

Tratto dalla rivista “Albios”

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