In natura un animale che ci può insegnare molto sulle qualità nascoste dell’acqua è sicuramente il salmone.

Il salmone ha la caratteristica di risalire il corso delle cascate anche per 20 – 30 metri di altezza. Questo accade perché il salmone è legato alla componente eterica dell’acqua – la cosiddetta forza “inclusiva” di Schauberger – componente che scorre a ritroso rispetto al fluire dell’acqua fisica. Grazie a ciò, esso riesce a vincere la componente di gravità presente nell’acqua (e la Gravità è una forza fisica mortifera).

L’acqua inoltre per essere vitale deve essere compenetrata dai raggi di luce solare. Se ascoltiamo con molta attenzione il rumore prodotto dallo scorrere dell’acqua in un torrente di montagna, dopo un pò ci accorgeremo che oltre al suono abituale e principale, sentiremo un secondo sottile suono, caratteristico dell’acqua che salta: una specie di “V”.

il suono dell'acqua: Azione di vitalizzazione del Sole sull’acqua e nascita del suono dell'acqua “V”

Azione di vitalizzazione del Sole sull’acqua e nascita del suono dell’acqua “V”

Questo suono non è però percepibile se il Sole è nascosto dalle nuvole, ossia quando l’acqua non viene compenetrata dalle sue forze vitali. Similmente l’acqua che scorre nelle profondità delle grotte emette un gorgoglio strozzato, privo di vita. Dal Sole viene la vita, e l’acqua in cui entrano i raggi del Sole diventa viva, tanto da “cantare” la sua V.

È possibile giudicare anche ad occhio nudo la qualità di un’acqua: se essa scorrendo rimane “liscia” non è di buona qualità eterica, se invece è “oleosa”, non è di buona qualità astrale. Se invece tende a formare vortici, spruzzi, onde, essa è viva e di buona qualità eterica ed astrale.

L’acqua che proviene da un pozzo sotterraneo, dove non giunge la benefica irradiazione solare, non può avere un’elevata qualità. Per aumentarne la qualità bisognerebbe “solarizzarla”, cioè esporla al Sole per almeno 24 ore (ritmo della sua componente spirituale).

Un’acqua di ruscello rimane vitale per circa cinque giorni (l’eterico impiega tre giorni per dissolversi), poi inizia il processo di putrefazione, determinato dal predominio delle forze astrali non più equilibrate da quelle eteriche. Un buon sistema per ritardare il decadimento della vitalità dell’acqua consiste nel mantenerla in movimento nella vasca in cui viene raccolta, magari con un piccolo mulino a vento.

Ricordiamo che acqua in greco si dice nerò, ossia “colei che scorre”.

Il rapporto con l’acqua è complesso, profondo ed importante. Imparare a conoscerla ci aiuta a comprendere la vita, il suo fluire e le sue metamorfosi.

Il percorso che abbiamo abbozzato nel presente lavoro può aiutarci a trovare la giusta direzione in cui lavorare per il miglioramento della qualità dell’acqua, e può fornirci spunti pratici ed applicativi per iniziare da subito questo percorso.

Lavorare con l’acqua significa entrare nella Vita, e questo richiede prima di tutto uno sforzo di coscienza, e poi un profondo impulso del cuore. Ci auguriamo che quanto sviluppato in forma di pensieri nel presente lavoro possa stimolare i cuori ad aiutare e sostenere l’Essere dell’acqua, e attraverso di esso la vita della Terra e di coloro che su di essa vivono la propria evoluzione fìsica e spirituale.

 


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