Morris San ha intervistato Arianna Martini il 06/08/2021. Arianna Martini ha fondato Support and Sustain Children (SSCH) senza nemmeno accorgersene. E’ partita da sola quando è scoppiata la guerra in Siria, poi ogni cosa è venuta da sé. Partiva, cercava di aiutare, tornava e si sentiva persa. Supportata da un gruppo di amici, che sono ancora con lei in questa missione, voleva aiutare meglio e di più, così si sonodati un nome e fondato un’organizzazione che avesse un’anima sempre bianca, anche in mezzo a tanta sofferenza. L’associazione è piccola ma muove progetti per un campo intero, d’estate e d’inverno, per nutrire, curare, coprire, dissetare, ascoltare e soprattutto gettare semi di speranza dove l’odio sembra aver vinto. Ogni mese parte e trasforma le donazioni in progetti di prima necessità: pacchi alimentari, sostegno agli orfani, cure mediche, beni per coprirsi, lavarsi ecc. E’ stato costruito un pozzo e creato due piccole tende scuola. Al campo ci sono loro volontari, con centinaia di bambini, molti dei quali sono orfani. Le famiglie, quando ci sono, sono allo stremo e costrette a vite misere e vuote. L’associazione si finanzia solo tramite donazioni spontanee, dal basso e dalla gente comune che ci segue sui social, oppure tramite iniziative, raccolte fondi e azioni personali. I bambini che si incontrano, anno dopo anno, li vediamo crescere se nulla succede loro negli anni, e sono come piccoli fiori calpestati a cui il mondo ha tolto tutto: infanzia, fanciullezza, diritto allo studio, futuro e speranza. Eppure, questo incontro sta gettando quei semi senza i quali Arianna non avrebbe la forza di continuare: donare a quei piccoli cuori, la speranza che esiste qualcosa di diverso dal freddo, dalla fame e dalla paura. Arianna crede nell’amore in circolo, e che nulla succede per caso.


