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Di Angelo Antonio Fierro

Oggi è necessario sviluppare una medicina della Qualità. Calcoliamo tutto, crediamo di conoscere l’uomo con peso, numero e misura, ma ci sfugge la sua essenza.

La medicina va riscritta e ampliata sulla base dell’individuazione delle Qualità.

Partiamo nel considerare le due primarie: il Calore e la Luce. Per compenetrarle mi sono ispirato all’immagine dell’alveare, costruito dalla Saggezza operante dell’anima di gruppo delle api. Il Calore è evidenziabile nella cella circolare da cui sguscia l’ape regina, la grande madre dello sciame di api e nelle danze circolari per trovare il nettare di fiori vicini; la Luce (fototassi positiva). È lo stesso Rudolf Steiner che parla della forza esagonale di Luce riscontrabile nei cristalli di quarzo, inseribili nelle cellette di cera.

Tutta l’arnia-alveare viene mantenuta a calore costante dall’incessante frullio delle ali, mentre altre api sono indaffarate a cercare il polline dei fiori.

Se dirigiamo il nostro sguardo ad un’altra anima di gruppo animale, le farfalle, esseri scintillanti nella Luce, le scorgiamo intente a volare di fiore in fiore, essenze di Luce solare. Dalla Luce nascono i colori della tavolozza delle ali delle farfalle, che depongono le uova là dove batte il sole. E l’enorme escrezione di acido urico, che ha formula chimica esagonale, poco prima della fuoriuscita della ninfa dalla crisalide, rappresenta la mummia chimica della Luca. Senza essere veggenti possiamo esplorare le Qualità considerandole Forme-Pensiero, nuovi concetti di una visione vivente della medicina. All’inizio sono percepibili con il senso del linguaggio altrui, il senso delle forme, il senso comprendente sia il linguaggio verbale sia quello non verbale, rappresentato ad esempio dai simboli. Le Forme. Pensiero del Calore e della Luce sono percepibili attraverso la pupilla della geometria. Il Calore vivente viene rispecchiato dal cerchio, che è la matrice di tutti i poligoni regolari, e dalla sfera. La forza irradiante della Luce vivente ha come modulo geometrico il raggio e, per estensione, il triangolo e l’esagono, composto al suo interno da sei triangoli equilateri.

La Qualità risaltano se le confrontiamo con le loro polarità ed evidenziamo il medium equilibratore, Il Calore vivente si interfaccia con il Calore moriente (Calore estinguente n.d.c.), il Calore fisico, ed ha come equilibratore l’Elemento del Fuoco. Il Fuoco, come gli altri Elemento, è ambivalente: da una parte distrugge, consuma come il Calore fisico; dall’altra genera, fa sorgere come si comporta il Calore vivente. Pensate al seme nella terra, che darà vita ad una pianta con tanti semi grazie al Calore vivente in essa operante.

La Luce vivente è in polarità con la Forza di Densità della tenebra; l’Aria, con le sue caratteristiche di elasticità, è l’Elemento intermedio: da un lato si dilata, si rarefà come fa la prima, dall’altro si comprime, si tende come la seconda.

Come viaggiano ed operano nell’uomo Calore e Luce?

Entrambi penetrano attraverso i sensi, attraverso la pelle, grande organo sensoriale, e in particolare tramite l’occhio. O attraverso l’aria o gli alimenti.

Le segnature per riconoscere il loro operato, le fessure come le chiamava Paracelso, sono forme geometriche. La Luce esterna contatta le cellule esagonali della cornea, le cellule del cristallino e di uno dei sei strati retinici. Penetra attraverso il rivestimento esagonale degli alveoli polmonari o le cellule principali di forma piramidale dello stomaco, gli esagonali lobuli epatici e le cellule piramidali pancreatiche.

Fino a giungere alle piramidi renali e infine alle fibre muscolari intrecciate ad esagono e ai prismi esagonali delle celle elementari del tessuto osseo.

Come procede il viaggio della Luce dall’interno del corpo?

La partenza avviene con un fiume di irradiazione luminosa dall’apparato vescico-urinario per arrivare ai polmoni, alle cellule piramidali della corteccia cerebrale e all’occhio.

Seguiamo ora il cammino del Calore vivente: compenetra la sfera oculare, i desmosomi della pelle, le cellule rotondeggianti degli alveoli polmonari e le sferiche isole della coda del pancreas. Il Calore vivente viene impulsato dal fegato periferico con i circolari desmosomi dei muscoli e viene condensato nel cuore periferico nei dispositivi circolari delle arteriole.

Che relazione c’è fra la Qualità del Calore vivente e la vita interiore dell’uomo? Costituisce la base per la formazione dell’entusiasmo, indispensabile per l’impegno in ogni attività sociale, mentre all’inverso il Calore moriente, la forza estinguente del Calore è la denigrazione, la critica distruttiva.

E per la Qualità della Luce vivente?

La troviamo nella forza luminosa della conversazione come viene caratterizzata dalla Fiaba del Serpente verde e della bella Lilia, e il dovere goethiano, cioè il CIO’ CHE DEVO FARE È PERCHE’ LO AMO FARE, all’opposto del dovere kantiano, CIO’ CHE DEVO FARE È PERCHE’ LO DEVO FARE, espressione della Luce moriente.

Già perché distinguiamo dalla Luce moriente la Luce morta, la luce decaduta registrata con l’ECG o l’EEG o l’elettromiogramma.

Un corpo vivente necessita di alimenti vitali, di Qualità come quelle del Calore e della Luce. Evidenzio innanzitutto come ad ogni pasto possiamo attivare queste due forze cosmiche con il Ringraziamento e la Benedizione, rispettivamente.

Posso indicare anche alcuni cibi che condensano in sé la Qualità del Calore come i circolari chicchi della quinoa, che una volta cotta si spiralizza; oppure altri che portano la segnatura della Luce vivente come il miele o i piramidali chicchi di grano saraceno. Rudolf Steiner aveva accennato ad una radice di Luce di color bianco, la Licht yam, da consumare fresca tagliandola a rondelle.

Lo Spirito dell’alveare è la prefigurazione di tempi futuri, un’anticipazione, una costellazione stellare e allo stesso tempo un faro per l’uomo dei Tempi nuovi e per il divenire della sua coscienza.

Accompagnamoci con questa immagine per custodire tale scrigno di Qualità.

Angelo Antonio Fierro Medico
antroposofico Budapest,
Aprile 2018

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