468

Radici cristiane della vita sociale

La redenzione del denaro

Comprendere la reale essenza del denaro è quindi indispensabile per poterlo trasformare da strumento di schiavitù e oppressione in mezzo per realizzare libertà e uguaglianza nella vita sociale.

Quando esso sarà usato esclusivamente come corrispettivo del valore economico di merci e prestazioni, sarà collocato al suo giusto posto.

Non sarà più possibile pagare il lavoro umano con del denaro, come si fa con una merce. L’individuo, grazie al reddito di cittadinanza, sarà liberato dalla schiavitù del lavoro ridotto a merce.

Il lavoro acquisterà sempre più un carattere libero, espressione dei propri talenti nel servizio fraterno ai bisogni altrui. Il lavoratore, a seconda delle proprie capacità, potrà migliorare la propria condizione economica e il suo accresciuto profitto sarà la manifestazione della sua capacità di servire al meglio i bisogni del suo prossimo.

Per farlo divenire strumento positivo, al denaro dovrà però essere tolta una sua attuale prerogativa che provoca danni continui alla vita sociale.

E’ la capacità che esso ha attualmente di accrescersi nel tempo, conducendo una specie di vita propria, nel settore finanziario spesso indipendente dall’economia reale.

Una volta compreso che il denaro è un valore corrispondente a merci, che esso è una merce divenuta valore astratto, si dovrà fare in modo che si comporti effettivamente come una merce.

Caratteristica di una merce è di essere consumata, di perdere il suo valore nel tempo. Così dovrà fare anche il denaro, per essere un veritiero misuratore del valore delle merci.

Si dovrà trovare il modo per far sì che il denaro deperisca così come le merci vanno verso il loro consumo. Non sarà allora più possibile, come avviene oggi, che si possa guadagnare denaro da denaro, attraverso interessi su titoli finanziari che spesso non hanno alcuna relazione con reali processi produttivi. Il denaro potrà dare un guadagno solo quando sarà usato per investimenti che muovano reali processi produttivi.

Questi processi produttivi, a loro volta potranno dare un utile solo quando risponderanno a reali esigenze dei consumatori, dato che lo Stato non interverrà con sovvenzioni che mantengano in vita aziende non più richieste da reali bisogni. Infatti non sarà più necessario salvare posti di lavoro.

Aziende non più utili economicamente potranno chiudere o riconvertirsi liberamente secondo necessità puramente economiche, dato che il diritto alla vita dei lavoratori e di ogni membro della comunità sarà comunque garantito dal reddito di cittadinanza.
(continua)

Stefano Freddo

Share This