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Radici cristiane della vita sociale

L’humus

In questa piccola parola è contenuto un grande segreto. E’ qualcosa che ha a che fare non solo con la vita della natura, ma con un aspetto essenziale dell’evoluzione dell’Umanità e della Terra.
Basti considerare per prima cosa che la parola humus si trova come radice nella parola Uomo, Umano. Anche la parola Adamo ha lo stesso significato. Significa “fatto di terra”.

Questa osservazione ci mostra che anticamente esisteva una conoscenza di tale profonda relazione tra l’umanità e la terra, relazione che viveva allora in modo istintivo e che è andata progressivamente perduta per la coscienza umana.

Oggi però tale profonda relazione sta riconquistando valore per moltissimi esseri umani e viene sperimentata attraverso la visione della distruzione planetaria che noi stessi stiamo causando e che in sostanza è la nostra stessa autodistruzione.

Ma tale presa di coscienza non si dimostra ancora sufficiente per suscitare le forze di volontà in grado di invertire la rotta.

La coscienza comune infatti non riesce ancora ad afferrare le relazioni interiori, realmente spirituali e pienamente pratiche, che vivono nel rapporto tra la vita della terra e la vita umana, e che si possono vedere rispecchiate anche nei processi della vita sociale.

L’osservazione dell’humus, di questa preziosa sostanza che è il fondamento della vita sulla Terra, ci può condurre a far luce intorno ad alcuni di questi segreti manifesti.

Per un’osservazione puramente esteriore, l’humus si trova localizzato nelle regioni del pianeta coperte di vegetazione ed è presente in quantità minime soprattutto nello strato superficiale del terreno, che può variare da pochi centimetri a qualche decina di centimetri al massimo.

Questo sottile strato di terreno fertile si trova in mezzo tra la roccia madre più profonda e ciò che si sviluppa nell’atmosfera al di sopra del suolo. Rispetto alla massa totale della terra, esso costituisce una quantità assolutamente trascurabile, potremmo dire “omeopatica”, che non ha valore per il suo peso, ma per il significato che assume in rapporto alla vita.

Nell’ambito del vivente si esce infatti da rapporti puramente quantitativi.
Dal punto di vista della sostanza, l’humus deriva dall’unione di resti in decomposizione di piante e animali, di escrementi animali con particelle minerali del terreno derivanti dalla disgregazione della roccia madre ad opera degli agenti atmosferici e climatici e delle radici delle piante in crescita, che penetrano negli strati profondi del terreno.

Già queste prime osservazioni ci indirizzano allo studio dei processi, primo gradino di un’osservazione vivente.
Ci accorgiamo subito che l’humus si produce in primo luogo perché qualcosa muore, si forma dalla morte di organismi viventi e dalle loro escrezioni, tutto ciò unito a parti già morte in quanto minerali.

Ma queste parti morte o morenti vengono accolte dagli intimi processi viventi del terreno e grazie ad un’azione colma di saggezza ad opera degli elementi e degli organismi del terreno viene effettuata una sorta di digestione.

Le parti vengono portate alla massima disgregazione per essere poi riunite in un complesso organico unico, si dissolvono per rinascere a vita nuova.
Nella formazione dell’humus varchiamo esattamente il sottile confine oltre il quale, per la Terra intera, la morte diviene vita.

Questa terra vivificata diviene il grembo nel quale, una volta posto il seme, avviene la fecondazione che genera la nuova pianta.
Ora il nuovo essere vegetale può crescere grazie al nutrimento vitale assicurato dall’humus, questa sostanza neutrale (anche chimicamente circa ph 7), che non fa distinzione tra le diverse piante, ma nutre in egual misura le coltivate e le cosiddette infestanti.

Può risultare così evidente la corrispondenza tra ciò che in natura è l’humus e la sfera politica della vita sociale. Entrambe costituiscono una zona mediana di equilibrio tra due polarità.

E come la formazione dell’humus deriva da processi di morte, ugualmente le risorse per l’azione della sfera giuridica ricavate dalla tassazione, dovrebbero provenire dal processo del consumo, come già accennato.

(continua)

Stefano Freddo

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