468

Radici cristiane della vita sociale

Significato della morte

Nella parabola, quando il figlio vede la sua misera condizione “ritorna in se stesso”. Da questo possiamo comprendere che l’esperienza del dolore, della privazione, della separazione e della morte ha a che fare con la nascita della coscienza individuale, dell’autocoscienza.

Se andiamo all’Antico Testamento, al libro della Genesi, scopriamo che l’autore collega il primo apparire della morte per l’umanità coll’aver essa gustato dell’albero della conoscenza. E questo ha anche come conseguenza la percezione di sé. Non appena essi mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza, si accorsero di essere nudi, videro per la prima volta se stessi.

Anche secondo la fisiologia, l’attività di percezione e rappresentazione è possibile grazie al cervello, ai sensi e i nervi ad esso collegati, che nell’insieme costituiscono la parte più morta e mineralizzata dell’organismo, nella quale le cellule mantengono una minima attività vitale, ma sono prive della capacità riproduttiva.

Qui, al posto della capacità riproduttiva biologica, subentra la facoltà di riprodurre immagini di pensiero. Per contrasto nel polo del ricambio e delle membra predominano processi di calore, di vita e costruzione, ma l’attività cosciente è ridotta al minimo.

Quando infatti in questa organizzazione percepiamo qualcosa, significa che i processi sono alterati; e ciò si manifesta come fastidio e dolore. Quando non percepiamo altro al di là di un generale senso di benessere, allora tutto è in ordine.

Nella sfera mediana, quella del ritmo, della respirazione e della circolazione, si ha un equilibrio, un oscillare del pendolo. Inspirazione e sangue arterioso legati all’ossigeno sono in relazione col polo vitale, espirazione e sangue venoso sono collegati all’anidride carbonica e al polo morto della coscienza.

Quindi l’organizzazione dei nervi e dei sensi che ha il suo centro nel capo è la base della coscienza di veglia e qui noi siamo desti; in quella inferiore del metabolismo e del ricambio predomina l’attività vitale e qui noi dormiamo; quella ritmica del petto è il fondamento del sentire e qui siamo immersi in una coscienza di sogno.
(continua)

Stefano Freddo

Share This