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Radici cristiane della vita sociale

Associazioni economiche

La relazione fra le imprese economiche e i consumatori è oggi alquanto problematica.

Molti sono i motivi che determinano questo difficile rapporto. Si pensa comunemente che il benessere economico cresca col crescere della produzione. In realtà il valore economico di una merce appare nel momento della compravendita, come abbiamo osservato in precedenza.

E’ il consumatore che dà il valore ad un prodotto nel momento in cui l’acquista. Nel momento in cui un prodotto viene consumato, esso esce dal processo economico e questo fatto mette in moto una nuova produzione. Il processo economico ha quindi origine dal lato del consumo.

Se questo divenisse chiaro, l’organizzazione della produzione si modificherebbe. Si renderebbe necessario, prima di avviare una attività economica e durante il suo svolgimento, conoscere le richieste dei consumatori relative ad un certo prodotto e anche sapere quali aziende esistano già in quel ramo di produzione in un certo distretto economico.

In mancanza di ciò si verificheranno continue oscillazioni nella produzione, che sarà eccessiva o scarsa.
Quando un bene è prodotto in misura superiore alla domanda il suo prezzo diminuisce e non può ripagare le spese di produzione.

Quando invece è prodotto in misura inferiore alla domanda il suo prezzo aumenta e il consumatore subisce un danno. Il giusto prezzo, quello che riesce a soddisfare le esigenze sia del consumatore che del produttore, si ottiene quando un bene è prodotto secondo la misura e la qualità richieste dal consumo.

Un altro fattore è la mancata comprensione del compito che ha il commercio. Esso consiste nella cura del sano rapporto tra produzione e consumo.

Il commerciante non è solo colui che vende il prodotto. Egli comunica al produttore le richieste dei consumatori e informa i consumatori circa le problematiche della produzione, la qualità e la disponibilità dei prodotti.

La cura delle relazioni tra produzione, circolazione e consumo delle merci è oggi alquanto trascurata. La produzione è mossa prevalentemente dalla necessità dei produttori di avere un reddito, ma ha scarsa coscienza dei bisogni dei consumatori.

Anche la distribuzione è mossa dalla logica del guadagno immediato. Il fenomeno dell’allungamento della cosiddetta filiera economica, dell’aumento dei passaggi dalla produzione al consumo, è un chiaro esempio di come non si abbiano a cuore le necessità dei consumatori.

Molto spesso accade che un prodotto agricolo venga acquisito da un consorzio di produttori, il quale poi lo passa ad un grossista che a sua volta lo rivende ad un distributore.

Questi poi lo distribuisce ai negozianti che lo rivendono ai consumatori finali. A volte i passaggi sono ancora maggiori. Il prodotto percorre su questa via centinaia di chilometri e magari poi lo si ritrova nel negozio del paese da cui era partito.

In questo modo il prezzo dalla produzione al consumo aumenta tre o quattro volte, spesso anche di più. Il consumatore viene perciò scoraggiato, con grave danno per tutta l’economia. Il consumatore viene invece favorito quando il prodotto passa dal produttore al consumatore attraverso la via più diretta possibile.

Oggi, come reazione all’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli causato dall’allungamento della filiera economica, si sta assistendo alla diffusione della vendita diretta dal produttore al consumatore.

Questa modalità rappresenta sicuramente un miglioramento immediato per entrambi, ma non risolve il problema alla radice. Poniamo ad esempio che nel mercato di una città comincino a recarsi alcuni contadini a vendere i loro prodotti.

I consumatori saranno sicuramente contenti di trovare prodotti freschi a prezzi vantaggiosi e i contadini potranno vendere bene tutto ciò che producono. Questo vantaggio economico stimolerà altri contadini della regione a fare altrettanto e al mercato aumenteranno i punti vendita dei produttori agricoli. Arriverà un momento in cui i prodotti offerti al mercato supereranno le richieste dei consumatori.

Allora inizierà la concorrenza tra i contadini che si contenderanno i clienti attraverso l’abbassamento dei prezzi . Ciò farà contenti in un primo tempo i consumatori , ma i produttori ne avranno un danno. Il livello troppo basso dei prezzi indurrà molte aziende ad abbandonare determinate produzioni, che dopo un certo periodo diverranno nuovamente scarse, con conseguente aumento dei prezzi.

Questi continui squilibri e danni saranno evitati quando produzione e commercio saranno organizzati in misura adeguata alla richiesta del consumo.

Ciò potrà essere realizzato da una economia non più organizzata secondo il principio della concorrenza, ma secondo quello della ASSOCIAZIONE, ad esempio nel modo seguente. Una o più persone con capacità di instaurare relazioni si occuperanno del commercio.

Esse svolgeranno un’indagine approfondita tra i consumatori che si recano al mercato, per conoscere le necessità di prodotti agricoli nel corso dell’anno. I dati raccolti verranno riuniti e valutati unitariamente e quindi saranno convocati i contadini interessati alla produzione.

Essi cercheranno di trovare un accordo tra loro per dividersi la produzione secondo la loro competenza e la vocazione produttiva della loro azienda (caratteristiche del terreno, organizzazione aziendale e così via).

Gli agricoltori potranno concentrarsi esclusivamente sulla produzione, non dovendo più andare a vendere al mercato e la qualità dei prodotti migliorerà.

I commercianti potranno inoltre invitare i consumatori a prenotare per tempo i prodotti, in modo che i contadini possano organizzare meglio la produzione. Incontri periodici tra rappresentanti dei consumatori, dei produttori e dei commercianti favoriranno la conoscenza delle esigenze reciproche e il miglioramento del servizio.

Una tale modalità organizzativa potrà essere gradualmente estesa anche ad altri settori dell’economia, secondo l’esperienza già acquisita e attraverso un’adeguata formazione delle capacità sociali. Sarà poi possibile instaurare relazioni e associazioni anche fra diversi distretti economici.

La vita sociale, con la sfera economica che ne fa parte, è un organismo vivente e può essere compresa e organizzata solo attraverso capacità sociali che oggi gli uomini devono sviluppare.

Come il nostro organismo corporeo si ammala quando uno solo dei suoi organi è sofferente, così il processo economico si ammala quando una delle sue parti non viene curata adeguatamente.

E come nel nostro organismo esiste un ordine superiore compenetrato di saggezza che armonizza tra loro i processi dei singoli organi per realizzare un sano processo unitario, così è necessaria una amministrazione unitaria della sfera economica, che mantenga in salute ogni sua parte a vantaggio del tutto.

Ma il risanamento dell’economia non potrà scaturire dalla vita economica stessa. Solo una libera vita spirituale potrà favorire la formazione dei talenti necessari ad una sana vita economica, nella quale sia possibile sperimentare realmente la FRATERNITA’ come legge fondamentale.

Consideriamo ora nuovamente le parole del Cristo : “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Ora ci può apparire più chiaro il loro significato, da quanto è stato fin qui considerato. Tutto ciò che ha a che fare con la vita economica dipende dall’essere umano e dal suo rapporto con la natura. I suoi bisogni e interessi di consumatore dipendono dal suo essere naturale e animico-spirituale in continuo divenire.

Così anche lo sviluppo delle capacità dei produttori, dei commercianti e degli amministratori derivano dalla vita culturale-spirituale.

E la giusta relazione tra l’economia e la natura si realizza ugualmente attraverso una conoscenza delle leggi della vita, anch’essa possibile solo grazie alla libera vita spirituale.

In questa cura dell’elemento individuale dell’uomo e della realtà vivente della natura possiamo tradurre il senso delle parole: “Cercate prima il Regno di Dio”.

E la maniera in cui il lavoro si può inserire in modo sano nell’economia dipende dalla coscienza della GIUSTIZIA, della dignità umana, la quale viene sperimentata nella sfera propriamente politica della vita sociale.

(continua)

Stefano Freddo

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