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Radici cristiane della vita sociale

Il sostegno alla guerra

Anche la potenza della guerra e del militarismo si regge sul ricatto del posto di lavoro.

A ventitré anni partecipai alle iniziative e manifestazioni di protesta contro l’installazione dei missili a testata nucleare nella base militare di Comiso, in provincia di Ragusa, recandomi là in due diverse occasioni.

Ricordo molto bene che noi pacifisti eravamo malvisti dalla popolazione locale. Il motivo era uno solo: la realizzazione della base missilistica portava un grosso beneficio all’economia locale che versava in precarie condizioni; creava molti posti di lavoro per gli abitanti, per non parlare dei molti militari in arrivo che avrebbero acquistato e consumato i prodotti del paese; noi eravamo considerati come dei guastafeste.

Anche nel caso del progettato ampliamento della base militare americana di Vicenza, gli oppositori si trovano in difficoltà.

L’argomento vincente è sempre il medesimo; non si insiste tanto sulle esigenze della difesa militare, quanto piuttosto sui benefici per l’economia della città.

Questo è il motivo che fa accettare alla maggioranza dei cittadini una scelta che interiormente i più non gradiscono.
Anche la necessità dell’energia nucleare viene oggi sostenuta a gran voce da molti che dopo Cernobyl erano contrari. Il motivo è sempre lo stesso: la crisi economica e la necessità di creare posti di lavoro possono far accettare una scelta che si presenta in apparenza come più conveniente, mettendo in secondo piano i danni ambientali e alla salute umana.

Il posto di lavoro e la promessa di vantaggi economici, soprattutto in periodi di crisi, divengono anche lo strumento attraverso cui si acquista e si mantiene il consenso politico.

Oggi chiunque voglia essere eletto come rappresentante politico deve promettere posti di lavoro e crescita economica.

(continua)

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