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Radici cristiane della vita sociale

Essenza dell’economia

L’essere umano ha dei bisogni. Da dove provengono tali bisogni? In primo luogo dal suo essere corporeo; egli ha bisogno del cibo, del vestito, di un’abitazione.
Anticamente gli uomini conducevano una vita più istintiva, più legata alla natura e la loro economia era più essenziale e primitiva.
Col progredire della civiltà si è accresciuta la capacità di soddisfare i bisogni umani; si sono affinate le tecniche di coltivazione, allevamento, caccia e pesca, costruzione, ecc.. Gli uomini avevano anticamente una coscienza istintiva del fatto che essi traevano il loro sostentamento dai doni della terra e del cielo, ai quali si sentivano uniti da un profondo sentimento religioso.
Tutto ciò poi si è trasformato e, con l’avvento della scienza moderna, l’accresciuta capacità del pensiero umano ha portato all’emancipazione graduale dell’economia dalla vita religiosa.
Sono nate poi le economie nazionali, legate ai moderni stati politici, e oggi ci troviamo nella cosiddetta economia mondiale. Questa descrizione è sommaria; vuole solamente accennare al fatto che la vita culturale dell’umanità e la conoscenza scientifica e tecnica che ne sono derivate si sono messe sempre di più al servizio dei bisogni umani.
In questo modo si è trasformato anche il modo di lavorare dell’uomo. Singoli uomini con particolari predisposizioni e talenti si sono specializzati in particolari produzioni. Da una condizione primitiva di economia di sussistenza, si è arrivati gradualmente alla moderna divisione del lavoro, attraverso la quale ognuno realizza una particolare produzione per i bisogni di una più ampia comunità.
Le merci prodotte in tal modo vengono poi messe a disposizione di chi ne ha bisogno attraverso la circolazione e il commercio.
La vita economica consta quindi di produzione, circolazione e consumo delle merci.
Da che cosa è messo in moto il processo economico? Esso inizia dal lato del consumo, in relazione ai bisogni umani. All’esistenza di tali bisogni provvede la natura.
La cultura si occupa della loro educazione da un lato; dall’altro ricerca le conoscenze che possono portare ad una loro efficace soddisfazione.
I bisogni umani non nascono quindi dal processo economico, ma ne sono all’origine, così come lo sono i processi della natura. Come abbiamo osservato nell’esempio della coltivazione della pianta, il lavoro dell’agricoltore deve tener conto da una parte del bisogno di alimenti del consumatore e dall’altra delle condizioni naturali (fertilità del terreno, clima, piovosità, ecc.) entro le quali si trova ad operare.
Solo attraverso la conoscenza dell’uomo e della natura la produzione potrà poggiare sopra una base sana. Da essa deriveranno prodotti adatti all’alimentazione e ottenuti nel rispetto della vita della terra. La moderna agricoltura non soddisfa tali esigenze.
Essa è incapace di produrre alimenti veramente adatti all’uomo e inoltre mina alla radice le stesse condizioni di vita della terra, attraverso l’erosione della fertilità e l’inquinamento chimico.
(continua)
Stefano Freddo
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