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Radici cristiane della vita sociale

Essenza della politica

Se il compito della vita culturale e dell’educazione è la cura dei talenti individuali, se quello dell’economia è la soddisfazione dei bisogni e degli interessi, anch’essi individuali, quello della vita politica e statale si fonda su ciò che tra gli esseri umani è comune e indipendente dalle differenze individuali. Il già citato art. 3 della Costituzione afferma infatti: “Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, all’art. 2, primo comma, recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.

Nella sfera politica della vita sociale entriamo nel campo d’azione del principio di UGUAGLIANZA, che ha a che fare con i diritti e i doveri comuni agli esseri umani.

Per affermare l’uguaglianza degli esseri umani, noi dobbiamo fare astrazione da ogni particolarità individuale. Che cosa rimane dopo aver tolto all’individuo ogni sua caratteristica particolare? Rimane solamente il fatto di essere in generale un essere umano. E qual’è l’elemento che caratterizza l’essere umano? E’ appunto il fatto di potersi elevare all’individualità, di poter divenire un IO, come abbiamo osservato in precedenza..

Ciò appare come un paradosso, ma come ogni paradosso si risolve se ci innalziamo ad un punto più elevato di osservazione.

Se noi consideriamo le caratteristiche che distinguono gli individui citate nell’articolo 3 della Costituzione e nell’articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, potremo notare che esse non si riferiscono propriamente alla vera individualità umana.

Razza, colore, lingua, origine nazionale, dipendono dalla nascita e in parte vi dipendono anche la condizione sociale, la ricchezza, le opinioni politiche o di altro genere, legate alla educazione che si è ricevuta nel proprio ambiente.

Nel corso dell’evoluzione personale si diviene progressivamente maturi per intraprendere una propria vita autonoma; attraverso la nostra capacità di giudizio e azione possiamo modificare alcune delle condizioni in cui la vita ci ha posti fin dalla nascita.

Così come si possono imparare lingue diverse da quella natale, si può modificare la propria condizione sociale, la propria fede religiosa, le proprie convinzioni e così via.

Quest’opera la compie in ogni essere umano l’io individuale, in relazione col proprio ambiente, nel posto in cui si trova nella vita. In questa opera di trasformazione l’individuo si emancipa gradualmente da ciò che lo determina da fuori e grazie a ciò inizia la possibilità della libertà.

Ora, la coscienza morale dell’umanità moderna, ha sentito che il compito della politica è proprio quello di creare le condizioni affinché possa rendersi effettiva una tale libertà individuale, è quello di dare ad ogni individuo PARI OPPORTUNITA’ di poter sviluppare ed esprimere i propri talenti, di poter manifestare e soddisfare i propri bisogni e interessi indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalla classe sociale a cui appartiene.

Un individuo non dovrebbe quindi essere giudicato esclusivamente secondo le caratteristiche che fanno di lui un appartenete ad un popolo, ad una classe sociale, ad un gruppo culturale o economico. La sua dignità è legata infatti all’esistenza del germe individuale nascosto in lui.

Con Novalis, possiamo affermare: “Noi non siamo affatto IO, ma possiamo e dovremmo divenire IO. Poiché infatti siamo germi di un IO in divenire”…

Le condizioni in cui si trova a vivere un essere umano dipendono dal PASSATO.

Ciò che egli vorrà fare di se stesso è in relazione col DIVENIRE e trae impulso dal FUTURO.

Compito della vita politica, del diritto, è di creare nel PRESENTE il terreno sociale sul quale il germe individuale possa crescere liberamente.

(continua)

Stefano Freddo

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