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Radici cristiane della vita sociale

Introduzione

Oggi viviamo un tempo di dure prove per l’umanità, prove che sembrano destinate a diventare sempre più dure. L’idea che il progresso della civiltà, quale si è venuto configurando finora, potesse portare a soluzione i problemi della vita umana si sta sempre più dimostrando un’illusione, di fronte all’aggravarsi delle condizioni di povertà, allo sfruttamento crescente degli esseri umani, ai continui conflitti che esplodono e che interessano ambiti sempre più vasti della vita, anche nei paesi dove la pace sociale sembrava conquistata definitivamente. Non appena una minaccia sembra scongiurata ne sorge subito una nuova. Ci si trova di fronte ad un “ nemico” la cui natura non si riesce a riconoscere chiaramente e le misure che vengono escogitate per combatterlo sembrano aggravare la situazione. Il senso di insicurezza generale fa sì che appena un muro è abbattuto ne sorgano poco dopo altri, all’interno dei quali ci si illude di stare al sicuro e di poter conservare indefinitamente le proprie consuetudini e comodità di vita. Il senso di impotenza aumenta, anche di fronte alla crescente distruzione delle condizioni di vita della Terra, processo che appare inarrestabile nonostante tutti i tentativi di porvi un freno da parte della politica mondiale. L’umanità si sente come su un treno che va verso il precipizio essendo sfuggito al controllo del manovratore.

Se si osserva più attentamente la situazione, si deve però riconoscere che le condizioni caotiche e ingovernabili del presente “ordine” sociale sono state originate da noi stessi, dai pensieri e dalle idee con cui abbiamo creduto di padroneggiare le condizioni di vita dell’umanità. Il treno che va verso il precipizio è stato progettato da noi e dovremmo riconoscere che non l’abbiamo pensato giustamente in relazione al suo scopo.

Solo questo necessario riconoscimento ci può consentire di trovare un nuovo punto di partenza. Ci occorre un diverso sguardo sulla realtà del mondo e dell’essere umano, in grado di conoscere le forze operanti nella vita sociale, non solamente i fenomeni per come ci si presentano.

Il tempo della prova può divenire quello propizio per mutare atteggiamento e sguardo, per una reale conversione.

Non appena ci rendiamo conto che l’origine e lo scopo dell’operare sociale è l’essere umano concreto, ogni singolo essere umano, possiamo sperare di trovare in esso la soluzione dell’enigma sociale. Abbiamo trovato il punto in cui si concentra la complessità della vita e ora abbiamo la possibilità di ridurre all’essenziale tale complessità.

Sul finire del XVIII secolo furono proclamate le idee di LIBERTA’, UGUAGLIANZA E FRATERNITA’, come le tre realtà nelle quali si sentiva riassunta l’aspirazione umana alla sua vera meta. Allora non si fu in grado di trovare la via alla loro realizzazione e, fino ai nostri giorni, non si è progrediti di molto. Nella nostra vita sociale sembra che queste tre esigenze cozzino continuamente tra loro e tuttavia non possiamo che tendere a ciascuna di esse col nostro più profondo sentire.

Questo scritto vuole stimolare un’osservazione di queste tre idee originarie nella loro essenza, per cercare poi di farci suggerire da esse come configurare l’organismo sociale. Se saremo in grado di percepirle come entità attive attraverso l’essere umano e non come astrazioni, potremo coglierne tutto il significato e la portata.

L’anelito allo sviluppo della piena umanità che vive in esse, può vivere in ogni essere umano che le accolga nell’interiorità come guide e compagne, scoprendo grazie ad esse, passo dopo passo, il proprio vero essere.

Come accennato nella prefazione, procederemo nella nostra osservazione da tre prospettive diverse, che possono illuminarsi vicendevolmente. La prima è relativa all’essere umano, con i suoi propri bisogni e necessità, riconosciuti anche nei principi ideali contenuti nelle moderne Costituzioni democratiche. La seconda ci avvicina a ciò che si può osservare nel regno del vivente, nelle relazioni tra gli esseri e i processi della natura; cercheremo di osservare alcune analogie tra l’organismo sociale e quello naturale. La terza riguarda l’impulso del Cristo, per come ci può apparire attraverso la considerazione di alcuni passi dei Vangeli, avvicinati con un atteggiamento diverso da quello confessionale. Tenteremo di scoprire quel Cristianesimo universalmente umano, in relazione al nostro più intimo nucleo interiore, da cui possono scaturire possibilità di vita sempre rinnovate per la comunità umana.

Questo modo di procedere potrebbe sembrare a tutta prima strano e inusuale. Esso tuttavia deriva dall’esperienza di vita dell’autore e come tale viene presentato, con la fiducia che il lettore lo possa comprendere ed elaborare ulteriormente, secondo le proprie esperienze e a partire dalle proprie domande sulla vita.

Non ci si deve attendere da questo scritto una trattazione sistematica ed esauriente della questione sociale, cosa impossibile trattandosi di una realtà vivente e in continua evoluzione. Questo lavoro avrà raggiunto il suo scopo se, mediante l’attiva partecipazione del lettore, saprà suscitare in lui la chiara visione di nuove possibilità evolutive insite nella volontà di ogni essere umano, specialmente nella propria, quando sia liberata attraverso l’esperienza della verità.

“Conoscerete la verità e la verità vi libererà” (Gv. 8,32).

(Continua)

Stefano Freddo

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