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Dalla Sua obbedienza è nata la Salvezza dell’Umanità

L’Annunciazione

La parola “obbedire”, nel linguaggio comune significa eseguire degli ordini, sottostare ad un’autorità, ma la parola obbedire (dal latino abaudire) in realtà significa “ascoltare”.

Maria, quando ha obbedito, ha sempre ascoltato e testimoniato con la sua vita la Parola e la Volontà di Dio.

L’ascolto profondo, intimo, di cui parliamo, implica l’uso del cuore, del sentire, e non solo del pensiero. Possiamo dire che Maria ha usato la coscienza e l’intelligenza del cuore per ascoltare Colui che voleva solo il bene per Lei (e tramite Lei per tutta l’umanità), e Lei ha aggiunto a questa qualità del cuore la Sua caratteristica che è la Forza, ed ha tradotto in azioni ciò che il cuore ha percepito.

La condizione necessaria per ascoltare, per obbedire, è l’anelito, l’aspirazione a farlo, lasciando tutto il vissuto dell’anima fuori dal dialogo che si instaura quando Dio incomincia a parlare nel cuore di chi ascolta.

Maria, nel suo aspetto di Anima Natanica, si era già preparata a dire “sì” all’Arcangelo Gabriele. Quel Sì che ha cambiato le sorti dell’umanità ormai perduta, lo ha pronunciato nella pienezza del suo Io Superiore.

Ha manifestato la Sua coscienza quando ha chiesto all’Arcangelo Gabriele come avrebbe fatto a diventare Madre “non conoscendo uomo”.

Ha usato la sua autocoscienza e, visto che libertà è determinarsi nell’autocoscienza e che Dio Padre può essere caratterizzato come la Coscienza delle Coscienze, Lei, con il Suo agire cosciente, ha “conosciuto” Dio. Da tutto ciò risulta straordinario come da un “semplice” atto di profondo ascolto l’umanità abbia avuto la possibilità di salvarsi.

Quel Sì ha portato a manifestazione la venuta del Gesù prima e del Cristo dopo. Quando l’anima cerca con sincerità e umiltà Dio è Lui stesso che le va incontro.

Maria ha sempre obbedito al Padre e alla legge ebraica. Possiamo vederlo nei seguenti episodi del Vangelo:

– All’Annunciazione;

– Nella fuga in Egitto;

– Alle Nozze di Cana;

– Alla crocefissione di Gesù;

– Dopo la resurrezione quando scende il Paraclito sugli apostoli. Ha obbedito alla legge ebraica:

– Quando presenta Gesù bambino al tempio;

– Quando va al tempio con Gesù dodicenne.

Fermiamoci a questi due ultimi episodi. Quando Maria va al tempio con Gesù per farlo circoncidere, Lei obbedisce alla legge, ma interiormente era già libera da questa; lo fa per Amore di tutti coloro che Le vivono intorno e che non erano liberi dalla legge ebraica, o meglio, dalla forma rigida che portava la legge stessa.

In quell’occasione incontra i padrini di Gesù, Simeone ed Anna la Sacerdotessa. Anche questi due personaggi li possiamo definire obbedienti e successivamente vedremo come.

Il secondo episodio fa riferimento al momento in cui Maria non avendo riconosciuto in Gesù suo Figlio

(la scienza dello spirito ci insegna che in Lui era sceso l’Io di Zarathustra), Gli chiede il motivo della sua assenza e Lui, usando parole apparentemente dure, Le risponde ” … perché mi cercavate, non sapevate che è opportuno che io sia in cose del Padre mio? … “. 

La fuga in Egitto -Giotto, Cappella degli Scrovegni (Padova)

Maria accetta silenziosamente questa risposta e custodisce tutte le parole nel Suo cuore. Tutto ciò non fa di Lei una donna dimessa ma un’Entità meravigliosa ricolma di tutte le Grazie che il Padre riversa continuamente in Lei.

Vediamo nei vari episodi della Sua vita come Lei, Maria, ha obbedito e osserviamo che l’elemento che li accomuna è la Fede incrollabile in Dio, la certezza in Dio.

Grazie a questa forza interiore, Ella ha sempre saputo vedere, cogliere, il punto di vista, il Progetto di Dio. Lei, portatrice della Forza del Cuore, del Coraggio, non ha mai vacillato nel Suo rapporto intimo con Dio, e questa virtù, questo dono, lo ha incarnato in Lei tanto da farla diventare il Cuore dei Cuori, la Madre dell’umanità, donando tutta sé stessa per la sua evoluzione spirituale.

Quando fugge in Egitto si fida del sogno fatto dal suo sposo, rispetta la sua autorità e lo segue nel viaggio, fidandosi del comando che il Padre le da.

L’obbedienza di Maria è silenziosa. Ella conserva nel suo cuore tutte le parole, e lo fa consapevolmente. Il suo è un silenzio che possiamo caratterizzare come “abitato”, pieno di dolcezza, di armonia, di equilibrio, di completezza, di Amore.

Maria rimane in silenzio anche quando Simeone le presagisce che una spada avrebbe trafitto la sua anima. Maria manifesta costantemente l’Amore Operante del Padre e scioglie il cuore delle persone che Le stanno vicino. Sa sempre cosa fare per l’anima di chi incontra.

le Nozze di Cana-Giotto- Cappella degli Scrovegni (Padova)

Alle Nozze di Cana, Maria obbedisce ad un silenzioso comando: invitare Gesù a trasformare l’acqua in vino. Lei sa che anticipa il tempo di Gesù, ma è come se Gli dicesse: “coraggio, Io sono con te, fai ciò che anche tu senti dentro il Tuo cuore”.

Lei sa sempre cogliere il proprio kairos, il tempo opportuno, quello di Suo Figlio e dell’umanità. Maria vicino alla croce non piange, non si dispera, ma coglie tutto ciò che deve e vuole vivere nella pienezza del Suo essere e aiuta, sostiene il Suo Amato Figlio a morire.

Quale Amore e obbedienza più profonda di questa avrebbe potuto compiere?

Obbedisce al Padre anche quando richiama al cenacolo gli apostoli sui quali scende lo Spirito Paraclito.

Maria manifesta così sempre più di essere l’archetipo di tutte le anime.

Altre donne nei Vangeli hanno obbedito alla volontà del Padre in maniera diversa da Maria, vediamole.

Pensiamo alla Maddalena, alla sua determinazione, alla sua forza, al suo ardire, alla sua trasformazione interiore conquistata con la tenacia e l’amore per Dio, tanto da farle acquisire durante la sua evoluzione il grado di Maria Silente.

La Maddalena porta in sé la forza che non cede nemmeno davanti alla morte di Gesù. Lei gli rimane vicino sempre; anche dopo la Sua morte sente che deve andare al Sepolcro. Lì scopre che la pietra è stata tolta e torna con Pietro e Giovanni e dopo aver visto il Sepolcro vuoto testimonia agli altri apostoli che Gesù è risorto.

Successivamente fa ancora un passo in avanti verso l’ultimo gradino di iniziazione, e grazie alla voce del Risorto lo riconosce, e anche in questo caso annuncia a tutti la resurrezione di Gesù.

Tutto ciò che vive in lei lo ha conquistato con la conoscenza, con la coscienza. Ha donato tutta sé stessa per incontrare Dio e Dio l’ha fatta diventare la Sposa della Nuova Comunità.

Anche la Samaritana è obbediente perché nel suo dialogo con Gesù dice la verità. Accetta di entrare in sé stessa per scoprire il suo Io Superiore.

La Crocefissione-Grunewald-pala d’altare conservata a Colmar nel museo d’Unterlinden

La sua conoscenza non è figlia del dolore, ma della coscienza. Il suo cuore si è aperto e il travaglio della sua anima è stato soave e leggero. La fiducia in Dio le ha dato in premio la gioia dell’incontro con il Cristo che le ha cambiato la vita.

Un’altra figura femminile obbediente è Anna la Sacerdotessa, che nella sua solitudine ricca di preghiera, di devozione, di venerazione per Dio diventa la Madrina di Gesù.

La sua attesa viene premiata. Elisabetta, la cugina di Maria, Madre di Gesù, obbedisce al Padre lasciandosi trasformare dall’Amore che le porta la cugina. Obbedisce rinforzando sé stessa quando, trasgredendo la legge ebraica, e superando il legame di sangue con i suoi parenti, proclama che il nome di suo figlio sarebbe stato Giovanni.

Tratto dalla rivista “Albios” 

 

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