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LE 4 ECOLOGIE
Nel realizzare un edificio è bene valutare tutto ciò che può creare disarmonie. Esse possono essere di origine/natura fisica (sostanze inquinanti, faglie), eterico/vitale (ambiente impoverito, alta antropizzazione, falde), animica (ambienti o forme portatrici di disarmonia o divisione (geopatologie) e spirituale (presenze negative, vicinanze con cimiteri).
Sulla base di ciò siamo chiamati a individuare quali interventi equilibratori attuare in quanto un edificio per caratterizzarsi come “ecologico” è bene che valuti e rispetti tutti e quattro i livelli di “ecologicità” visti.

Il lavoro che segue vuole essere uno stimolo per tracciare le prime linee guida volte alla realizzazione di un edificio ecologico per tutto l’essere umano: fisico, eterico-vitale, animico, spirituale, evolutivo “toccando” anche gli aspetti igienici e terapeutici.
Tocchiamo ora gli aspetti principali delle quattro ecologie.

ECOLOGIA FISICA
E’ legata alla scelta dei materiali e ciò a sostegno della vitalità di chi vi soggiorna. Ogni materiale possiede una specifica origine, un processo di elaborazione della materia prima ed una evoluzione.

Essa può essere inserita nei “disegni” della Natura oppure può derivare da un lavoro/interesse dell’uomo. Questi ultimi sono i materiali artificiali che non trovano corrispondenza naturale e quindi sono, a tutta prima, avulsi da un processo evolutivo oltre che portatori di forze e processi inadatti all’uomo.
Con un utilizzo appropriato dell’omeopatia si possono riequilibrare situazione disarmoniche.

ECOLOGIA VITALE
Essa è legata al dinamismo e al fluire delle energie e forze presenti nei vari locali e la loro interazione con l’uomo.

I sette processi vitali (respirazione, riproduzione, secrezione, escrezione, circolazione, generazione di calore, nutrizione) sono maggiormente legati ai sette ritmi principali. La posa delle travature, la disposizione degli assiti dei pavimenti o rivestimenti, l’evitare linee rette e spigoli ed angoli a 90°, e soprattutto tenendo presente le comunicazioni tra le varie stanze mediante opportune forme da dare ai corridoi ed alle scale, determineranno i “ritmi” che agiscono nell’edificio.

ECOLOGIA DELL’ANIMA
Luoghi diversi suscitano emozioni diverse. L’anima è legata agli spazi, siano essi aperti o chiusi.

Ricordiamo l’esempio degli “scavatori di caverne” (pensiamo ai villaggi Hopi scavati nelle rocce o ai nostri “Sassi” di Matera o ad alcuni tempi Indù o al tempio di Petra in Giordania e così via) e cogliamo in essi l’anelito dell’anima umana di penetrare nell’ambito corporale di Madre Terra.
Questa ecologia è legata alla luce, alle forme, ai colori e alla simmetria (o asimmetria) generale.

Questo argomento è estremamente ricco di variabili e quindi è fondamentale saper scegliere la disposizione delle stanze all’interno dell’edificio, stanze che possono essere paragonate agli organi umani. Importante è anche la forma delle finestre, forma che dona un carattere specifico alla luce che le attraversa (forme “socializzanti” per il soggiorno, “concentrative” per lo studio, “rilassanti” per la camera da letto) e così via.
Infine l’ecologia animica si esprime anche nel particolare linguaggio stilistico architettonico adottato oltre che ai colori impiegati, sia come tinta, che come pigmento, che come modo di porli in opera sul muro.

ECOLOGIA SPIRITUALE
Essa è legata alla risonanza che l’edificio ha con le varie forze sottili agenti nel Cosmo, nella Terra e nell’Uomo. Essa si basa principalmente sulla cosiddetta “geometria sacra” ossia quel complesso di numeri, proporzioni e armonie, con cui si sono da sempre costruiti i grandi edifici di culto, edifici nei quali il rapporto con il Divino era massimo.

Da ciò l’importanza di saper scegliere l’adeguata sezione aurea con cui organizzare gli spazi, spazi in cui si determinerà una specifica qualità di vita biologica, animica e spirituale. Parimenti importante è saper cogliere il carattere di unità che l’edificio è bene abbia con lo spazio circostante, sia esso il giardino che l’ambiente in generale.

Tutto dovrebbe essere progettato almeno nei suoi tratti principali sin dall’inizio dell’opera, in quanto le forze vitali scaturenti dal giardino possono (e devono) essere di sostegno alle forze fisico-inorganiche legate ai materiali con cui si costruisce l’edificio.
Un ultimo requisito a nostro avviso fondamentale è che il complesso dell’edificio deve diventare portatore di un impulso evolutivo e questo non solo per i fruitori, ma per l’ambiente ed il materiale di costruzione stessi. In altre parole: per i regni della Natura.

LA CONCEZIONE OLISTICA
Sulla base di quanto detto siamo quindi giunti al nocciolo del “problema”: la necessità di abbracciare tutte le componenti dell’architettura in una concezione olistica quale quella scientifico-spirituale elaborata da Rudolf Steiner, dove macrocosmo e microcosmo (uomo) sono in stretta correlazione, uno immagine dell’altro.


L’architettura allora non è più solo quell’attività tecnico pratica a cui oggi essa è stata ridotta dalla concezione utilitaristica ma è l’ambito conoscitivo, creativo e operativo in cui l’essere dell’uomo sperimenta se stesso nei modi più vari, riflesso nella realtà fisica materiale percepibile e concreta dell’edificio architettonico: l’Uomo diventa Creatore in armonia evolutiva con il Creato e con il Divino.

COSA AGGIUNGERE ANCORA A QUESTO?
I nostri studi e esperienze ci portano a vedere l’architettura inserita nel “qui e ora”, ossia nella realtà dell’uomo e del Cosmo inseriti in un unico divenire. L’azione ora in atto nel piano della vita, determina una condizione di profondo cambiamento nel fluire delle forze vitali e dei disegni evolutivi umani e della Natura.

È quindi per questo motivo metamorfico-evolutivo che è fondamentale unire il dialogo in “verticale” tra le forze, azioni, processi ed impulsi che scendono dal Cosmo e quelli che salgono da Madre Terra, con il dialogo in “orizzontale” che avviene tra l’edificio e l’ambiente esterno (da cui l’importanza ad es. del marciapiede e del giardino).

Centro di ambedue questi dialoghi è l’uomo, l’uomo animico e spirituale per il dialogo “verticale” e l’uomo fisico-eterico per il dialogo “orizzontale”.
Possiamo quindi dire che nella nostra attuale epoca l’architettura è l’arte con la quale il corpo fisico, la fisicità, si eleva al piano della Vita, sia essa biologica, sia animica che spirituale.

Enzo Nastati

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