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Non passa giorno che non siamo letteralmente bombardati da una montagna di notizie e informazioni. La mente umana spesso ne è come sopraffatta e, come disperato atto di “sopravvivenza”, coscientemente o incoscientemente cerca di “staccare la spina” e così, appena può, rinuncia a pensare.

Chiediamoci che conseguenze ha questo atto di difesa.

La mente, di sua natura, ci fa sempre un ottimo scherzetto: la mente “mente”. Sì, essa normalmente non si muove liberamente (libera-mente) nella facoltà animica del pensare, ma utilizza una pseudo libertà per “vagare” tra pensiero e pensiero in un fantasticare che non ci permette di cogliere la realtà profonda delle cose e, soprattutto, di evolvere. Si, evolvere.

È tramite il pensare educato che noi possiamo intraprendere l’unico e vero percorso che ci permette di salire a vero UOMO, Essere evoluto che, come dice il Vangelo, erediterà la Terra.

Ma per farne cosa se la nostra mente non trova riferimenti?

Ecco l’importanza di disciplinare il pensiero e al riguardo le indicazioni dateci da Rudolf Steiner sono oltremodo valide ed attuali.

Osserviamoci e tratteniamoci dalla curiosità, dalla vanagloria, dall’invidia, dal chiacchiericcio fine a sé stesso perché tutte queste azioni letteralmente “disperdono al vento” le nostre forze di pensiero e quindi, invece che pensare, siamo “pensati” da altri, nel senso che ripetiamo, senza possibilità di filtro, ciò che la cultura, la famiglia, i mass media ci offrono in modo così “squisitamente gratuito”.

Solo così il percorso evolutivo può iniziare, ossia quando la mente non mente più.

 

Tratto dalla rivista “Albios”

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