Il perderci nella luce                     

Quando arriva il periodo di San Giovanni il Sole si trova nella fase di massimo splendore e tutti ne sperimentiamo la forza e la potenza. Ci sentiamo come “risucchiati” verso l’alto fino a perderci nelle lontananze cosmiche e sentiamo il bisogno di evadere, di viaggiare e di intrattenerci in attività di gruppo; del resto questo è il periodo della chiusura delle fabbriche, delle scuole, e delle ferie per gli uffici.

Questo “perdersi” trova corrispondenza, nelle lontananze zodiacali, nell’accoglienza offertaci dalle Gerarchie spirituali, e tra queste l’arcangelo Uriele ne é la “porta”, che ci donano le forze rinnovatrici della Vita.

Però la nostra coscienza, abbagliata dalla luce luciferina del Sole, non si rende normalmente conto di tale dono e queste forze, che entrano in noi in modo incosciente, rimarranno sopite nelle profondità del nostro animo fino a Natale, quando, in virtù della nostra accresciuta coscienza, potranno riemergere rendendosi disponibili per l’anno nuovo: queste sono le forze cui noi ci colleghiamo nelle 13 Notti Sante.

Durante le Notti Sante invernali la Terra (e l’uomo) “ricorda” (porta a coscienza) ciò che ha ricevuto inconsciamente a San Giovanni. Precisato questo, ci sembra opportuno porci la domanda su come fare per rinforzare la nostra coscienza in modo da giungere all’appuntamento estivo con la capacità di apprezzare ciò che sta accadendo.

Le forze da sviluppare

Dato che il periodo di S. Giovanni corrisponde alla massima iniziazione nei misteri della Luce, nei misteri di Uriele, verrebbe naturale cercare la risposta in quella direzione; tuttavia la protezione nei confronti di questo “perdersi” può venire da una direzione all’apparenza del tutto diversa, dall’arcangelo Michele il quale segue Uriele nel portare l’evoluzione all’uomo.

Essa si realizza nel confronto cosciente con i processi storici (politici, sociali, economici, culturali) che stiamo vivendo. Sarà il nostro “interessarci” al mondo, il comprenderlo, il superarne i significati esteriori, che ci permetterà di non perderci nelle lontananze cosmiche. In altre parole, mantenendo desta la coscienza verso i fenomeni che ci circondano, potremo mantenerla accesa anche nei confronti dei fenomeni e processi che ci verranno incontro dal Cosmo.

Però, affinché ciò possa accadere, è fondamentale nutrire un sano “interesse” per l’uomo e per il mondo. Non dovremo cadere nella (dolce) trappola luciferina che ci porta a considerare il mondo come qualcosa che non ci appartiene, che è slegato da noi e che non merita interesse, bensì ancorarci (con il nostro profondo interesse) ad esso per non perderci nelle sue apparenze. Lo stesso vale per l’uomo e per quant’altro ci circonda in generale.

Ci siamo mai chiesti quali processi sociali, politici, economici, culturali stiamo vivendo?

Per chi vuole affrontare questo percorso si apre un nuovo, Immenso panorama.

La coscienza storica

Da un lato ci siamo noi, microscopico puntino nelle vastità del mondo e dei mondi, dall’altra c’è il tessere delle Gerarchie portatrici di impulsi evolutivi spirituali. In primis vi è Michele, il Volto di Cristo, che ci vuole portare alla libera azione cosciente, al superamento dei “vecchi” rapporti basati sul sangue, sulle tradizioni, sugli schemi culturali, sui vecchi legami di razza e di popolo. La sua azione determina anche gli enormi spostamenti di popolazioni che stiamo vivendo.

Certamente la causa “esteriore” di essi la si può trovare nei bisogni economici, ma la causa “sottile” consiste nel raggiungere il superamento delle razze e dei popoli, cosa possibile solo attraverso la mescolanza del sangue.

Ricordiamo che la mescolanza di sangue favorisce la capacità dell’Io umano di incarnarsi nei corpi. Assistiamo così anche a nuovi impulsi culturali che irradiano nel tessuto sociale; basti pensare al concetto della reincarnazione, accettato ormai da oltre il 40% della popolazione anche se avversato dal cattolicesimo.

Sono sorti movimenti, come quello dei noglobal, nei quali sono confluiti uomini che non accettano si possa stare con la coscienza tranquilla sapendo che altri uomini stanno soffrendo fame, sete, malattie, ingiustizie; movimenti nei quali si riconosce l’impulso di Michele.

Michele è anche presente nei movimenti del rinnovamento religioso, perché Michele vuole superare le forme del passato: tramite Michele si può giungere direttamente a Dio in quanto Egli ne è il Volto.

Michele ci porta quindi anche l’impulso della giustizia sociale, il superamento degli schieramenti contrapposti tra datori di lavoro e dipendenti, dove i ritmi pretendono la massimizzazione del prodotto ed i secondi retribuzioni sempre più alte.

Dalla contrapposizione non potrà mai nascere vita e benessere, ma solo scontro e morte (economica). Ecco quindi sorgere la triarticolazione sociale come ‘medicina” del vivere sociale, come possibilità che datori di lavoro e maestranze “insieme” vogliano produrre determinati beni ed “insieme” decidano come ripartirne gli utili, ricordandosi anche di chi si occupa della sfera giuridica e di quella culturale.

Nascono sempre più fenomeni sociali di “gruppo”, ossia persone che, senza alcun legame di sangue, decidono di unire le forze per realizzare un ideale comune: una fattoria, una scuola, un centro culturale o terapeutico. In questi fenomeni dobbiamo vedere l’azione dello Spirito e precisamente di Michele.

Le forze dell’opposizione           

Ma vi sono anche forze che si oppongono a ciò, forze antievolutive, forze di divisione, di guerra, di morte. Purtroppo non è difficile vederle agire nel mondo, ma anche in questo caso dobbiamo fare un passo in più e cercare cosa, o “chi” si muove dietro ad esse. Dobbiamo cominciare a chiederci di “chi” i vari politici, o finanzieri, o scienziati, siano i burattini. Essi muovono quasi sempre le forze sottodiaframmatiche presenti nell’uomo, le forze delle brame, delle passioni, del potere, del sangue con le sue pulsioni.

In politica abbiamo così gli “avversari” considerati “nemici” da demonizzare facendo leva sulle forze sopraddette (basta guardare al decadimento della politica italiana). La menzogna, la denigrazione, la rissa, lo scontro sono le “armi” della politica degenerata in senso egoistico.

E poi c’è la scienza. Questa pseudoscienza che produce prevalentemente morte. Nella promessa di una vita semi-eterna sulla Terra (trapianti, clonazioni, ibernazioni, ecc.) si distrugge, si violenta la sacralità della vita, si estirpano organi a cuore battente, ossia con l’anima presente e capace di recepire tutto il dolore che il massacro-tortura del bisturi opera sui tessuti vivi. Può chiamarsi scienza questa?

La vita è sempre e solamente figlia di un atto d’amore, dove l’atto umano è solamente immagine del dono di amore divino che chiamiamo Vita.

Anche nell’isolamento sociale possiamo riconoscere un’azione delle forze contrarie all’impulso micheliano. Il dividere, il separare, l’escludere, il ghettizzare, o peggio ancora l’indifferenza, sono espressione delle forze anticristiche.

Qui si inserisce la solitudine come “malattia” degli anziani, ma non solo di loro. Essere “soli” è il contrappasso del fatto che non vogliamo percorrere con coraggio (Micheliano) il cammino di evoluzione spirituale, che non vogliamo affrontare ciò che in noi è da “pulire”, purificare, sublimare, purgare, ciò che ci impedisce di raggiungere la porta del Sole, la porta dell’Io Sono, del Gesù in noi; porta di cui Michele è il guardiano.

Ci sentiamo “soli” proprio perché non siamo “Sole” e non siamo entrati nel mondo dello Spirito, che ci sta attendendo con infinito amore e che ha inviato il suo Figlio per aprirci ed indicarci la strada.

Tratto dalla rivista “Albios”

Enzo Nastati

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