Arimane da lungo tempo prepara la sua incarnazione. Per farlo, per far sì che essa abbia il massimo di possibilità di non essere riconosciuta come tale, ma esser egli stesso creduto un novello salvatore politico, sociale, economico e religioso, deve far precedere la sua venuta da una particolare disposizione d’animo: la paura.

Con la paura l’anima si rattrappisce, si indurisce, si paralizza. Sentimenti atavici possono così riemergere dalle profondità più tenebrose del sangue scatenando gli istinti più profondi dell’inconscio: la paura della morte, della malattia, del dolore, della fame, del diverso, ecc.

In nome di queste paure sapientemente alimentate da psicosi del terrore si restringono i diritti fondamentali dell’individuo, le libertà specifiche dell’uomo: culturale, religiosa, sociale, di azione. Ad ogni atto terroristico aumenta la paura e parimenti si stringe la vite del controllo su cosa è giusto e non giusto, su cosa è bene e male, su cosa aiuta al risveglio della coscienza e su ciò che contribuisce a spegnerla.

Il nostro è un momento epocale; mai tante anime sono state contemporaneamente sulla Terra per essere “presenti” a questa scena madre dell’umanità: la venuta nel piano della vita (i Vangeli dicono “sulle nubi”) del Cristo e la contemporanea incarnazione di Arimane, dell’Anticristo. Quest’ultimo ha preparato lungamente la sua incarnazione: ha via via ispirato scienziati, scrittori, filosofi, fino ai cartonisti (Disney) ed ai registi (Il Signore degli Anelli, Matrix, Guerre stellari, ecc.)

Alla paura indotta con il terrore o con mezzi ancor più subdoli (messaggi subliminali) siamo chiamati a rispondere con la fiducia, con la fede cosciente, con la certezza nella vittoria delle forze del Bene, come diceva san Paolo: Fede come certezza di cose sperate, come dimostrazione di cose che non si vedono.

Con questo numero della Rivista inizierà una rubrica dedicata a vincere con la forza della fede cosciente le paure indotte dall’Anticristo, ora, come auspicio, leggiamo uno scritto di Rudolf Steiner.

 

Invocazione     all’Arcangelo    Michele

Santo Arcangelo Michele! Attraverso Ia forza dei puri pensieri,

proteggici dai neri demoni, attraverso l’onestà del nostro sentire,

guardaci dai loro assalti, attraverso la chiara coscienza del nostro volere,

spezza la potenza delle nere schiere e rendi vane le loro astuzie.

Santo Arcangelo Michele! La Tua potenza li possa spezzare, la Tua corazza ci preservi,

Il Tuo elmo ci protegga Santo Arcangelo Michele!

La battaglia è incominciata, le Sante schiere spingono, esse battono, opprimono,

i neri demoni nemici.

Santo Arcangelo Michele!

La forza del Cristo nostro Signore ci aiuti.

Attraverso Te, le nere schiere guardano e fuggono.

Cristo, Luce divina, eterno Amore, nostro Signore e Dio,

cacciali nella tempesta e nel vento, scioglili negli elementi,

che gli uomini siano liberati da essi.

Santo volto del Cristo, nostro Signore,

Santo Arcangelo Michele! Dinanzi a Te i neri svaniscono

e nelle coscienti di séanime umane, è il campo di battaglia delle Tue lotte.

Sia la nostra anima un tale campo per le Tue battaglie o Michele,

sia la nostra anima un tale campo per le Tue vittorie o Michele!

Santo Arcangelo Michele!

Noi speriamo e confidiamo in Te, che Tu voglia proteggerci,

che la potenza di quei neri cada, che noi diveniamo inacquescenti alla loro volontà.

Rudolf Steiner

 

Tratto dalla rivista “Albios”

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