Il Problema

Negli ultimi decenni la comunità scientifica ha cominciato a studiare i possibili effetti nocivi dei campi elettromagnetici (CEM) sull’uomo.

Campi elettromagnetici pax mundi

Campi elettromagnetici (CEM)

I disturbi interessano soprattutto strutture dell’occhio (cornea e cristallino), tessuti elettricamente eccitabili (sistema nervoso, neuromuscolare e di conduzione cardiaca) e sistema ematopoietico.

È necessario, in tale ambito, distinguere tra effetti sanitari acuti (o di breve periodo) ed effetti cronici (o di lungo periodo) riscontrabili nelle persone esposte ai CEM.

Gli effetti acuti possono manifestarsi come diretta conseguenza di esposizioni al di sopra di una certa soglia, situazioni che si possono verificare solo in particolari situazioni lavorative e per le quali Organismi nazionali e internazionali hanno stabilito precisi limiti di esposizione che garantiscano, con sufficiente margine di sicurezza, la protezione dei lavoratori da tali effetti.

Gli effetti cronici possono manifestarsi anche dopo lunghi periodi di latenza, come conseguenza di esposizioni a bassi livelli di CEM per periodi prolungati.

Questa è la situazione caratteristica degli ambienti antropizzati, soprattutto nelle zone civilizzate ed industrializzate, situazione che si sta diffondendo in tutto il mondo di pari passo con l’industrializzazione, l’informatizzazione e, in senso lato, con tutto ciò che ha a che fare con la diffusione della tecnologia (cavi d’alta tensione, apparecchiature per la fornitura di energia elettrica, emittenti radiotelevisive e di telefonia mobile, elettrodomestici, computer, telefoni domestici, cordless, telefoni cellulari, sistemi wireless e altro).

I processi di interazione accertati dei CEM con la materia biologica sono fondamentalmente due:

a) induzione di correnti nei tessuti elettricamente stimolabili (nervi e tessuto nervoso, muscoli), per CEM alle frequenze più basse (fino a circa 1MHz);

b) cessione di energia con rialzo termico attraverso il rapido movimento oscillatorio di ioni e molecole d’acqua che sviluppano calore e riscaldamento per CEM a frequenze superiori ai 10 MHz. Per CEM a frequenze al di sopra di 10 GHz, l’assorbimento è esclusivamente a carico della cute, con arrossamento della pelle fino ad ustioni.

Negli anni ’80 in Norvegia e Svezia iniziarono a diventare pubbliche le prime segnalazioni di disturbi alla pelle ed al viso dovuti a schermi di computer e televisori. In seguito, in alcuni paesi tra cui l’Olanda, si sono creati gruppi o Associazioni di auto-soccorso per persone che avvertono disturbi vicino a sorgenti di CEM.

Attualmente mancano studi universalmente accettati dalla comunità scientifica comprovanti una effettiva relazione causale tra esposizione a CEM e disturbi a livello biologico; tuttavia i maggiori organismi scientifici nazionali ed internazionali concordano nel ritenere che, allo stato attuale delle conoscenze, possa esistere una debole correlazione tra l’esposizione a CEM e cancro, limitatamente alle frequenze estremamente basse. In questo senso alcuni studi ipotizzano che l’esposizione a CEM a bassa frequenza provochi un aumento del rischio di leucemia infantile, indicando il valore di 0,4 μT per il campo magnetico come soglia per la manifestazione dell’effetto.

L’istituto nazionale di scienze della salute ambientale degli stati uniti ha valutato i CEM a bassa frequenza come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” e l’organizzazione Mondiale della sanità raccomanda di applicare, per la prevenzione dai possibili effetti di lungo periodo, il “Principio Cautelativo”, ossia di adottare misure di tutela della popolazione fino a quando non vi sarà certezza scientifica degli effetti sulla salute causati dai CEM.

Raccomanda inoltre che queste misure preventive siano semplici, facilmente perseguibili e di basso costo, e perciò adottabili per le nuove installazioni.

D’altro canto, il fatto stesso che vi sia una regolamentazione a livello sia di Comunità Europea che di Organismi per la tutela della salute a livello Mondiale a cui deve attenersi chi commercializza apparecchi che producono onde elettromagnetiche, e che vi siano rinomati Istituti di Ricerca, di Epidemiologia ed Autorità Sanitarie che continuano a studiare gli effetti dei CEM sull’uomo e sul vivente, è indice del reale spessore che questo problema riveste.

La nascita e lo sviluppo del mercato della telefonia mobile ha avviato profonde trasformazioni sociali.

Con la crescita del numero e dei modelli di cellulari, nonché dei servizi offerti attraverso il telefonino, si assiste all’incremento di casi di quella che, in alcuni paesi, è già diventata una “malattia sociale” e che è stata definita “telefonino-dipendenza”, o “cellulare-addiction”.

Al di là della valenza sociale di tale strumento, che esula da questo contesto, va portata particolare attenzione alla sua capacità di emettere campi elettromagnetici, e ciò va considerato specialmente in ambienti chiusi in cui il numero di persone con telefono mobile è elevato.

Non di meno va rilevata l’importanza del fatto che quasi tutte le persone, e specialmente gli adolescenti, tengono il cellulare addosso per lungo tempo, nella maggior parte dei casi inserendolo nella tasca dei pantaloni, esponendosi di fatto in modo prolungato agli effetti da esso provocati.

Articoli correlati:

 

Prodotti Correlati:

Share This