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Economia Spirituale

Riprendiamo oggi il racconto del cammino dell’uomo che avevamo interrotto con l’uccisione di Abele da parte di Caino a causa del sacrificio rifiutato dagli dei.
Abbiamo visto che Abele è colui che rimane unito alla corrente nella quale l’uomo è il prodotto della creazione divina cosmica, mentre Caino è colui che muove la propria volontà per modificare tale creazione agendo sulla Terra.
Caino esprime un atteggiamento attivo, Abele uno contemplativo.
La loro corrispondenza nelle sostanze attive nel vivente sono:
Caino = processo calcareo, forza che opera da un centro verso la periferia
Abele = processo siliceo, forza che plasma a partire dalla periferia verso il centro
Caino corrisponde quindi ai raggi interni di un cerchio, o meglio di una sfera, irradianti verso l’esterno, Abele ai piani esterni che dal cosmo tendono al centro. Essi si incontrano in equilibrio alla superficie della sfera.
Nell’opera d’arte che ho scelto ieri come archetipo si vede infatti Caino eretto nella verticale che colpisce Abele a terra, nel piano orizzontale.
La silice è l’essere che si lascia attraversare dalla luce, che non oppone resistenza. Come quarzo è trasparente e non trattiene nulla per sé. Il calcare è invece opaco, trattiene interamente la luce. E’ un essere che vorrebbe attirare tutto a sé, un essere completamente egoistico e bramoso. La silice è come il saggio signore che non vorrebbe nulla per sé, ma tutto vuole donare.
Abele è il primo Sacerdote dell’umanità, colui che dona tutto agli dei, ai re celesti.
Caino è il primo re terreno, colui che vuole conquistare la terra, che vuole porre il suo regno sulla terra.
Nella pianta la forza del calcare opera nella VERTICALE, nello STELO, dalla radice fino al seme. Opera nella forza riproduttiva della conservazione della specie, forza egoistica di autoconservazione.
Tale forza del centro ha però come effetto un processo di dispersione nella periferia. I semi si disperdono nel mondo.
La forza periferica ha invece come effetto la concentrazione verso il centro, una unione e sintesi.
Nella pianta si produce infatti la foto-sintesi, nella FOGLIA posta in ORIZZONTALE, una sintesi grazie alla luce.

Dall’azione della silice finemente dispersa omeopaticamente nell’atmosfera, si forma l’amido, la sostanza nutritiva fondamentale per la vita sulla Terra.
In queste parole di Steiner nel corso sull’agricoltura tenuto a Koberwitz nella Pentecoste del 1924, il processo viene bene illustrato:
“Passiamo ora a considerare le piante come tali. Nella loro vita dobbiamo osservare DUE ASPETTI: il primo consiste nel fatto che tutto l’essere della pianta, e l’intera specie cui essa appartiene, si conserva in se stesso, si riproduce e sviluppa una forza riproduttiva, grazie alla quale la pianta può generarne un’altra simile. Il secondo aspetto è che la pianta, in quanto appartenente ad un regno relativamente inferiore della natura, serve di nutrimento per i regni naturali superiori.

Questi due aspetti nel divenire delle piante hanno a tutta prima poco a che fare l’uno con l’altro perché, se ci si riferisce al processo di sviluppo che va dalla pianta madre alla pianta figlia e da questa alle piante successive, può essere del tutto indifferente per le forze plasmatrici della natura, che la pianta venga da noi mangiata, ci serva da nutrimento, oppure no.

SI TRATTA DI DUE SFERE D’INTERESSE COMPLETAMENTE DIVERSE L’UNA DALL’ALTRA, ma nondimeno nel contesto delle forze della natura le cose agiscono in modo tale che tutto quanto ha a che fare con le forze intime di riproduzione, di accrescimento, tutto ciò che porta le piante da una generazione all’altra è compenetrato da quanto agisce dal cosmo sulla Terra, vale a dire dalla Luna, da Venere e da Mercurio, attraverso l’elemento CALCAREO. Se vogliamo considerare soltanto quel che ci si presenta nelle piante che non mangiamo, ma che si riproducono soltanto, allora guardiamo ad esse come se ci interessasse soltanto l’azione cosmica di Venere, Mercurio e Luna; questi pianeti presiedono a quanto sulla Terra nella pianta si riproduce.
Se invece, nel senso più profondo della parola, le piante vengono utilizzate per il nutrimento, cioè se esse si sviluppano in modo che le sostanze in loro si trasformino in alimenti per l’uomo e per gli animali, allora vi partecipano Marte, Giove e Saturno attraverso l’elemento SILICICO.

L’elemento silicico apre l’essere della pianta verso le ampiezze cosmiche e ne stimola i sensi in modo da renderlo capace di accogliere dalla periferia cosmica quel che plasmando emanano i pianeti esterni”.
Calcare e silice, quindi, si uniscono nella pianta in un’azione che giunge ad equilibrio grazie all’azione di altre due sostanze, argilla e fosforo.
Si hanno le seguenti relazioni:
Calcare = elemento terra, oscurità: azione formatrice terrestre Effetto: separazione, peccato, coscienza di VEGLIA, autocoscienza. CAINO
Silice = elemento aria, luce: azione formatrice cosmica Effetto: unione comunitaria, estinzione del sé, coscienza di natura, coscienza di SONNO. ABELE
Argilla = elemento acqua: azione trasformatrice terreste Memoria dell’acqua: Battesimo dell’acqua, coscienza di SOGNO, ricordo dell’ORIGINE, ALFA, GIOVANNI BATTISTA
Fosforo = elemento fuoco: azione trasformatrice cosmica Profezia della Parola-Spada infuocata: COSCIENZA SUPERIORE, annuncio della META, Battesimo del Fuoco, LAZZARO, OMEGA.
IL CRISTO E’ L’ALFA E L’OMEGA, CIOE’ GIOVANNI LAZZARO IN NOI.
Ma questa è solo una parte del Mistero. Occorre unire al Cristo la Madre, la Sofia, affinchè ciò divenga evidente alla nostra coscienza, affinché si realizzi in noi ANTROPOSOFIA.
Come si realizza ciò?
Lo si fa MEDITANDO quanto qui è stato offerto, SE LO SI SENTE E LO SI VUOLE IN LIBERTA’. L’atteggiamento della Madre è ben espresso da Luca che descrive come Maria fosse presente ai fatti accaduti in Lei e intorno a Lei, nel grande mistero della nascita del proprio Figlio Gesù:
“Maria dal canto suo conservava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Luca 2, 19)
In questa volontà libera opera infatti la Madre unita al Figlio, la Vergine Madre che è Figlia del suo Figlio, nel Volere che si dedica al Pensare e nel Pensare che feconda il Volere. Si esprime ciò nei versi di Michele:
“Natura, il tuo essere materno io lo porto nell’essere della mia volontà e la potenza di fuoco della mia volontà tempra gli impulsi del mio Spirito,affinché essi diano alla luce il Sentimento del Sé,per condurre me in me stesso”.
Domani nel prossimo post cercheremo di aggiungere alcuni passi mancanti della Storia spirituale che ci conducono da Adamo ed Eva, da Caino e Abele al Mistero del Golgota e alla sua ripetizione nei nostri giorni come ANTROPOCRAZIA.

Stefano Freddo                                                                                                                           20 Marzo 2020

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