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Nel post precedente, “L’arresto del popolo italiano”, ho presentato alcuni nessi tra l’Evento del Golgota e i fatti di questi giorni. Forse qualcuno ha creduto che tali nessi siano solo simbolici, frutto di fantasia o manifestazione di curiosa corrispondenza. Io li ho invece presentati in senso concretamente storico-spirituale.

Se prendiamo sul serio le comunicazioni di Rudolf Steiner, dobbiamo prendere atto che dal secondo terzo del secolo XX ad un certo numero di individui ha cominciato a manifestarsi il Cristo “in veste eterica”. Questa esperienza poté e può venire suscitata da un’esperienza precisa: dal compartecipare pienamente, con profonda compassione e senza odio per gli apparenti carnefici, al dolore dell’Umanità Crocifissa. Il secolo XX ha offerto molteplici occasioni di fare questa esperienza a quelle anime che ne sono divenute mature.

Queste anime sono divenute i primi discepoli del Cristo Eterico che deve oggi manifestarsi all’intera Umanità.

Rudolf Steiner ne è stato l’Annunciatore.

Nel precedente post ho mostrato che possiamo sperimentare il Cristo Eterico vivendo in modo immaginativo il corso dell’anno, nei ritmi cosmici che hanno come centro la nostra Terra, Corpo di Cristo. Ma dove sta qui la possibilità di provare la compassione?

Il nesso si scopre considerando che il rapporto dell’Umanità con la Terra è la base dell’Economia. L’economia moderna è giunta al limite del baratro, sta vivendo il proprio Calvario.

Non è forse possibile ora per tutti noi, sperimentare che oggi il problema fondamentale è la fame, la morte per fame? E negli ultimi anni non è forse divenuto chiaro che il problema non tocca più solo i paesi del Terzo Mondo, ma anche le civiltà opulente?

E con i fatti degli ultimi giorni, non ci tocca tutti personalmente il problema, con l’incubo di essere reclusi in casa e di non poter più lavorare per produrre il pane e per guadagnare il denaro che ci occorre per acquistarlo?

Di fronte a tale situazione abbiamo due possibilità. O cadere nella paura per la nostra personale sopravvivenza, oppure dimenticare noi stessi e far parlare la Compassione per l’Intera Umanità.

Solo questa compassione ci può dischiudere l’esperienza del Cristo Eterico. Ma non crediamo che essa si manifesti come visione estatica di una figura di luce che invada la nostra anima. Si deve realizzare in noi una chiara veggenza.

Rudolf Steiner ci dice che nel mondo ci sarebbero ben più veggenti se gli uomini non si immaginassero la veggenza come un’esperienza sconvolgente che li sopraffà. Essi dice, rimangono delusi quando si accorgono che tale veggenza è “troppo simile al pensiero”.

Ma è proprio il Pensare che ha come base in noi il corpo eterico. Ed è un Pensare Puro, privo di egoismo e pieno di vera Compassione, che ci può consentire di Vedere il Cristo Eterico. Questo è il Pensare del Cuore, sorretto però da chiarezza di Pensiero che viene dal Capo.

I pensieri espressi dall’Antropocrazia, nella loro chiarezza cristallina, nella loro sicurezza matematica, sono l’espressione del Cristo Eterico, della legge risanante l’intera economia mondiale.

Ma esigono purezza di cuore e compassione per l’Umanità per essere afferrati. Esigono di Morire a se stessi.

Su tale morire ritorneremo a breve.

13 Marzo 2020

Stefano Freddo

 

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