La società dal volto umano

I valori fondamentali per la fondazione della società di uomini liberi

Premessa

La concezione sociale triarticolata, proposta da Rudolf Steiner nel 1918, parte dal presupposto che “l’organismo sociale è formato come quello naturale”. In esso troveremo pertanto, come nell’uomo, tre sfere, e precisamente: Sfera della Libertà comprendente le attività spirituali e dell’educazione (corrispondente nell’uomo al polo neuro-sensoriale); Sfera della Uguaglianza comprendente la politica e il diritto (polo ritmico, respiratorio e della circolazione);

Sfera della Fratellanza comprendente l’economia (polo delle attività del ricambio e della volontà).

Queste tre sfere dovrebbero essere, secondo lo Steiner, fra loro autonome, ognuna con le proprie leggi e la propria amministrazione, ma in armoniosa collaborazione. Questa collaborazione risulta particolarmente chiara rendendo espliciti i rapporti di triarticolazione presenti all’ interno di ciascuna sfera:

LIBERTA’:

Libertà nella libertà; Eguaglianza nella libertà; Fraternità nella libertà.

UGUAGLIANZA:

Libertà nell’eguaglianza; Uguaglianza nell’eguaglianza; Fraternità nell’eguaglianza.

FRATERNITA’:

Libertà nella fraternità; Uguaglianza nella fraternità; Fraternità nella fraternità.

Lo schema che abbiamo così sommariamente enunciato può essere ora sviluppato.

La cultura della libertà

La libertà è autentica solo in una visione che abbraccia per intero l’esistente.

All’interno di piccoli contesti slegati, senza stabilire per intero il sistema di relazioni in cui sono inseriti, la libertà è apparenza, è inganno, è falsa.

La libertà è contemporaneamente il valore più alto a cui l’umanità ambisce, eppure spesso il più lontano dai nostri orizzonti.

Il pensiero è la base su cui sviluppare la libertà, intesa come diritto di scelta, dopo aver sconfitto le tentazioni del male.

La storia dell’uomo è il cammino di conquista della sfera della libertà per trasferirla nella sfera dell’amore, perché libertà e amore sono aspetti complementari di una unica realtà a cui dobbiamo andare incontro.

E’ solo questa la libertà che inizia dove inizia anche quella dell’altro, quella che si accompagna all’amore.

In questo modo si ritrova il senso compiuto della libertà di pensiero degli esseri umani, quando il loro è pensiero vivo, e rappresenta una conquista peculiare, nella sua formidabile essenza.

Ma questo richiede un certo grado di equità, cioè il rispetto del pensiero altrui, anche se simpatia e antipatia covano sempre un po’ nei nostri giudizi. Dobbiamo avere la forza di purificare i pensieri e poi di armonizzarli, per farne delle sintesi supe­riori: due persone libere ricono­sceranno la stessa verità, ed uniranno i loro sforzi per la sua affermazione.

La libertà è anche libertà di ricer­ca spirituale e guardate in quanti posti sulla terra manca agli uomini e alla donne questa possibilità! Il pensiero libero deve poter essere liberamente insegnato!

Il pensiero libero, infine, deve essere un pensiero che sappia esprimere fraternità per tutta l’umanità, perché solo così si dissolve il condizionamento dell’ egoismo e si apre la via per una concezione del vivere di livello superiore.

La cultura dell’uguaglianza

Ci sono di sicuro molti modi di vedere l’eguaglianza, ma nel contesto descritto in queste pagine, nel tentativo di “curare” il materialismo, almeno negli aspetti più sconcertanti, l’eguaglianza assume i seguenti significati: tutti gli esseri umani hanno egualmente diritto alla libertà e alla sopravvivenza materiale.

Eguaglianza si collega anche ai significati originali di politica, di potere giuridico e di libertà di informazione.

L’uguaglianza, in politica, significa considerare l’avversario non come un nemico, bensì come un concorrente in grado di dialogare.

Solo lo scambio che ne deriva consente di ampliare le visioni limitate di una società guidata dalla metà più uno dei nostri rappresentanti, delle nostre imperfette democrazie.

La politica dovrebbe creare maggioranze più ampie, almeno sulle regole e sulle decisioni importanti (per esempio partecipare o non partecipare ad una guerra).

La politica dovrebbe ambire a maggioranze ampie e qualificate. Nel nostro contesto storico è essenziale ottenere eguali diritti e doveri tra pubblico e privato, perché non ha senso il tentativo di escludere uno dei due aspetti della realtà di una comunità! Che cosa deve giudicare la giustizia? Il corretto equilibrio di diritti e di doveri nella sfera del pubblico e altrettanto in quella del privato, e garantire la libertà dell’informazione, l’indipendenza delle persone nei loro giudizi, e nelle loro scelte.

La cultura della fraternità                                                             

Fraternità significa garantire ad ogni essere umano almeno la possibilità di sopravvivere: da un lato le necessità basilari di nutrizione terrestre, ma anche di nutrizione spirituale. La cultura dominante dà una grande importanza alla capacità imprenditoriale, vede come valore la libera intraprendenza.

Sarebbe sbagliato cercare di eliminare questa capacità, ma essa deve essere ricondotta entro limiti appropriati per gli esseri umani e per l’ambiente in cui vivono, riconoscendone il basilare diritto alla sopravvivenza.

Solo un equo atteggiamento economico favorirebbe la ricomposizione tra sopravvivenza e possibilità imprenditoriale, senza che questo diventi un confronto spietato e pericoloso, in grado di dimostrare quanto scarso sia, per ora, il sentimento di fratellanza tra gli esseri umani.

Tratto dalla rivista “Albios”

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