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Radici cristiane della vita sociale

Fiscalità monetaria

Una volta che lo Stato non organizzi più i servizi sociali, le spese pubbliche diminuiranno di molto. Esse si ridurranno a ciò che è necessario per il potere legislativo, l’amministrazione della giustizia, le esigenze della difesa e dell’ordine pubblico.
Le risorse finanziarie necessarie a queste spese e a quelle relative al reddito di cittadinanza della popolazione dovranno essere ricavate attraverso la fiscalità.
Il sistema fiscale attuale è del tutto inadeguato e non fondato su principi di equità. Esso si basa sulla dichiarazione dei redditi e le imposte sono applicate sulle entrate economiche dei cittadini.

Questo sistema di tassazione consente l’evasione con grande facilità, non solo per la possibilità di sfuggire ai controlli, ma anche perché chi vende qualcosa in nero, senza emettere documenti fiscali, può contare sulla complicità di chi compra, il quale ha interesse a pagare meno un prodotto o un servizio, non gravato di imposte.

Si rendono così necessarie norme e regolamenti complicatissimi, controlli sistematici per colpire gli evasori e tutto ciò non fa altro che aumentare ancor più le spese statali e la necessità di imposte elevate.
Inoltre le attuali tasse gravano pesantemente sui costi di produzione della imprese, facendo innalzare i prezzi delle merci.

Ma il motivo principale per cui il sistema delle tasse sulle entrate non funziona è che esso non corrisponde alle reali leggi dell’economia. Il denaro che io guadagno da una certa attività , non ha valore economico quando entra nelle mie tasche e finché ci rimane. Ha valore solo nel momento in cui viene speso.

Allora entra nel circuito economico per muovere un nuovo processo di produzione. In quel momento, quando compare nel giro delle transazioni economiche, può essere tassato.
La tassa dovrà quindi essere applicata sulle USCITE e non più sulle entrate.

Pagare le tasse deve diventare un fatto automatico, non più soggetto all’arbitrio personale. Attraverso semplici misure tecniche, il denaro sarà “tassato alla fonte”, un po’ come avviene oggi per i redditi da lavoro dipendente.

Si potrà disporre che il denaro abbia corso legale solamente quando riporti la convalida annuale dell’avvenuto prelievo fiscale obbligatorio. In caso contrario esso non potrà essere accettato come mezzo di pagamento.

Una volta all’anno, poniamo all’inizio, esso dovrà essere consegnato alla banca incaricata per essere restituito diminuito del prelievo fiscale e con la convalida che lo rende utilizzabile per l’anno corrente. Lo stesso avverrebbe per i depositi monetari in titoli e i conti correnti, attraverso procedure informatizzate automatiche.

Si deve all’opera di Giuseppe Nicolò Bellia l’aver indicato la possibilità di questo innovativo sistema fiscale, che qui non approfondiremo nei suoi aspetti tecnici.

Chi vuole lo può fare leggendo il suo libro Verso l’Antropocrazia.
Questo nuovo concetto di fiscalità riunisce in sé notevoli vantaggi. Esso consente di eliminare tutte le attuali imposte sui redditi e ogni altra imposta, diretta o indiretta. In questo modo si ottiene il risultato di sollevare le produzioni dai costi fiscali, che attualmente fanno per lo meno raddoppiare il prezzo delle merci.

Verrebbe anche a cadere la possibilità di attività economiche irregolari e illegali dal punto di vista fiscale. Non sarebbe infatti più necessario emettere fatture e documenti fiscali per accompagnare le transazioni economiche.

Attraverso il semplice pagamento sarebbero già assolti anche gli obblighi fiscali, in quanto il denaro sarebbe stato tassato preventivamente.

Perfino le attività criminali che si servono del denaro contribuirebbero a pagare le imposte, ferma restando naturalmente la necessità di combattere il crimine da parte dello Stato. L’unica relazione del crimine con la legalità è proprio il denaro. Anche chi delinque ha bisogno di servirsi di denaro che abbia corso legale e grazie alla fiscalità monetaria non potrebbe sottrarsi al pagamento delle tasse.

Anche la regolamentazione dei rapporti di lavoro si modificherebbe profondamente. Sparirebbe quello che oggi è chiamato “lavoro nero”. Infatti non sarebbero più necessarie buste paga che indichino tutti gli assolvimenti fiscali e il pagamento dei contributi previdenziali.

I contributi previdenziali sarebbero resi inutili dall’esistenza del reddito di cittadinanza, unica forma di previdenza pubblica generalizzata, e gli adempimenti fiscali sarebbero assolti esclusivamente dalla fiscalità monetaria. I prezzi delle merci diminuirebbero, essendo solo l’espressione dei costi puri di produzione.

Il denaro perderebbe di valore nel tempo, secondo l’esigenza, indicata in precedenza, di adeguarsi alla sua natura di merce, in misura corrispondente alla percentuale di tassazione annua (calcolata dal Bellia in un 6-8%).

La quantità totale di denaro ottenuta dalla fiscalità monetaria, tolta la parte necessaria per finanziare le spese dell’amministrazione statale, sarebbe ripartita in parti uguali tra tutti i cittadini in forma di reddito di cittadinanza. Il potere d’acquisto di questo denaro, in seguito alla sensibile diminuzione dei prezzi determinata dall’abolizione delle tasse sulle produzioni, aumenterebbe notevolmente.

(continua)

Stefano Freddo

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