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Radici cristiane della vita sociale

La sicurezza sul lavoro

Esistono anche altri motivi che rendono necessario liberare il lavoro dall’essere una merce e liberare l’uomo da tale ricatto.

Il primo è la difesa della salute umana dalle malattie e dagli incidenti sul lavoro, e la tutela del pianeta devastato ovunque da attività produttive nocive, mantenute esclusivamente perché forniscono posti di lavoro. La sicurezza e la salute non vengono tutelate perché ciò farebbe innalzare i costi della produzione, rendendo non più competitive le aziende sul mercato.

Esempi come quello della chimica a Porto Marghera sono emblematici. Lavoratori e sindacati, sotto il ricatto del posto di lavoro, si sono trovati concordi nel sostenere un’attività palesemente dannosa per la vita umana, che ha causato innumerevoli vittime di malattie sul lavoro.

Sconvolgente è stato per me ascoltare una volta le parole di una donna che, essendogli morto il marito per un tumore contratto in fabbrica, reclamava il diritto che quel posto di lavoro fosse ora assegnato al figlio; egli ne aveva diritto poiché il padre aveva sacrificato la propria vita per l’azienda.

Questo non è un caso infrequente; moltissimi lavoratori accettano il rischio di morire lentamente o per incidente per poter mantenere sé e la propria famiglia.

Ognuno di noi conoscerà sicuramente nel proprio territorio aziende inquinanti che continuano normalmente a produrre pur tra le proteste dei cittadini.

La minaccia della perdita di posti di lavoro è molto potente e di fronte ad essa è paralizzata l’iniziativa di chi ha il dovere di intervenire.

Il diritto umano fondamentale alla vita e alla salute è sopraffatto dal “diritto al lavoro” .

Questa contraddizione è una prova ulteriore che il lavoro, com’è organizzato oggi, non è un diritto, ma una schiavitù. Infatti i veri diritti sono tutti per il bene dell’uomo e non possono essere in conflitto tra loro.

(continua)

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