Come sciogliere le forze legate a Corpi di Dolore, Egregor, Ombre, Doppi, Gusci, ecc…

Chi parla in me?

Poniamoci la domanda di quanto di ciò che diciamo o pensiamo è frutto del nostro Io oppure di luoghi comuni, frasi fatte, pensieri sentiti ma non verificati.

Quanto del nostro sentire è libero dal vissuto della nostra anima che ci condiziona nella valutazione delle esperienze che ci si presentano? E quanto ci condizionano nel modo di essere la cultura contemporanea, le mode, l’educazione ricevuta in famiglia o a scuola, l’essere di una razza piuttosto che di un’altra, l’essere nati in quel luogo ed in un determinato periodo?

In una persona “normale” l’Io molto spesso non si esprime nemmeno all’1 % dei pensieri, sentimenti ed azioni operate.Tutti questi condizionamenti creano una sorta di catene in noi che impediscono alla nostra individualità, al nostro Io, di esprimersi in tutte le sue potenzialità, catene che ci legano ai sensi di colpa, al rimpianto delle occasioni perdute, alla nostalgia del passato, o alla paura del futuro, all’insicurezza delle nostre capacità, o ancora creano fobie, rancori, dipendenze o nevrosi. Tutto ciò può lavorare in noi come fossero delle sabbie mobili e può portare alla depressione o ad altre situazioni patologiche.

Essere padroni di se stessi

La ferma volontà di essere liberi da tutte queste catene inconsce è l’unica arma che abbiamo per decidere di affrontarle, guardare in noi stessi con oggettività e poi scioglierle, trasformarle per procedere nel cammino della nostra esistenza, sempre più presenti nella nostra intima Essenza spirituale e contestualizzati nel “qui ed ora”. Il percorso non è così banale perché siamo intessuti fin nelle nostre radici da forme pensiero, falsi principi morali, luoghi comuni, clichè in cui rientrare per essere “brave persone”.

II “potere” che controlla le masse

In quanti nostri gesti ci rendiamo conto che operiamo in un determinato modo perché “tutti fanno così”, e non perché abbiamo consapevolmente valutato e deciso che quello è il modo migliore per operare? Poniamoci quindi con forza la domanda se viviamo le nostre scelte o ci facciamo vivere dalle scelte degli altri.

Quelle che qui abbiamo definito “catene inconsce” sono in realtà conosciute quale argomento di studio e divulgazione da molti Autori, ma rimangono sconosciute ai più, in quanto non rientrano nella forma pensiero dei promotori del programma approvato dal Ministero dell’Istruzione. O forse, questi conoscono sì la loro esistenza, ma si guardano bene dal divulgare certe informazioni per non perdere tale azione di potere sulle persone.

Una strategia collaudata per il controllo

Penso che tutti noi ci ricordiamo di aver studiato alle elementari che i vari imperatori romani, tenevano buone le masse con “panem et circenses”, ossia pane e divertimento. In questo modo facevano credere al popolo che ciò che veramente importa nella vita è avere divertimento e cibo e così potevano controllarli.

In alcune situazioni elargivano e dispensavano spettacoli e pagnotte per celare i loro infidi intenti politici. Si trattava quindi di una azione di potere dalla grande influenza sulle masse romane per sedare i possibili malumori, anche se poi la storia ci ha insegnato che proprio in quel contesto ludico sono nate le prime ribellioni.

Ed ora? non stiamo forse assistendo al panem et circenses del 21 °secolo? Attraverso i reality show, la TV spazzatura, ecc. i politici ci distolgono dai veri problemi del nostro Paese. I media dispensano programmi televisivi futili dove non c’è il dibattito che porta al confronto ed a possibili soluzioni. Tutto questo offusca la mente dei nostri ragazzi (purtroppo anche degli adulti) che non hanno ancora un senso critico forte e sviluppato e così seguono falsi miti, che non rispettano i veri valori e i sani principi.

L’obiettivo del “potere” è sempre stato quello di mantenere se stesso e quindi di ottenebrarci, di non farci reagire, annichilire la nostra consapevolezza, con l’ausilio dei mass media (ricordiamo anche che il referendum sulla pubblicità nei programmi televisivi è stato vanificato dalla fobia di perdere con la pubblicità anche le reti televisive delle soap opera … ).

Le Egregore 

Quella che abbiamo descritto è un Egregor, una forma pensiero potentissima che condiziona tutti noi quando non sviluppiamo senso critico e autocoscienza in relazione agli stimoli che ci arrivano dall’ambiente che ci circonda.

Rientrano nelle Egregor i pregiudizi, i luoghi comuni, tutte le forze pensiero rivolte ad uno specifico argomento da parte di più persone.

Un’altra Egregor che ci si palesa, anche se normalmente non sapevamo riconoscerla, è quella degli eventi catastrofici non naturali. Perché quando cade un aereo, dopo qualche giorno ne cade un secondo? E non è successa la stessa cosa con la nave da crociera l’inverno passato?

Quando succede un incidente di questo tipo, migliaia di persone focalizzano l’energia dei loro pensieri su quel fatto. Tutti si informano, vengono scritti articoli sulle ipotesi delle cause e delle responsabilità, si intervistano famigliari, si scovano i casi di chi all’ultimo momento ha rinunciato al viaggio per un imprevisto, si stillano statistiche su percentuali di vittime dell’aria in relazione a quelle delle strade, a quelle del lavoro, a quelle delle malattie cardio-vascolari …

Per farla breve tutta questa energia di pensiero crea un essere eterico­astrale, privo di io, e quindi amorale, che agisce fin nel piano fisico, causando un secondo incidente.

Vogliamo andare avanti così, o decidiamo di essere padroni di noi stessi? di vivere nell’autocoscienza? di non farci prendere in giro da chi ci vuole come automi, privi di libertà?

Il Corpo di Dolore

L’Egregor non è l’unico agglomerato energetico che può avere potere su di noi. Il Corpo di Dolore ci accompagna con le sue sfaccettature per tutta la vita se noi non lo riconosciamo e trasformiamo in Corpo di Gioia.

Perché quando veniamo ripresi per un errore commesso, siamo più contenti se anche qualcun altro ha sbagliato? E’ il nostro Corpo di Dolore che si è risvegliato e ci fa sentire inadeguati e colpevoli. Invece di cogliere l’occasione per comprendere dove possiamo migliorare il nostro operare, dove possiamo crescere, il dolore che proviamo, nato dalla non accettazione dell’evento, ci paralizza per paura di sbagliare nuovamente. Il suo potere è così forte che può arrivare a farci sentire delle nullità, può portare alla depressione fino, in casi estremi, al suicidio.

I Corpi di Dolore sono veramente molti iniziando da quelli “personali” con cui ognuno di noi risuona a causa del suo vissuto, più o meno doloroso.

Ci sono poi quelli “collettivi”, come il corpo di dolore legato all’essere donna, Corpo dovuto a migliaia di anni di soprusi e violenze e che si risveglia prima del ciclo mestruale.

C’è quello di popolo legato a drammi storici, come quello degli Ebrei dovuto alle persecuzioni naziste o ancora quello legato ai lutti non elaborati, oppure alle delusioni d’amore.

Ci siamo mai chiesti perché quando soffriamo per amore ascoltiamo canzoni strazianti che parlano di relazioni che finiscono male? Perché il nostro Corpo di dolore risuona con quell’atmosfera e si nutre di quell’atmosfera creata dal Corpo di Dolore di un’altra persona.

Controllare i nostri Corpi di dolore non significa, ovviamente, diventare dei freddi cinici, ma attraverso la conoscenza di se stessi comprendere se chi soffre siamo veramente noi o il nostro ego, se siamo liberi o se la paura di una possibile sofferenza ci impedisce di vivere appieno la vita.

Controllarli significa dire: “Basta! Non voglio più vivere nel dolore: Io sono consapevole che più nutro il mio Corpo di Dolore, più questo cresce e si sfama divorandomi.

Io sono consapevole che ciò che mi provoca dolore è il mio attaccamento alle cose effimere, come ci ha insegnato il Buddha, alle cose destinate a finire. Nulla è infinito se non la mia parte spirituale, il mio Io che è parte di Dio e che a Lui deve ricongiungersi, tutto il resto è destinato a finire”.

Impariamo quindi ad apprezzarne le qualità (tanto le positive come le negative) senza che tutto ciò diventi una catena alla nostra libertà, che assolutamente non significa avere la licenza di far quello che si vuole.

In relazione con i defunti   

Vi sono aggregati energetici che sono creati ed alimentati dalle persone in vita, come i Corpi di Dolore, Egregor ed Ombre ed altri che sono aspetti non trasformati dei defunti, come Larve, Fantasmi e Spettri. Questi ultimi tre tipi di catene possono usare come “porta” per agire sulle persone i primi tre tipi, ed ognuno di essi agisce su piani diversi: su quello emozionale, su quello eterico-vitale su quello fisico.

Ciò che non comprendiamo e trasformiamo in vita diventa una pendenza nel post-mortem.

Il nostro alter ego

Un capitolo a sé spetterebbe ai 7 tipi di Doppi che agiscono in noi in relazione a ciò che ci portiamo di non trasformato o riconosciuto dalle vite precedenti, ciò che ci ha condizionato culturalmente e geograficamente in questa vita o anche per il solo fatto di essere nati maschio o femmina.

Un esempio di doppio culturale che sfocia in un’Egregor può essere di aiuto alla comprensione di questo nostro alter ego, argomento non sconosciuto in quanto trattato più volte nella letteratura come ad esempio ne “Il ritratto di Dorian Gray” di O. Wilde.

Come esempio di doppio culturale possiamo prendere l’idea di Arianesimo professata da Hitler:

– Noi ariani siamo i migliori;

– intolleranza, odio e violenza nei confronti di altre etnie ( ebrei, persone con malformazioni fisiche o psichiche);

-genocidio di ebrei e persone con malformazioni.

L’Egregora creata e diffusa da Hitler è quella di far credere alle persone che questi tre punti sono veri, in questo modo ha mantenuto il controllo politico, economico e sociale su intere nazioni.

Non facciamoci abbattere

Da quanto brevemente esposto potrebbe insorgere in noi il sentimento di impotenza o di smarrimento davanti a tutto questo. Se restiamo nella dicotomia tra Bene e Male, potremmo avere una sensazione di impotenza o di ingiustizia nell’apprendere quante cose vivono in noi e dobbiamo conoscere e trasformare, quanto non siamo liberi, quanto lavoro ci aspetta.

Quante volte però, se ci fermiamo a riflettere, il tempo ci ha insegnato che un evento che ci sembrava Male, si è poi rivelato essere un’occasione positiva nella nostra vita? Quel Male era quindi un Bene, se noi però non lo accettiamo, non cerchiamo di comprendere, allargando il nostro campo visivo, quale opportunità preziosa può diventare, vedremo solo l’aspetto negativo, solo una faccia della medaglia.

Reagiamo!

Lo sforzo che dobbiamo compiere è avere l’intraprendenza e il coraggio di guardare entrambe le facce delle medaglie-eventi della nostra vita. Così agendo potremo “sciogliere” queste catene inconsce che tanto potere hanno su di noi e iniziare quel processo di liberazione profonda che vedrà come nuovi “aiutatori” proprio le entità di cui sopra che, anch’essi liberati dalla loro forma, possono donarci le loro forze per il nostro ulteriore cammino.

Di fronte a questo percorso c’è una sola alternativa: o coraggiosamente intraprenderlo, o rinunciare ad essere degli uomini liberi.

 

 

Tratto dalla Dispensa ” Le Catene Inconscie”

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