Come l’anima accompagna l’azione dello Spirito

La Samaritana di Paolo Veronese

Introduzione

Questo lavoro è nato da una libera azione di obbedienza verso il mondo dello Spirito: cercare di portare alcune riflessioni in chiave scientifico-spirituale (e ci scusiamo se diamo per scontate certe conoscenze antroposofiche ma in questo contesto non possiamo approfondire certi aspetti come meriterebbero) sulle figure femminili del Vangelo, scrivere quindi una specie di “vangelo al femminile”.

Ogni azione è sempre preceduta da un sentimento e quello che è dato nel nostro cuore è stato rispondere con gioia a questo compito; comprendere il significato occulto delle principali figure femminili che compaiono nei vangeli e cercare di dare a queste e la loro giusta posizione, ruolo, importanza, mostrare che le azioni di sacrificio, silenzio, coraggio, hanno avuto un’importanza fondamentale per lo svolgersi degli eventi di Palestina e quindi per tutta l’umanità.

Lo Spirito di Mariam ci ha accompagnati fin dall’inizio dandoci pensieri, intuizioni, sentimenti che ci hanno molto aiutati nell’elaborare questo lavoro.

E’ stata Miriam stessa ad ispirare i nostri cuori, Lei che è il cuore dei cuori.

A Lei va tutto il nostro sincero ringraziamento per averci accompagnati in questo meraviglioso viaggio.

Nel vangelo di Giovanni le figure femminili non sono molte e alcune di queste ricorrono più volte all’interno del vangelo stesso. Quello che è interessante sottolineare è la “composizione” di queste figure: esse infatti appariranno secondo una logica di tre “triadi” per completarsi con il “più Uno”.

LA PRIMA TRIADE
Mariam alle nozze di Cana

Guardando le località in cui compaiono queste figure femminili nella mappa della Palestina spirituale, vediamo che il luogo di partenza di questo viaggio che l’anima compie per incontrare il suo Sposo, il suo Io Superiore, è a Cana di Galilea, che rappresenta la zona della volontà, la regione dove opera il Padre.

Mariam viene caratterizzata come Madre di Gesù e Lei, Figlia di suo Figlio, gli chiede di operare il miracolo. Lei ispira, sostiene, Gesù in ciò che Lui compirà.

Anche in questo, che può apparire come un “ordine” che dà a suo figlio, Ella obbedisce liberamente alla volontà del Padre e rafforza tale obbedienza testimoniando il suo credere quando dice ai servi di fare ciò che Gesù dirà loro. Lei è sicura che quello che avviene è Vero Buono e Giusto.

L’anima, Mariam-Sposa, incontra e collabora con lo spirito, Gesù-Sposo.

La Samaritana

Dalla Galilea ci spostiamo nella regione della Samaria, considerata nella Palestina esoterica, la zona del cuore, del sentire, e lì incontriamo la donna Samaritana.

E’ qui, davanti al pozzo di Giacobbe, che l’amore di Gesù, il calore del suo cuore, il suono della sua voce, risvegliano l’anima, rappresentata dalla Samaritana, che ha sete di Dio, l’aiuta a riconoscere in Lui la sua parte divina, il suo Io superiore.

La Verità della reale natura di Gesù, si manifesta gradualmente secondo il grado di coscienza che la donna conquista nel dialogo con il Gesù.

In questo dialogo Gesù proferisce il primo IO SONO, e l’anima ricolma di gioia per averlo riconosciuto, diviene obbediente ed attiva e vuole rendere tutti partecipi di questa sua gioia. E sarà grazie a questa testimonianza che si scioglierà la durezza di tanti cuori. Infatti è l’anima della Samaritana che accetta il messaggio di Gesù e lo proclama agli altri samaritani portandoli a credere in Lui ed a riconoscerlo in loro stessi.

La donna idolatra         

Proseguendo incontriamo una donna idolatra la quale aveva seguito un altro Spirito, e il luogo dove avviene l’incontro tra lei e Gesù è nei pressi del monte degli Ulivi a Gerusalemme, ossia nella Giudea, regione che rappresenta la testa.

Questa donna rappresenta l’anima fuorviata, che ha perso la retta via nel cammino per incontrare il suo Sposo.

Ciò che Gesù le dice è di non avere sensi di colpa, e questa è un’esperienza che arricchisce profondamente la donna. Questa donna, che probabilmente è la Maddalena, ha seguito spiriti non consoni alla sua evoluzione ed il Cristo, invece che rimproverarla, le dice di andare avanti, di lavorare per giungere alla completezza interiore, di guardare in se stessa perché è lì che troverà il suo Spirito-Sposo.

Da questa breve analisi si nota che nell’evangelista Giovanni l’anima giunge alla sua completezza partendo dalla volontà (la Galilea), passando per il sentire (la Samaria), per terminare nel pensiero (la Giudea).

LA SECONDA TRIADE                                                             

Santa Maria, sorella della Maddalena.Nella Leggenda Aurea si racconta che ammansì un terribile Drago

Al capitolo 11, considerato il centro del vangelo di Giovanni, troviamo altre tre figure femminili: Maria, Marta e Mariam che rappresentano la prima l’anima senziente, la seconda l’anima razionale, e la terza l’anima cosciente e tutte e tre interagiscono tra loro ognuna secondo le proprie caratteristiche.

Il luogo è Betania, termine che significa “casa della guarigione”, e lì queste anime incontrano lo Spirito­Sposo rappresentato da Gesù. Ognuna risponde in maniera diversa alle domande che pone loro Gesù.

Marta usa la sua parte razionale e manifesta per Gesù l’amore fraterno, Maria Maddalena apre il suo cuore e manifesta il suo amore affettivo.

La Mariam che “appare” è la Maddalena che ha raggiunto il grado evolutivo e iniziatico di Maria-silente: l’anima si unisce al suo Io Superiore.

In questo capitolo si può vedere come l’anima, in tutti i suoi aspetti, si trasformi fino a giungere alla sua completezza.

E’ il “più uno” anche per l’anima come lo è, in altre occasioni, per lo Spirito.

La Mariam Silente

Nel capitolo successivo invece si assiste alla trasformazione della Maddalena in Maria Silente. Durante la cena che avviene a Betania, la Maddalena unge i piedi del Gesù e li asciuga con i suoi capelli. Con questo gesto, umile ma ricolmo di amore spirituale, ella sale al gradino di Maria Silente. Il suo cuore si avvicina ai piedi di Gesù, entra in contatto con questa parte del suo corpo ricca di significati.

Ciò che colpisce è che la Maddalena da donna (cosiddetta) “adultera” diventa la Sposa nuova del Cristo. Trasforma il suo amore terrestre, lei che ha “tanto amato”, in amore spirituale per il “suo” Gesù.

Lo segue con tutte le sue forze anche dopo la morte. Ella porta a Lui, nelle diverse fasi della sua evoluzione, tutto l’amore che Dio le ha donato.

Ci si può azzardare a dire che la Maddalena, come Giovanni, cerca con tutto il suo essere il Divino. Accetta, anche se non comprende, tutto ciò che il Maestro le insegna, e traduce tutto ciò in azioni libere di amore, come appunto l’unzione dei piedi del Maestro. Ella agisce nel silenzio perché il suo cuore risuona con lo spirito e quindi con quello del Gesù. Non serve che lei parli saranno le sue azioni a rimanere nella storia.

LA TERZA TRIADE

Nel capitolo 19 del suo vangelo, Giovanni, nel passo del Gesù al Calvario (19,17-26), al versetto 24 descrive chi c’è vicino alla croce e precisamente troviamo: La Madre di Gesù, (nell’aspetto di Maria Natanica), la sorella di lei (ossia la Maria Salomonica, la Madre dell’altro bambino Gesù), Maria di Cleofa (cugina della Maria Salomonica), e la Mariam Maddalena. Mariam Natanica e Mariam Salomonica (le madri del Gesù di Luca e di Matteo) formavano come una unità dato che al Battesimo al Giordano, mentre su Gesù scendeva il Cristo, sulla Mariam Salomonica è scesa la Mariam Natanica trapassata circa 20 anni prima e rimasta ad agire dalla sfera solare.

Da questo punto di vista le donne presenti risultano essere quindi tre.

Qui, presso la croce, “l’Essere Mariam” raggiunge la sua Gloria e Gloria in greco si dice “eleo”, ossia si unisce anche alla Maria di Cleofa. Ora l’Essere Mariam assomma in sé tutti gli aspetti femminili portati al massimo grado e diventando la Madre di tutta l’umanità.

Ella conclude con un ulteriore atto di obbedienza al Padre il suo compito accettando che avvenga la costituzione della prima comunità fondata nell’amore quando accetterà di prendere Giovanni come suo figlio.

IL “PIÙ UNO”

La logica dello Spirito è basata sul ritmo del tre più Uno, intendendo con ciò il rapporto Unitario e Trinitario che caratterizza il Divino. Troviamo quindi ora il nuovo “più Uno” nel capitolo successivo, quando la Mariam Maddalena sarà la prima persona che vede il Risorto e salirà a livelli ancora più alti di coscienza.

Grazie al richiamo del Gesù lei “si volta” e lo riconosce nel suo Corpo Incorruttibile Risorto.

Ella rappresenta ora quella parte dell’anima che è in grado di salire alle dimensioni dove è salito il Gesù: al Padre.

Tratto dalla rivista “Albios” 

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