468

Ma ora, in rapporto ai giusti prezzi, dobbiamo considerare il fatto seguente. I prodotti della terra hanno valore in quanto vengono consumati, vengono prodotti per essere poi distrutti attraverso il nutrirsi. Il denaro che il contadino riceve in cambio dei prodotti della terra che cede, non è invece soggetto al deperimento, l’assegno ricevuto può essere conservato e riutilizzato.

Dato che ogni anno viene erogato a tutti il reddito base, aumentano i valori monetari in circolazione, mentre i prodotti della terra dell’anno precedente vengono consumati. Questo determina l’alterarsi del rapporto tra prodotti scambiati e valori monetari corrispondenti. Chiamiamo questa alterazione inflazione. I prezzi aumentano per il continuo aumentare dei valori monetari e quindi il denaro perde potere d’acquisto.

Se la produzione economica si limitasse ai prodotti alimentari freschi, che vengono prodotti e consumati rapidamente entro pochi giorni o al massimo entro l’anno, alla fine dell’anno anche il denaro corrispondente dovrebbe deperire interamente, per mantenere il suo giusto rapporto con la produzione agricola a cui è collegata la sua emissione e conservare integro il suo potere d’acquisto. Ma gli altri prodotti che vengono scambiati con denaro deperiscono più lentamente nel tempo. Se i prodotti della terra deperiscono entro un anno, un vestito può durare cinque anni o più, un mobile può durare fin oltre un secolo, e così via. Poniamo per ipotesi che la media del deperimento di tutti i prodotti scambiati nel giro economico sia di 12,5 anni. Da questo valore deriva un tasso medio di deperimento annuo dell’8% (8% x 12,5 anni = 100%).

Questo valore costituisce il tasso annuo di deperimento monetario. Al denaro viene applicata una tassa monetaria annua dell’8% per mantenere la corrispondenza col tasso di deperimento medio dei prodotti scambiati con esso. Se nel giro economico cresce il consumo di beni deperibili, crescerà anche la tassa monetaria, altrimenti diminuirà col crescere del consumo di prodotti più duraturi.

La tassa monetaria sarebbe la sola tassa esistente, applicata alla moneta in base alla necessità sopra esposta di mantenerne il valore e il potere d’acquisto.

Tutte le attuali tasse sarebbero quindi abolite, poiché esse, gravando sulle attività economiche, divengono costi di produzione e si scaricano sui prezzi, falsandoli e causando inflazione e debito.

Risulta anche evidente che il reddito base, fondamento della sussistenza per tutti, elimina la necessità di lavorare per ottenere un reddito. Viene superato il concetto del lavoro retribuito come una merce, che diventa anch’esso causa dell’aumento dei costi di produzione e quindi di ulteriore inflazione. Il lavoro non ha valore economico, in quanto non viene scambiato. Vengono scambiati i prodotti del lavoro e il loro valore dipende dal giudizio di chi ne ha bisogno, dei consumatori.

Con l’eliminazione totale delle attuali tasse e del costo del lavoro, i prezzi dipenderanno esclusivamente da tale giudizio.

Con la tassa monetaria verrà scoraggiata la tendenza all’accumulo e favorita la spesa. Il produttore troverà il proprio equilibrio tra il lavorare per guadagnare e l’esigenza di spendere e consumare per godere del ricavato del proprio lavoro. Cercherà quindi dei collaboratori per diminuire il proprio impegno di lavoro, quando questo diventi per lui gravoso, per avere più tempo per riposare. I tempi e i modi del lavoro saranno scelti da ognuno in relazione al proprio benessere e all’equilibrato soddisfacimento dei propri interessi.

(continua)

Stefano Freddo

Share This