UNA VOLTA SOLA NELLA STORIA (come il Mistero del Golgota)

Mentre le forze spirituali del tredicesimo aumentavano all’infinito, diminuivano le sue forze fisiche, fino al punto che cessò quasi del tutto ogni suo rapporto con la vita esterna e scomparve ogni suo interesse per il mondo fisico. Egli viveva solo per lo sviluppo spirituale per il quale era stimolato dai dodici. In lui si rifletteva tutta la saggezza dei dodici. Si giunse al punto che il tredicesimo rifiutò ogni nutrimento e deperì.
ALLORA AVVENNE QUALCOSA CHE POTEVA SUCCEDERE UNA VOLTA SOLA NELLA STORIA.

Era uno di quegli avvenimenti che possono succedere quando le forze macrocosmiche vi concorrono, in vista dei frutti che un tale avvenimento deve maturare.
Dopo alcuni giorni il corpo del tredicesimo divenne tutto trasparente e rimase come morto per diversi giorni; intorno a lui si riunirono i dodici per determinati intervalli di tempo, durante i quali dalla loro bocca sgorgava tutto il loro sapere e la loro saggezza. Mentre il tredicesimo giaceva come morto, essi fecero fluire la loro saggezza in brevi formule, che sembravano devote preghiere. Ci possiamo immaginare i dodici disposti in cerchio attorno al tredicesimo.

Questo stato ebbe temine quando l’anima del tredicesimo si destò come fosse un’anima nuova, avendo sperimentato una grande trasformazione della sua anima. In essa esisteva come una grande rinascita delle dodici sapienze, tanto che anche i dodici saggi potevano imparare dal giovane qualcosa di assolutamente nuovo.

Ma anche il suo corpo fu rianimato in modo che tale rianimazione del suo corpo trasparente non può essere paragonata con niente. Il giovane poteva ormai parlare di esperienze del tutto nuove: i dodici poterono riconoscere che egli aveva avuto l’esperienza di Damasco, una ripetizione della visione di Paolo a Damasco. Nel corso di poche settimane il tredicesimo ridiede tutta la sapienza che aveva ricevuta dai dodici, ma in una nuova forma che era come se fosse data dal Cristo stesso.

I dodici chiamarono ciò che egli rivelò loro il vero cristianesimo, la sintesi di tutte le religioni, e fecero la distinzione tra questo cristianesimo e quello dell’epoca nella quale vivevano. Il tredicesimo morì poi relativamente giovane e i dodici si dedicarono al compito di annotare in immaginazioni ciò che il tredicesimo aveva loro rivelato. (…)
Ci si deve rappresentare il processo occulto in modo che il frutto dell’iniziazione del tredicesimo, in forma di corpo eterico residuo, si conservasse nell’atmosfera spirituale della Terra, e agisse ispirativamente sui dodici e sui loro discepoli successivi, così che da loro potesse derivare la corrente occulta rosicruciana.

Ma quel corpo eterico continuò ad agire e permeò poi il corpo eterico del tredicesimo quando si reincarnò. Già nel secolo XIV, verso la sua metà, l’individualità del tredicesimo tornò ad incarnarsi, vivendo in quell’incarnazione per più di cento anni. (…) Nel suo ventottesimo anno fu colto da un meraviglioso ideale: doveva viaggiare e allontanarsi dall’Europa. Per prima cosa si recò a Damasco, dove si ripeté ancora una volta per lui l’evento che vi aveva sperimentato Paolo. Tale esperienza va considerata il frutto del seme deposto in lui nella sua precedente incarnazione, poiché tutte le forze del singolare corpo eterico di quell’individualità del tredicesimo secolo erano rimaste intatte, cioè dopo la morte nulla di esse si era trasferito nel comune etere universale.
Era questo un corpo eterico permanente che da allora in poi rimase intatto nelle sfere eteriche. Quello stesso corpo eterico sottilmente spirituale di nuovo permeò dal mondo spirituale dei suoi raggi e della sua luce la nuova incarnazione, l’individualità del secolo XIV, la quale perciò venne spinta a sperimentare ancora una volta l’evento di Damasco.
E’ questa l’individualità di Christian Rosenkreutz, che era stata il tredicesimo nella cerchia dei dodici e che venne chiamata così a partire da questa incarnazione. (…)
Dunque anche nel secolo XIX continuarono ad agire le irradiazioni del corpo eterico di Christian Rosenkreutz. (…) La dedizione al corpo eterico di Christian Rosenkreutz, divenuto potente, potrà portare agli uomini la nuova chiaroveggenza e produrrà elevate forze spirituali, ma sarà possibile solo a chi osserverà nella maniera giusta l’insegnamento di Christian Rosenkreutz
Finora era necessaria a questo scopo una preparazione rosicruciana esoterica, MA IL SECOLO XX HA IL COMPITO DI POTENZIARE QUEL CORPO ETERICO AFFINCHE’ POSSA OPERARE ANCHE EXOTERICAMENTE.
Chi ne sarà afferrato potrà sperimentare l’evento che Paolo sperimentò davanti a Damasco. Finora quel corpo eterico ha operato solo entro la scuola rosicruciana; nel secolo XX saranno sempre più numerosi quelli che ne potranno provare l’effetto, e potranno quindi sperimentare l’apparizione del Cristo nel corpo eterico.
E’ IL LAVORO DEI ROSACROCE CHE RENDE POSSIBILE L’APPARIZIONE ETERICA DEL CRISTO e diventerà sempre più grande il numero di coloro che saranno capaci di scorgerla. Dobbiamo riferire questa riapparizione al grande evento dell’opera dei dodici e del tredicesimo nei secoli XIII e XIV.
Se riusciremo a divenire lo strumento di Christian Rosenkreutz, potremo essere sicuri che la più piccola attività della nostra anima avrà durata eterna.
(R. Steiner, 27/9/1911, O.O. 130)

Stefano Freddo  16 Aprile 2020

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