Mani e la Rosacroce

14 aprile 216,d.C. nascita di Mani

La storia ci parla ora di una quarta individualità dietro la quale per molti si nasconde qualcosa che è ancora più alto e più possente di Sciziano, di Buddha e di Zarathustra. Si tratta di Mani, che viene considerato come un altissimo messaggero del Cristo da coloro che nel manicheismo vedono qualcosa di più di quello che vi si vede di solito.
Pochi secoli dopo la venuta del Cristo sulla terra, Mani riunì intorno a sè tre personalità significative del quarto secolo cristiano, in uno dei più importanti convegni che mai si siano tenuti nel mondo spirituale annesso alla terra. Con questa descrizione immaginosa stiamo alludendo a un importante evento della storia spirituale. Mani riunì attorno a sè quelle personalità per deliberare assieme a loro il modo di far rivivere, in avvenire, sempre più e più forte la saggezza che si era diffusa nei tempi postatlantici. Quali personalità riunì intorno a sè Mani in quel memorabile convegno, accessibile solo alla visione spirituale?
Una è la personalità in cui Sciziano viveva reincarnato all’epoca di Mani. La seconda è un riflesso fisico del Buddha riapparso in quel tempo, e la terza è la reincarnazione di Zarathustra. Vediamo dunque riunito intorno a Mani un gruppo di alte individualità: Sciziano, Buddha e Zarathustra.
Questo collegio deliberò allora un piano per far fluire, in modo sempre più intenso nello sviluppo dell’Umanità, l’intera somma della saggezza dei Bodhisattva dell’epoca postatlantica.
Quel piano per lo sviluppo spirituale futuro della civiltà fu poi conservato e infine trasferito nei misteri europei della Rosacroce. Nelle sedi dei Rosacroce furono sempre presenti le individualità di Sciziano, del Buddha e di Zarathustra. Essi furono i maestri nelle scuole dei Rosacroce, maestri che donavano alla Terra la loro saggezza al fine di rendere possibile la comprensione del Cristo nella sua essenza. (…)
A questo modo l’iniziato europeo ha sempre conosciuto i segreti del volgere dei tempi e sempre ha contemplato le vere figure dei grandi maestri. Egli sapeva che grazie a Zarathustra, a Sciziano e a Buddha fluisce nella civiltà futura la sapienza che in ogni tempo proviene dai Bodhisattva e che deve servire a comprendere il più degno oggetto di ogni comprensione, il Cristo: il Cristo che è un essere del tutto diverso dai Bodhisattva, e che si può comprendere soltanto SOMMANDO L’INTERA SAGGEZZA DEI BODHISATTVA.
(R. Steiner, 31 agosto 1909, O.O. 113)

Stefano Freddo   14 Aprile 2020

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