Come potenziare il riscaldamento senza spese.
Il problema del riscaldamento della casa è diventato per la stragrande maggioranza delle famiglie una delle voci fondamentali del bilancio familiare.
La tecnica ha sviluppato diverse metodiche per dare una risposta a questo problema. Vediamo così comparire stufe con sempre maggior rendimento termico, ma dobbiamo ben discernere se tutte queste soluzioni sono consone ad una adeguata qualità della vita. Incominciamo con l’esaminare le soluzioni che, a nostro avviso, non rispondono al requisito della qualità.
Le soluzioni “pericolose”
La soluzione assolutamente da evitare (sempre a nostro avviso), è la geotermia.
Con questo termine si intende la possibilità di estrarre calore dalla terra facendole passare dei tubi contenenti acqua o aria. La differenza di temperatura che vi è tra il sottosuolo e il soprasuolo viene poi sfruttata con una pompa di calore o con dei semplici ventilatori. Riguardo al geotermico è più difficile argomentare la nostra opposizione.
Per comprenderne le ragioni bisogna appoggiarsi alla visione “olistica” e quindi ancora al quadrato degli elementi.
Ogni volta che noi poniamo dell’aria sottoterra, e poco importa se si tratti del garage interrato o del tubo per prelevare la geotermia, determiniamo l’attivarsi dell’asse della morte a scapito di tutti i processi vitali legati all’asse della vita. Si crea così una potente azione anti-vita che determina una specie di condensatore che amplifica l’effetto. La stessa cosa vale per i nostri metanodotti.
La nostra esperienza percettiva ci ha insegnato che un tubo di 50-80 cm di diametro inibisce la crescita in superficie per una larghezza di 8 -10 metri.
La stufa a fiamma inversa
Un altro aspetto da evitare è la cosiddetta “fiamma inversa”, ossia la tecnica tramite la quale la fiamma invece che liberarsi verso l’alto, viene costretta a dirigersi verso il basso permettendo così la massima combustione dei fumi (contenenti ancora delle parti di incombusto) e quindi aumentare il rendimento.Se il calore è l’immagine terrestre al mondo dello spirito (basta pensare all’utilizzo delle candele nei vari cerimoniali dove la parola cerimoniale deriva proprio da “cero”), l’averne rovesciato la tendenza naturale di staccarsi dalla materia per riportarla, libera, nell’immanifesto, determinerà uno snaturamento della fiamma e quindi delle sue qualità “sottili” determinando che tutto ciò si trasmetta all’ambiente circostante.Per questo motivo riteniamo che la fiamma inversa, seppur valida dal punto di vista del rendimento della massa combusta, non sia adatto alla qualità della Vita di chi vivrà in quell’ambiente.
La nostra soluzione
Dopo lunga riflessione su queste tematiche, da parte nostra siamo giunti alla conclusione che la soluzione si deve articolare su due punti fondamentali. Il primo è realizzare delle case a bassissimo consumo energetico (e di questa soluzione abbiamo parlato nel precedente numero di ALBIOS dove abbiamo esposto i criteri con i quali realizziamo “case passive” a bassissimo costo), e il secondo consiste nel creare degli accumuli di calore che sfruttino il calore residuo dei fumi della combustione.
Con quest’ultimo pensiero in realtà non abbiamo fatto altro che “riscoprire” la buona vecchia stufa tirolese: la stube. L’elemento innovativo da noi sviluppato è rappresentato dalla “mobilità” della soluzione proposta, ossia la possibilità di spostare l’accumulo dove serve senza doverlo demolire. Ulteriore aspetto, non trascurabile, è il costo estremamente contenuto dell’accumulo.
La realizzazione
Il nostro accumulo è costituito da un tubo di alluminio corrugato da 13 cm di diametro, che indirizza verticalmente verso il basso il fumo per poi risalire a spirale circondando la parte del tubo in discesa. Il tutto viene poi “annegato” in una colata di refrattario con granulometria di 8-10 mm impastata con cemento refrattario fino a determinare una massa complessiva di circa 300 chilogrammi.
Una semplice valvola a diaframma posta tra il tubo in discesa e quello in salita ed una posta sul tubo in salita del fumo, ci permetterà di inserire o disinserire l’accumulo a seconda delle necessità stagionali oppure, semplicemente, nell’attesa che la canna fumaria si scaldi adeguatamente e possa “tirare” il fumo aiutandolo a scendere per quei 60-70 cm che deve percorrere in discesa dentro l’accumulo.
La pulizia
Un problema è la necessità di pulire il percorso dei fumi ogni 5-6 anni. Al riguardo è stato posto uno sportellino in corrispondenza della parte più bassa dell’accumulo.
Quando ne sorgerà la necessità si sposterà l’accumulo all’esterno della casa e con una canna si verserà della semplice acqua dentro il tubo spiralato (attraverso le due aperture superiori), acqua che asporterà i residui di particolato. In questo modo la manutenzione è rapida, economica, semplice.
La cucina economica
L’applicazione più semplice, pratica ed economica dell’accumulo consiste nell’accoppiarlo ad una cucina economica, la buona, “vecchia” e “gloriosa” cucina economica, ossia la cucina che ha accompagnato generazioni e generazioni di famiglie. La cucina economica in genere ha una potenza calorica di 4,5-6 kw e normalmente riscalda circa 150m3 di abitazione. Con l’accumulo essa può riscaldare circa una superficie doppia. Al riguardo precisiamo che nel nostro edificio “passivo” di paglia una stufa da 6 kw, accoppiata ad un accumulo da 300 kg, riscalda circa 1000 m3! Con la cucina economica il tempo di cottura del cibo diventa il tempo sufficiente per portare l’accumulo a regime senza alcun consumo e costo aggiuntivo.
La resa calorica
Dall’esperienza maturata, 2-3 ore di fiamma portano la massa dell’accumulo a circa 30-35 °C e tale calore scende a 20°C in circa 14-16 ore (a seconda del grado di isolamento della casa). Al lato pratico il tempo di accensione del mezzogiorno (cucinare, mangiare, lavare i piatti, dare l’ultima “carica” alla stufa) è sufficiente fino alle 04-06 di notte. In caso di grandi freddi basterà l’integrazione con la fiamma della cottura serale del cibo per mantenere la casa calda fino al giorno dopo.
Studio e progettazione

EUREKA è in grado di progettare e realizzare a richiesta accumuli di calore per le varie esigenze, migliorandone ulteriormente il rendimento calorico inserendo nella massa di refrattario specifici additivi naturali. Anche la forma, la proporzione e la decorazione che scegliamo di applicare all’accumulo saranno studiate appositamente per sostenere il calore nei suoi aspetti più sottili o per portare nell’ambiente domestico un messaggio riequilibratore.
A Cura di EUREKA


