Possiamo trovare, osservando il rapporto dei popoli antichi con l’essere dell’acqua, che il loro rapporto con l’essere dell’acqua e con il suo miglioramento era molto diffuso.

Ad esempio gli Arabi, per annaffiare le palme, solevano porre delle anfore di argilla piene d’acqua sotto di esse.
È noto che l’argilla corrisponde alla sfera mercuriale di scambio, per cui l’acqua, che grazie alla porosità dell’argilla veniva trasudata verso la superficie dell’anfora, subiva un processo di vitalizzazione attraverso l’argilla, e ne bastava quindi molto poca per soddisfare il fabbisogno idrico delle piante.
Questo sistema è stato ripreso dagli israeliani con la tecnica dell’irrigazione “a goccia”; anche con questo sistema si riduce la quantità di acqua impiegata, però, passando attraverso tubi e tubicini di plastica, l’acqua stessa si impregna anche di forze morte, che poi fatalmente trasmette alle piante.
Altro esempio di ingegneria idraulica rispondente alle leggi della vita è il sistema di adacquamento delle piante utilizzato nei giardini arabi in Spagna. L’acqua veniva fatta scorrere a cielo aperto in piccoli canali che formavano una specie di griglia, articolata su angoli retti. In questo modo l’acqua si arricchiva di forze eteriche di vita.
Un valido sistema ideato dai monaci cistercensi, sempre in Spagna, consisteva nel creare un canale di pietra che trasportava l’acqua piovana ai servizi delle cucine; esso era profondo 1,20 mt e largo 50 cm.
E’ di estremo interesse notare come il canale, ben diritto, ad un certo punto subisse un restringimento (a circa 30 cm) e percorresse una doppia S, per poi cambiare direzione con un angolo di 90 gradi. Inoltre prima di entrare nelle cucine percorreva un’altra doppia S. La restrizione aveva lo scopo di provocare un aumento della velocità nell’acqua, ed una conseguente maggior capacità di memorizzazione del messaggio portato dalla forma del percorso; la doppia S infatti provocava un processo di dinamizzazione, di vitalizzazione nell’acqua, e l’angolo retto un collegamento con le forze della vita.

l sistema di dinamizzazione dell’acqua operato dai Cistercensi

l sistema di dinamizzazione dell’acqua operato dai Cistercensi

Nel ‘500 la purificazione probabilmente non era necessaria come oggi, ed era sufficiente provvedere alla vitalizzazione dell’acqua.

Vitalizzare l’acqua: Metodi antichi

Immagine fotografica del canale

Nella villa romana esistente nell’isola di Giannutri (arcipelago Toscano) la sezione di un canale di raccolta delle acque mostra una curiosità: la parte più bassa del canale è composta da mattoni di argilla disposti orizzontalmente, a struttura “lamellare”, cioè secondo il gesto tipico dell’acqua volto a creare superfici. In questo modo l’acqua piovana “torna” Acqua.

Sistema romano per vitalizzare l’acqua

Sistema romano per vitalizzare l’acqua

La parte superiore del canale è invece composta da mattoni quadrati, sempre di argilla, disposti a 45°; in questo modo essa viene dinamizzata, perché il quadrato posto a 45° ha il potere di attivare la vita, creando nell’acqua una specie di vortice.

Acquedotto Romano: Metodi antichi per vitalizzare l'acqua

L’acquedotto romano per “Bios” e “Zoe”

Possiamo cogliere un’ulteriore aspetto nella forma di un altro acquedotto romano molto simile, basandoci questa volta sulla distinzione tra vita biologica e vita spirituale. Osservando con più attenzione questa forma in cui l’acqua scorre possiamo cogliere che essa fa sì che in essa rimangano impressi ben tre messaggi: II primo strato di mattoni è organizzato in base ad un principio metamerico, cioè un principio in cui lo stesso modulo viene ripetuto più volte. In noi un forte principio metamerico è costituito dalla colonna vertebrale, che si trova in corrispondenza della sfera ritmica, cioè del sistema cuore – polmoni. Quindi nell’acqua viene così impresso il messaggio di essere una base per la vita eterica, la vita biologica.
Anche nella zona centrale troviamo un principio metamerico, ma questa volta le mattonelle sono disposte a spina di pesce. Destra e sinistra si incontrano, gli opposti sono entrambi presenti, risuonando con la sfera dell’anima, in cui vivono simpatia ed antipatia. L’acqua in questa zona si carica di forze animiche. L’anima muove in noi i sette processi vitali (respirazione, generazione di calore, nutrizione, individualizzazione, preservazione, crescita, riproduzione), i processi fondamentali che ci mantengono in vita e che fanno capo ai sette pianeti. L’acqua diviene così base per la vita animica, una vita di qualità diversa, che abbiamo chiamato “Zoe”. Zoe è la Vita a cui dobbiamo fare riferimento per la nostra crescita interiore, in quanto essa risuona con ciò che è Vero, Buono e Giusto.
Nell’ultimo strato ritroviamo le condizioni iniziali, per cui viene nuovamente richiamata la forza di Bios, ad un livello superiore di vitalità.

L’acqua che attraversava questo condotto doveva, grazie ai messaggi accolti in sé, diventare molto vitale (e quindi rallentare i processi di marcescenza) e stimolare i processi animici tramite il collegamento con Zoe.
Anche nei templi greci l’acqua per le sacre abluzioni veniva caricata, attraverso le forme, delle forze più adatte al rito che si praticava.

Un esempio molto particolare di vitalizzazione dell’acqua lo possiamo trovare in Perù presso la cittadina di Cantayo.

Pozzo a spirale - Metodi antichi per vitalizzare l'acqua

Uno dei pozzi a spirale

Qui le popolazioni Inca hanno realizzato qualcosa di incredibile. Una successione continua di ben 13 pozzi a spirale in modo di portare forze cosmiche alla vena d’acqua che scorre sul fondo. Questi pozzi hanno diametro di circa 15 metri e sono uno di seguito all’altro: ciò ci aiuta a comprendere che non sono stati realizzati per prelevare l’acqua, infatti non ha alcun senso realizzare un pozzo dopo l’altro di quelle dimensioni (inoltre ci sono due “coppie” di pozzi per così dire “siamesi”!).

Alla fine di questi 13 pozzi contigui abbiamo il formarsi di un canale a cielo aperto (sempre con movimento ondeggiante per mantenerne le qualità) e infine la vasca di raccolta di quest’acqua così speciale. Prima di salire a cielo aperto nell’ultimo pozzo confluisce una seconda serie di tre pozzi che “carica” un’altra vena di acqua sotterranea: solo dopo l’acqua esce allo “scoperto” e viene raccolta nella vasca. A questo punto ci si può chiedere il perché di tanto lavoro.

La sequenza dei pozzi a spirale: metodi antichi per vitalizzare l'acqua

La sequenza dei pozzi a spirale

Se guardiamo con mente preconcetta a questa grande opera umana possiamo notare come i pozzi siano scavati con verso orario e centripeto. Il verso orario determina l’escarnazione delle forze egoistiche e l’aspetto centripeto l’incarnazione delle forze spirituali superiori. Nel caso dei 12+1 pozzi si tratta delle forze zodiacali. I tre pozzi “laterali” portano forze ancora superiori: le forze dei tre arti spirituali dell’uomo. A questo punto dovrebbe iniziare ad essere chiaro che ci troviamo dinnanzi ad un manufatto atto a “caricare” l’acqua di forze spirituali (attivazione dell’Idrogeno di “Zoe”) e quindi il bacino di raccolta finale serviva per riti purificatori-battesimali.

Anche da questo esempio possiamo quindi vedere quanto profonde erano le conoscenze dell’uomo riguardo all’acqua, conoscenze che con il tempo sono andate completamente perdute.

Le foto che seguono ci permettono di cogliere altri particolari di questo importante e, per il mondo, misterioso manufatto.

Visione finale dei pozzi a spirale

Visione finale dei pozzi – Canale finale

Altri esempi di particolari vitalizzazioni dell’acqua si possono trovare ad esempio ad Epidauro (Grecia) con i suoi canali per caricare di forze lunari l’acqua ad uso agricolo. Questi canali sono ritmati secondo il modulo di 20+1, ossia 20 moduli (di circa 50 cm) e poi un modulo di espansione (sempre di 50 cm). Inutile dire che la forma dei canali è a mezzaluna!

La simmetria e l’utilizzo ripetitivo di moduli attivano le forze eteriche – lunari, per cui l’acqua aumenta la sua capacità bagnante, e può essere ottimamente impiegata in agricoltura… e questo lo sapevano molto bene coloro hanno costruito questi canali di irrigazione.

Nelle condutture del tempio greco di Eleusi (Misteri di Demetra), le caditoie avevano una foratura a forma del fiore della vita (il fiore a sei petali simbolo delle forze solari ed anche immagine delle Sephirot ebraiche), inoltre i canali avevano forma circolare (forze solari) ed i mattoni (argilla, ossia forze mercuriali di vita) con cui erano fatti questi canali erano disposti circolarmente a raggiera (forma irradiante del Sole), mentre le cisterne di raccolta erano rivestite d’oro (metallo che richiama le forze del Sole), al fine di attivare il secondo Idrogeno, quello rivolto allo spirito. Quest’acqua era quindi destinata alle sacre abluzioni di purificazione proprie dei riti eleusini.

L’esagono a sei petali proprio del Fiore della Vita

L’esagono a sei petali proprio del – Fiore della Vita

La forma circolare irradiante dei canali

La forma circolare irradiante dei canali

 


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